La nuova statua del bacio ci rappresenta nella memoria e nell'identità

Il posizionamento della statua “Il bacio della memoria di un porto” restituisce finalmente alla città un po’ di bellezza, di bontà e di giustizia

Incontro con il Sindaco per intitolare una piazza alle vittime dei bombardamenti

Il Comitato 14 Maggio ha avanzato una richiesta scritta di intitolare il piazzale compreso tra via Mazzini e Via Gorizia alle vittime civili dei bombardamenti anglo-americani

Anniversario della nascita dell'Optimus Princeps, il fondatore di Civitavecchia

Ogni nuovo Imperatore dopo Traiano veniva salutato dal Senato con l'augurio: possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano (Felicior Augusto, melior Traiano)

Recensione della nostra visita presso la Macchina del Tempo Civitavecchia

E’ una calda sera di agosto quella che ci vede, insieme ad alcuni simpatizzanti, in visita presso la Macchina del Tempo, progetto inedito a cura di Roberta Galletta, divulgatrice storica

14 maggio, Anniversario dei bombardamenti anglo-americani su Civitavecchia

Il Comitato ha deposto un omaggio floreale presso il Monumento alle Vittime civili dei Bombardamenti, partecipando alla cerimonia ufficiale insieme alle autorità locali per ricordare quanti hanno perso la vita durante la 1° incursione aerea alleata.

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25 maggio 2021

Celebrazioni per la cattura di una nave pirata nella darsena del porto di Civitavecchia


Questo è un grande dipinto di Charles Fracois La Croix, che si trova nel museo di Roma  (palazzo Braschi). Il critico d’arte Federico Zeri ebbe a riferire in un catalogo che si trattava di una grande festa con fuochi d’artificio nella darsena del porto di Civitavecchia. Non c’è nulla di certo ma essendo stato dipinto nel 1755 il soggetto, com’egli suppone, dovrebbe riguardare la visita di Benedetto XIV a Civitavecchia per festeggiare la cattura di una nave pirata. 

In effetti, consultando uno dei libri di Odoardo Toti, questi cita un episodio menzionato dal Guglielmotti in cui, il 20 ottobre 1755, tra Montecristo e il Giglio fu effettivamente catturato, dalla fregata pontificia San Paolo, un pinco algerino munito di ben 24 cannoni. Nel combattimento perirono, oltre al rais, 35 marinai, mentre altri 100 furono fatti prigionieri e resi schiavi. Perì purtroppo anche un cannoniere civitavecchiese che faceva di cognome Capuani. 

Quella che si vede in primo piano è possibile che sia proprio la fregata San Paolo, affiancata sulla sinistra dal pinco catturato. 

Fregata San Paolo con affianco la nave catturata

Da notare nel quadro, in mezzo a popolani un gruppo di persone con vesti molto eleganti, presumibilmente appartenenti alla nobiltà romana. A tal proposito ricordo che Benedetto XIV, tra tanti i provvedimenti da lui presi, va segnalata la bolla "Urbem Romam", promulgata il 4 gennaio 1746 che istituiva un Albo del ceto nobile romano, in cui vennero inserite 180 famiglie patrizie romane. Da ricordare anche che questo papa potenziò la flotta pontificia facendo costruire in Inghilterra due navi senza remi con propulsione interamente a vela: la San Paolo e la gemella la San Pietro. Successivamente anche altri due navigli, la Clemente e la San Carlo, questa volta però, costruiti e varati proprio nell’arsenale di Civitavecchia. 

Da notare nel particolare di destra una fontana zampillante, di cui non mi pare sappiamo nulla della sua effettiva esistenza, una rissa tra i popolani e infine come mi fece notare in mio vecchio post l’arch, Correnti, una serie delle famose teste di leone in bronzo con gli anelli d’ormeggio appesi alle pareti sotto l’edificio della camera apostolica nel complesso della Rocca.



Bisogna pensare che il quadro non aveva una funzione documentaria ma la celebrazione di un evento con delle licenze da parte dell'autore che nell'immagine ha probabilmente aggiunto una fontana mentre i leoni che in realtà erano solo sulla parete dei magazzini difronte, non visibili per via dei fuochi d'artificio, sono stati immaginati alla base del complesso della rocca. Per un'idea migliore del posto di seguito un bel disegno di Massarelli.


Fonte: Francesco Etna

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21 febbraio 2021

Progetto Roma Marina Yachting, un dialogo tra passato e presente

Sembrerebbe essere stato confermato il progetto della Roma Marina Yachting, joint venture tra Port Mobility e la Societe Monegasque Internationale Portuaire di cui fa parte il Principe Alberto II di Monaco, volto a trasformare il porto storico di  Civitavecchia in un approdo turistico per yacht di lusso. Infatti è di qualche giorno fa la sentenza del Tar che respinge il ricorso della Porto Storico, una tra le società escluse dal concorso di idee per lo specchio d'acqua di fronte al Forte Michelangelo. Il progetto di RMY oltre a prevedere un'adeguata sistemazione infrastrutturale per yacht e barche presta una giusta attenzione anche al recupero del porto storico, con il restauro del molo del Lazzaretto, della cinta muraglia intorno alla darsena romana e, infine, il fiore all'occhiello dell'intero piano, la ricostruzione dell'arsenale Bernini. L'ultimo ostacolo adesso è ottenere l'avviso favorevole dal MiBAC per il piano paesaggistico. Un progetto, dunque, che a nostro avviso sembra coniugare in maniera vincente, almeno fin ora, le esigenze tecnico-funzionali di sviluppo con il rispetto e la valorizzazione del patrimonio e le specificità locali. Una svolta quindi rispetto al totalitarismo dell'utilitarismo del secondo dopoguerra nemica della bellezza e della tradizione, che ha portato alla distruzione dell'arsenale Bernini, all'oscuramento dell'orizzonte per mezzo dei silos a fianco al Forte Michelangelo e al sequestro della marina per mezzo della ferrovia attraversante il viale Garibaldi. Insomma, innovare, se non è continuare, significa uccidere.

La nuova marina per Superyacht

L'Autorità Portuale ha avviato un importante processo di riqualificazione del porto storico di Civitavecchia che prevede di dedicare l'antico porto romano alla nautica diportistica principalmente per barche di grandi dimensioni. Il porto commerciale, oggi divenuto il primo porto crocieristico del Mediterraneo, sarà completamente separato da quello storico, e in quest'ultimo verrà realizzato, per fasi, un vero e proprio marina con diverse segmentazioni delle attività diportistiche, sia nella darsena Traianea che in quella Romana, per un totale di 188 posti barca con dimensioni dai 15 ad oltre 100 metri, con servizi e strutture a terra di assoluta eccellenza.


La darsena traianea Sud

Nella "Darsena Traianea Sud", racchiusa tra le banchine 5, 6 e 7 del Porto Storico, saranno subito disponibili 14 posti per yacht dai 40 agli oltre 100 metri.

In particolare, saranno disponibili una banchina (Quay West) da 230 metri lineari e una (Quay East) da 105 metri lineari per approdi "all’inglese".



La darsena traianea Nord

La fase successiva del progetto prevede l'apertura e l’utilizzo del resto del porto storico. La Darsena Traianea Nord consentirà l'ormeggio di circa 100 imbarcazioni dai 10 ai 50 metri di lunghezza.

 

La darsena romana

Il Roma Marina Yachting sarà completato con l'utilizzo della Darsena Romana per l'ormeggio di oltre 70 barche dai 15 ai 25 metri.



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29 gennaio 2020

Il porto di Civitavecchia all'inzio del XX secolo in una fotografia dell'epoca


Riportiamo di seguito l'interessante commento dell'Arch. Francesco Correnti su una nota piattaforma social volto a datare la fotografia storica di Civitavecchia allegata all'articolo. Nella fotografia è facile scorgere da una ottima angolazione l'Arsenale Bernini, la Darsena Romana, il molo del lazzaretto così come anche la Rocca, mentre in porto si trovano, in una rara combinazione, navi a vapore, a vela ma anche un idrovolante.

Basandomi su alcuni dati presenti in una mappa, con appuntate delle date, che si trova nel prezioso secondo volume "Chomo lo papa uole" la data dovrebbe essere ristretta tra 1922 e il 1928. L'imbonimento infatti sotto la calata Laurenti, tra la capitaneria e la Rocca si vede bene che è in corso di esecuzione (opera appaltata nel 1922) mentre le estremità frontali esterne delle navate dell'Arsenale sono state demolite nel 1928. Mi fa un po' pensare l'idrovolante che galleggia sotto il Forte che, se fosse quello del breve servizio postale per la Sardegna, si dovrebbe tutto retrodatare al 1917 , a meno che non ci fosse ancora negli anni successivi qualche traffico di idrovolanti. L'imbonimento al di là della darsena in questa foto non c'è ancora, a quanto pare è stato iniziato nel 1928.



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20 agosto 2019

Civitavecchia | Confronto tra il porto attuale e il porto in un dipinto dell'800


Il confronto tra il porto attuale di Civitavecchia e quello di un dipinto di Jean Grandejean, risalente al 1799, ci consente, grazie a una cattura visiva simile, di fare un confronto rapido tra i due momenti storici.

Innanzitutto, nel quadro di Grandejean, in cui si può ancora scorgere la torre della Rocca, l'Arsenale Bernini, un'armonia generale sembra caratterizzare il tutto con il porto e la città ancora rappresentando un tutt'uno.

Come già ricordato in altre occasioni,  nella corretta progettazione urbanistica una volta si prestava una grande attenzione alla gerarchia tra gli edifici, in base a principi di ordine non solo architettonico ma sopratutto etico e civile. Ne conseguiva dunque che gli edifici pubblici primeggiavano in bellezza e grandezza su quelli privati così come gli edifici sacri erano più nobili e maestosi di quelli profani.

Ad eccezione della sola Cattedrale che ci ricorda ancora il "vecchio" ordine, nella foto possiamo osservare il sovvertimento di tale principio, con un'architettura sempre più piatta e uguale, risultando un'estetica deprecabile così come anche un'alterazione del senso civico ma soprattutto un'empietà dal punto di vista spirituale.

L'etica nell'estetica dunque.

Comitato 14 Maggio

Foto: Francesco Etna




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18 luglio 2019

Ipotesi della posizione degli antichi edifici romani attorno all'attuale porto di Civitavecchia



Immaginare la posizione di alcuni edifici romani attorno al porto mi ha indotto a un continuo ripensare a tutte le varie possibili ipotesi. Basandomi su alcuni elementi ricavati da constatazioni di Salvatore Bastianelli, alcune testimonianze dirette di Pirani, alcune elaborazioni fotografiche con relative considerazioni di Antonio Maffei, uno schizzo di Francesco Correnti vorrei cimentarmi in alcune considerazioni mie personali. Queste non vogliono in alcun modo avere pretese scientifiche di ricercatore storico, cosa che lascio a tutti gli altri illustri storici e archeologi locali. Prima considerazione da fare è sulla linea costiera ai tempi dei romani visto che il livello del mare era più basso di circa un metro e mezzo. Questo mia ipotesi si basa sul livello delle saracinesche che regolavano l'afflusso alle peschiere romane del nostro territorio che dovevano avere il livello inferiore raso alla bassa marea e quello superiore al livello di alta marea. Non solo, Pirani con Bastianelli come riferito da Antonio Maffei si recarano in barca oltre il bastione santa Rosa quando ancora non erano stati eseguiti imbonimenti per osservare e misurare il fondale in corrispondenza dei ruderi dei pilastri di un edificio che, dato l'andamento a tre navate, faceva pensare ad una basilica (ipotesi su cui sono quasi tutti concordi). .Qualcuno aveva avanzato l'ipotesi che potesse essere un arsenale, altri una cisterna. I due con la barca calcolarono la profondità del pavimento dell'edificio in circa un metro. Ritengo estremamente improbabile che un edificio fosse esattamente al livello del mare visto che in assenza di dighe le mareggiate lo avrebbero periodicamente allagato. Conseguentemente la base dell'edificio doveva essere almeno mezzo metro più alta del livello del mare non molto distante. Visto che le basi dei pilastri avevano una forma quadrangolare penso sia improbabile che fosse una basilica che normalmente era costituita da colonne e anche perché troppo decentrata rispetto al centro abitato. L'arsenale è da escludere perché troppo distante dalla darsena. L'ipotesi invece della cisterna mi sembra più plausibile perché anche se il livello minimo fosse stato di 50 cm poteva comunque rifornire d'acqua le stive delle navi. Nell'immagine tratta da Google Earth ho cercato di localizzare la cisterna/basilica, alcuni edifici supposti da Maffei in base ad alcuni rilievi fotografici aerei d'epoca. Ho ipotizzato anche un possibile luogo di un teatro in corrispondenza del vecchio ospedale data la conformazione orografica.

Fonte: Francesco Etna

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20 aprile 2019

Civitavecchia del XVIII secolo nei quadri di De la Croix


"Picnic" sotto l'angolo opposto a quello del muraglione di Urbano VIII sul lato sinistro della calata di Porta Livorno. La scena, che risale forse agli anni tra il 1760/70, nel contesto paesaggistico è probabilmente immaginaria come solevano fare i pittori dell'epoca, che traevano spunti da paesaggi reali adattandoli al loro estro. Il dipinto originale è di Charles Francois de la Croix. La scena è un particolare di un quadro dell'autore francese che, per un certo periodo ha soggiornato a Roma. Probabilmente approdato da Marsiglia a Civitavecchia dove ha tratto spunti per moltissimi quadri di marina tra cui quello dei fuochi d'artificio alla Darsena. Non bisogna pensare che il pittore li facesse proprio sul posto, molti di questi nascono da schizzi, non escludendo qualche volta la camera oscura.
Per esempio questo quadro se visto specularmente ha moltissimi punti di attinenza, come già detto in altra sede, ad una vista del molo del Lazzaretto dalla calata sotto Porta Livorno. Si vede infatti il Fortino e il molo sotto cui sono accennati i trafori. Fuori posto quella specie di faro che potrebbe essere nient'altro che una espansione del rudere del marzocco. Il quadro completo lo mostro in modo speculare rispetto all'originale. Molti dipinti erano speculari perché gli schizzi venivano fatti alla camera oscura. Nell'ultima foto un particolare di un altro quadro di de la Croix molto più realistico.





Fonte: Francesco Etna
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28 marzo 2019

L'ispirazione di Civitavecchia nei quadri del pittore francese Claude Joseph Vernet

Anche questo quadro del pittore francese Claude Joseph Vernet, famoso per le sue vedute di marine con cieli caratterizzati da accesi tramonti, chiari di luna e figure in primo piano intente ad oziare o intente nelle più comuni attività quotidiane, si aggiunge ad altri dipinti che ho già pubblicato in buona definizione.

Partito da Marsiglia e approdato a Civitavecchia, il Vernet si stabilì a Roma e, come appare evidente, deve aver frequentato la nostra città per trarre ispirazioni alle sue tante marine. Il suo è uno stile tipicamente decorativo-descrittivo. Le sue ampie vedute non sono quasi mai corrispondenti a quelle reali e spesso appaiono ruotate specularmente come questa che ho provveduto a girare per una maggior corrispondenza alla realtà. Egli infatti sul posto coglieva soltanto spunti per realizzare le sue opere che raffigurano luoghi immaginari. Il suo lavoro di paesaggista, si esprime sempre con un vivo senso di armonia pittorica e grande profondità. Pur nella sua originalità ricorda sotto molti aspetti Claude Lorrain, Adriene Manglard, Jakob Philipp Hackert, Charles-Franois Grenier de la Croix e il successivo William Marlow, non a caso pittori anch'essi impegnati a ritrarre a Civitavecchia.

In questa immagine, con sullo sfondo un abbagliante tramonto, è evidente come ispirazione il Forte, il faro e la cortina di Urbano VIII con le caratteristiche garitte che sormontano agli spigoli.


Francesco Etna
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13 febbraio 2019

La consegna a Civitavecchia della bandiera di combattimento della corazzata Roma nella stampa dell'epoca

Oltre la Domenica del Corriere anche la Tribuna Illustrata dedicò una copertina per la consegna della bandiera di combattimento alla corazzata Roma. L'evento accadde il 3 ottobre 1909 nel porto di Civitavecchia. Per notizie più dettagliate consultate l'almanacco curato da Gigi Veleno. 

ALMANACCO STORICO CIVITAVECCHIESE 
3 ottobre 1909 l'intera cittadinanza, in una giornata solare, e con un mare tranquillo, accorre su vaporetti, barche e lacconi attorno alla Regia nave "Roma" per assistere alla consegna della bandiera di combattimento. Sulla Domenica del Corriere leggiamo:
"Feste marinare. La bandiera di battaglia alla "Roma". Domenica scorsa a Civitavecchia ebbe luogo la cerimonia della consegna della bandiera di battaglia donata dalla Lega navale alla corazzata Roma. E fu cerimonia solenne per concorso di autorità e di molte migliaia di curiosi. La tolda della bella corazzata era invasa da sciami di eleganti signore tutte infiorate. Dopo la funzione religiosa celebrata da mons. Beccarla, cappellano di corte, il vescovo di Civitavecchia essendosi eclissato, parlarono in parecchi, fra cui il comandante della Roma, capitano Corsi, e il sottosegretario della Marina Aubry. Quindi fra le musiche, gli applausi e il tuonar delle artiglierie la fiammante bandiera venne issata dai marinai su l'albero..."
DA: bollettino 8/9 della Società Storica Civitavecchiese

(via Osteria della Memoria)





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21 agosto 2018

Porto di Civitavecchia e le orme dell'antica configurazione dell'architetto Apollodoro di Damasco

Pubblichiamo la ricostruzione del concittadino Francesco Etna che, su una foto di fine '800 mostra l'antica isola frangiflutti, sulle orme di quella romana, sovrapposta all'attuale configurazione portuale.


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23 agosto 2017

Civitavecchia traianea in 3D



In occasione dei 1900 anni della morte dell'Imperatore Traiano, fondatore di Civitavecchia, una nuova meravigliosa ricostruzione 3D sponsorizzata dall'autorità portuale. 

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11 luglio 2017

La fregata Carlo Margottini nel porto di Civitavecchia


La fregata Carlo Margottini, una delle più tecnologiche unità navali attualmente in servizio nella Marina Militare, sarà ormeggiata nel porto di Civitavecchia da martedì 11 a giovedì 13 luglio, presso il terminal crociere. La nave, che fa parte del programma Fregate Europee Multi Missione (Fremm) nella versione antisommergibile, è stata consegnata alla Marina Militare nel 2014 ed è stata già impiegate, sia in attività addestrative che in missione, al servizio del nostro Paese e della collettività. La sosta di nave Margottini coincide con la visita a Civitavecchia di tre unità navali della marina cinese. La cittadinanza potrà visitare nave Margottini, ormeggiata presso il terminal crociere del porto di Civitavecchia, secondo il seguente calendario: mercoledì 12 e giovedì 13 luglio, dalle 09.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00. L’accesso alla zona di ormeggio è consentito a piedi.

La nave porta il nome di Carlo Margottini, Capitano della Regia Marina medaglia d'oro al valor militare che ha prestato servizio durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale.

Fonte foto: ilfaroonline.it
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5 maggio 2017

Portaerei Cavour a Civitavecchia nell'ambito di operazioni di addestramento in mare


(di Marina Militare) 05/05/17
La portaerei Cavour, ammiraglia della Marina, è impegnata dal 27 aprile in Mar Mediterraneo per effettuare attività di Carrier Qualification con gli aerei a decollo verticale AV8B+ in previsione dell'esercitazione Mare Aperto 2017 che si svolgerà dal 7 al 18 maggio.

Dopo un periodo di sosta per il rifacimento del manto del ponte di volo, sono ritornati a operare a pieno regime dalla portaerei il gruppo aerei imbarcati di Grottaglie - i cosiddetti "lupi" - e gli elicotteri della Squadra navale.

Nave Cavour ha un ponte di volo lungo 234 metri, dotato di 6 punti di decollo e appontaggio per aerei ed elicotteri, 2 aree di parcheggio aeromobili e due elevatori da 30 tonnellate che collegano il ponte di volo con l'hangar.

I velivoli AV-8B "Plus", chiamati anche Harrier II, stanno svolgendo un intenso ciclo addestrativo per mantenere la massima efficienza operativa della nave nel suo ruolo primario di portaerei, orgoglio della Marina Militare che - dotata delle più moderne ed efficaci tecnologie – rappresenta lo stato dell'arte nell'attuale panorama navale militare.

Dal 5 al 7 maggio, la nave effettuerà una sosta nel porto di Civitavecchia per la successiva partecipazione alla esercitazione Mare Aperto 2017, sotto la direzione del comandante in capo della squadra navale, ammiraglio di squadra Donato Marzano.

Fonte: difesaonline.it


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