La nuova statua del bacio ci rappresenta nella memoria e nell'identità

Il posizionamento della statua “Il bacio della memoria di un porto” restituisce finalmente alla città un po’ di bellezza, di bontà e di giustizia

Incontro con il Sindaco per intitolare una piazza alle vittime dei bombardamenti

Il Comitato 14 Maggio ha avanzato una richiesta scritta di intitolare il piazzale compreso tra via Mazzini e Via Gorizia alle vittime civili dei bombardamenti anglo-americani

Anniversario della nascita dell'Optimus Princeps, il fondatore di Civitavecchia

Ogni nuovo Imperatore dopo Traiano veniva salutato dal Senato con l'augurio: possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano (Felicior Augusto, melior Traiano)

Recensione della nostra visita presso la Macchina del Tempo Civitavecchia

E’ una calda sera di agosto quella che ci vede, insieme ad alcuni simpatizzanti, in visita presso la Macchina del Tempo, progetto inedito a cura di Roberta Galletta, divulgatrice storica

14 maggio, Anniversario dei bombardamenti anglo-americani su Civitavecchia

Il Comitato ha deposto un omaggio floreale presso il Monumento alle Vittime civili dei Bombardamenti, partecipando alla cerimonia ufficiale insieme alle autorità locali per ricordare quanti hanno perso la vita durante la 1° incursione aerea alleata.

20 ottobre 2019

20 ottobre 1944 | La strage di Gorla

Cosa è successo a Gorla la mattina del 20 ottobre 1944?
Il 451° Bomb Group americano aveva come bersaglio la Breda, ma sbagliò la rotta di avvicinamento: impossibilitato a ripetere la manovra, il comandante della squadriglia prese una decisione incosciente e criminale, disfarsi subito del carico di bombe dei suoi 35 aerei e non aspettare invece di essere sulla campagna o sul mare. Il risultato fu che gli ordigni piovvero sui quartieri periferici milanesi di Gorla, Turro e Precotto seminando morte e distruzione sui civili. Tra le altre costruzioni venne centrata in pieno la scuola elementare “Crispi” di Gorla: non si salvò nessuno, perirono 184 bambini fra i 6 e i 12 anni e una ventina fra insegnanti, preside e bidelli.

Testimonianza di Maria Francesca Fontana

“Quel mattino mi recai a scuola come ogni giorno (frequntavo la quarta elementare) e alle 11,30 suonò la sirena di “piccolo allarme”. Ci avviammo subito verso il rifugio in cantina, ma, una volta nell’atrio, cominciò a suonare il “grande allarme” che la signora De Benedetti (mia insegnante morta nell’episodio) interpretò come “cessato allarme”, mandandoci fuori verso casa. Appena fuori dalla scuola sentii qualcuno gridare “Eccoli la!” ed alzando lo sguardo scorgemmo gli aerei in formazione nel cielo sopra di noi. Restammo alcuni secondi a guardare lo spettacolo, poi la gente cominciò a gridare ed a scappare e i miei compagni di classe tornarono nel rifugio della scuola mentre io, disubbidendo, mi avviai di cosa verso casa. Dopo pochi metri cominciarono a piovere le bombe. Non sentii alcun rumore, ma mi trovai in mezzo ad un caos incredibile: polvere dappertutto, buio pesto come di notte, pezzi di calcinacci e di muri che volavano, gente che gridava. Facevo fatica a respirare e mi sentivo scoppiare i polmoni ma continuavo a correre.

Stavo per arrivare a casa quanto sentii un forte strattone ad un braccio perchè a pochi metri da me era caduta una bomba e lo spostamento d’aria mi aveva strappato la cartella dalle mani (la trovammo il giorno seguente che galleggiava nel cratere piena d’acqua per la rottura delle tubature), uccidendo un uomo che giungeva in bicicletta. Finalmente arrivai nell’androne di casa dove era pieno di gente che si faceva medicare dalla portinaia (aveva la cassetta del pronto soccorso) perchè anche il tram era stato colpito, le rotaie divelte. Ero spaventatissima, ma anche curiosa di notizie dei miei famigliari e compagni, ma restavo ad aspettare nel portone. Poco dopo arrivò mio padre che alla mia vista mi abbracciò piangendo a dirotto e mia madre con mio fratello, che quel giorno erano fuori, che manifestarono nello stesso modo la gioia di vedermi. Ero felice che fossimo ancora tutti insieme.
Mio padre mi disse che aveva cercato come un disperato fra i corpi estratti dalle macerie della scuola e che l’intera costruzione era crollata uccidendo tutti i miei compagni. Allora pensai alla mia compagna di banco Marina Della Valle e a tutti gli altri (di cui ora purtroppo non ricordo i nomi) e piansi. Il giorno dopo girovagai come intontita a guardare cio che rimaneva del quartiere. Non c’era piu acqua nè luce nè gas. Nella via Pirano era rimasta in piedi solo la mia casa e quella del civico quattro.


La scuola, un cumulo di macerie, era piena di genitori che cercavano i propri figli tra i corpi che venivano allineati e, man mano che venivano riconosciuti, messi in casse di legno grezzo con una targhetta con il nome. Venivano poi caricate su camion militari (alcune, ricordo, avvolte nella bandiera tricolore) e portate in Chiesa per il funerale comunitario, erano decine e decine. Là c’erano tutti i miei compagni e questo mi riempiva di sgomento ancor più che l’essere sopravvissuta. Ricordo che di Elena Conte (frequentava la seconda classe) non fu più ritrovato nemmeno il corpo. Quell’anno noi sopravvissuti, una trentina, finimmo l’anno scolastico presso i locali di una circolo ricreativo che era stato risparmiato; si chiamava ‘il Boschetto’.”

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18 ottobre 2019

18 ottobre 1615 | Arrivo dell'ambasciatore-samurai Hasekura Tsunenaga a Civitavecchia


18 ottobre del 1615
giunge in porto, dopo essere partito da Tsukinoura ed aver attraversato l'oceano Pacifico e l'oceano Atlantico, Hasekura Tsunenaga, ambasciatore del signore Date Masamune di Sendai (Giappone), presso Paolo V, accompagnato dal padre spagnolo Sotelo e da altri 15 delegati. Il 3 novembre viene accolto, con il suo seguito, da Paolo V, al quale chiede l'invio di missionarie cristiane nei domini del signor Date e l'autorizzazione ad intervenire negli scambi commerciali tra Spagna e Giappone. Hasekura Tsunenaga si intrattiene a Roma fino al 4 gennaio 1616 quando partirà per fare ritorno in patria.

Da Odoardo Toti, Storia di Civitavecchia, volume II
(via Osteria della memoria)
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17 ottobre 2019

"Lettere dalla prigionia" | Libro sulla figura di Gianfranco Maria Chiti




Segnaliamo la presentazione del libro "Lettere dalla prigionia" di padre Rinaldo Cordovani insieme alla conferenza del gen. Michele Corrado sulla figura di Gianfranco Maria Chiti, nell'ambito della Festa Internazionale della Storia. La storia di Gianfranco Chiti, suscita interesse non solo per il suo percorso di vita ma anche perché ci ricorda le figure archetipiche dell'Uomo Assoluto, Guerriero e Asceta, in contrapposizione ai modelli livellatori promossi dalla società moderna. 


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11 ottobre 2019

Centumcellae nelle parole di Rutilio Namaziano (V sec. d.C.)

Partiva da Ostia Rutilio Namaziano. Nel suo poema De Reditu suo, egli ricorda il viaggio di ritorno in patria, la Gallia, e ci lascia una descrizione di Centumcellae, del suo porto e delle Terme.

L'Austro furente or piegare ci fa a Centocelle, ove, in rada, placide, immobili, posano, alfin, le navi. Come in un anfiteatro son chiuse, qui, l'acque dai moli: gli aditi brevi un muro, ch'isola par, tutela. Cinto e' di gemine torri e spalanca le braccia al canale, ch'entro sue fauci anguste preme ai due lati e sfocia. 
E poi che, del gran porto la darsena invano s'oppone al vento che, mutevol, agita qui le navi,
Piccoli seni s'allungano tra gli edifici avanzanti, dove ognor l'acqua il mobil soffio di brezza ignora. Tale, d'Eubea ne' bagni, galleggiare fa l'onda rinchiusa chi con bracciate alterne stendardi lento al nuoto.
Gioia ho d'aver conosciuto le Terme cui Tauro da' il nome! Distan tre miglia: lungo non e' ne' grave.
Ivi, non fa sgradevoli i fonti alcun gusto d'amaro, ne' mai sulfurea nube tinge i tenenti rivi.
Schietto hanno odor, son dolci al palato, e l'incerto bagnante non Sto arrivando! In qual luogo di possa linfe trovar migliori.
Ove a la fama si creda, li' un toro scopri' quella vena, e i caldi a noi lavacri diede, raspando il suolo, come fa allor che a pugna preluda e, con prona cervice, su duro tronco, bieco le corna arroti [..]

Da Civitavecchia "Vedetta imperiale sul mare latino"
(via Osteria della memoria)
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9 ottobre 2019

14-15 ottobre, Civitavecchia | Conferenza e visita guidata ad Acquae Tauri





In occasione della Festa Internazionale della Storia, che quest'anno si svolge anche a Civitavecchia, numerosi eventi sono in programma in tutta la città. Nello specifico per quel che riguarda la giornata inaugurale raccomandiamo le attività aventi come tema Acquae Tauri. Il Comitato 14 Maggio segnalerà sul suo sito gli eventi più importanti della Festa Internazionale della Storia. 
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8 ottobre 2019

18-20 ottobre, Civitavecchia | Festival di Cultura Giapponese



Segnaliamo il Festival di Cultura Giapponese, un evento inedito per Civitavecchia a cura dell'Associazione Amici di Ishinomaki. L'evento si svolge il 18, 19, 20 ottobre in Piazza Calamatta e promette di portare la cultura giapponese, con i suoi sapori e colori nel cuore della nostra città. 



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7 ottobre 2019

Una Rosa per Norma | Sotto l’egida del Comitato 10 Febbraio, ricordato il martirio di Norma Cossetto

A Santa Marinella, nella giornata di Sabato alle ore 12,30, presso il monumento ai caduti, si è svolta una piccola commemorazione, per ricordare il martirio di Norma Cossetto. L’evento denominato “Una rosa per Norma”, si è svolto sotto l’egida del Comitato 10 Febbraio in circa 130 città italiane ed ha visto la presenza di un pubblico eterogeneo. Già dalla mattina alle ore 9,00, la città di Civitavecchia aveva organizzato un appuntamento analogo.

La commemorazione ha visto l’intervento del delegato del Comitato 10 Febbraio, che ha descritto la vicenda di Norma Cossetto, inquadrata nel contesto storico nel quale si sono svolti i fatti. Oltre ad alcuni interventi dei presenti, successivamente ad un momento di silenzio, ai piedi del monumento sono state lasciate alcune rose come simbolica testimonianza per il martirio della giovane studentessa istriana, uccisa – oltreché ingiustamente in modo barbaro, da una banda partigiana di comunisti jugoslavi ed italiani – e poi gettata viva in una foiba.

Dopo i saluti di rito, i presenti si sono impegnati a rinnovare il proprio impegno per future attività. Sicuramente per il prossimo 10 Febbraio 2020, data nella quale si celebra “Giorno del Ricordo”, per le vittime delle foibe e per l’esodo forzato delle popolazioni italiane dai territori dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia.



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4 ottobre 2019

5 Ottobre, Santa Marinella | Una rosa per Norma Cossetto

Sabato 5 Ottobre, ore 12,30, in prossimità del Monumento ai Caduti, presso Piazza dell’Unità d’Italia a Santa Marinella, si terrà l’iniziativa “Una rosa per Norma”.

Il Comitato 10 Febbraio organizza in cento città italiane il ricordo di Norma Cossetto, la giovane studentessa istriana che nel 1943 venne sequestrata, seviziata e gettata ancora viva in una foiba dai partigiani di Tito.

La manifestazione, dal titolo “Una Rosa per Norma Cossetto”, cui hanno già aderito cento città, sia in Italia che all’estero, si svolgerà nella giornata di sabato 5 ottobre 2019.

Vogliamo ricordare il sacrificio di questa giovane studentessa – dichiara Edoardo Fonda, Presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio – una ragazza che rifiutò di tradire la sua gente e la sua Patria e, perciò, venne lungamente seviziata e violentata per poi essere barbaramente gettata in un foiba.
Sabato 5 ottobre, in oltre cento città, deporremo una rosa in ricordo di Norma e chiederemo ai Sindaci di intitolare una piazza o una scuola alla memoria di questa “Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio”.
Sarà una manifestazione semplice ma di grande valore morale – conclude Fonda – durante la quale racconteremo chi era Norma Cossetto, una ragazza che non ha esitato a donare la sua vita per l’Italia.”

A Santa Marinella, l’iniziativa consisterà nel deporre delle rose alla memoria di Norma e verrà letta una piccola biografia di Norma Cossetto.

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Comitato 10 Febbraio - Santa Marinella
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