La nuova statua del bacio ci rappresenta nella memoria e nell'identità

Il posizionamento della statua “Il bacio della memoria di un porto” restituisce finalmente alla città un po’ di bellezza, di bontà e di giustizia

Incontro con il Sindaco per intitolare una piazza alle vittime dei bombardamenti

Il Comitato 14 Maggio ha avanzato una richiesta scritta di intitolare il piazzale compreso tra via Mazzini e Via Gorizia alle vittime civili dei bombardamenti anglo-americani

Anniversario della nascita dell'Optimus Princeps, il fondatore di Civitavecchia

Ogni nuovo Imperatore dopo Traiano veniva salutato dal Senato con l'augurio: possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano (Felicior Augusto, melior Traiano)

Recensione della nostra visita presso la Macchina del Tempo Civitavecchia

E’ una calda sera di agosto quella che ci vede, insieme ad alcuni simpatizzanti, in visita presso la Macchina del Tempo, progetto inedito a cura di Roberta Galletta, divulgatrice storica

14 maggio, Anniversario dei bombardamenti anglo-americani su Civitavecchia

Il Comitato ha deposto un omaggio floreale presso il Monumento alle Vittime civili dei Bombardamenti, partecipando alla cerimonia ufficiale insieme alle autorità locali per ricordare quanti hanno perso la vita durante la 1° incursione aerea alleata.

16 agosto 2026

Il Museo del Mare di Civitavecchia: una realtà che meriterebbe di diventare permanente [recensione alla mostra temporanea]



Tutte le grandi città portuali italiane hanno un museo dedicato al rapporto tra il proprio territorio, la navigazione e l'ambiente marino: tutte, eccetto Civitavecchia.

Pur non essendo una grande città come Genova, Livorno, Trieste o Napoli, il porto di Civitavecchia riveste, sia storicamente sia dal punto di vista commerciale, un'importanza che in alcuni settori non ha nulla da invidiare, e anzi può competere con quella dei principali porti italiani. Si tratta del porto imperiale di Roma, fondato dall'imperatore Traiano, e divenuto in seguito sede della Marina Pontificia, protagonista anche di importanti eventi storici come punto di partenza di navi partecipanti alla battaglia di Lepanto.

Ancora oggi Civitavecchia rappresenta il principale porto di Roma ed è uno degli scali più importanti d'Italia: è il primo porto italiano per numero di crocieristi e riveste un ruolo significativo anche nel traffico commerciale e nel movimento dei container.

Le premesse per la nascita di un vero Museo del Mare ci sarebbero dunque tutte. Esistono infatti materiali espositivi, competenze e persone disposte a impegnarsi in questo progetto. Ciò che è mancato, nel corso degli anni e attraverso diverse amministrazioni, è stata soprattutto una concreta volontà politica di dare alla città uno spazio museale stabile dedicato al suo rapporto con il mare.

La mostra "La costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi"

Negli ultimi anni, tuttavia, qualcosa si è mosso. Presso la Calata Principe Tommaso, accanto a Porta Livorno è stata allestita una mostra temporanea ed esposizione didattica curata dal Centro Archeologico Studi Navali (CASN), intitolata "La costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi" che abbiamo visitato in questi giorni.

Si tratta formalmente di un'esposizione temporanea, nonostante su google maps è menzionata già come |museo del mare, forse perché arrivata ormai al terzo anno di attività. L'auspicio è quindi che possa rimanere aperta, ampliarsi e trasformarsi un giorno in un vero e proprio Museo del Mare, dotato di spazi espositivi più ampi e adeguati.

La mostra, dedicata alle antiche tecniche di costruzione navale e alla storia romana del porto, occupa attualmente due locali della Calata Principe Tommaso. Il percorso alterna pannelli esplicativi bilingui, in italiano e inglese, a modelli di navi romane, riproduzioni in scala di macchinari idraulici e strumenti utilizzati nelle tecniche costruttive, alcuni reperti archeologici del territorio e un modello plastico dell'antica Centumcellae.  Il biglietto dell’ingresso costa 3 euro, un importo a nostro avviso più che modico. Si ha inoltre la possibilità di beneficiare una guida ad un prezzo di 6 euro, mentre l'ingresso è gratuito per i bambini fino ai 6 anni.

Il primo locale è dedicato alla politica edilizia dell'imperatore Traiano, fondatore del porto, e al grande progetto di trasformazione urbanistica da lui promosso, anche attraverso l'opera del celebre architetto Apollodoro di Damasco.

Particolarmente interessante è la riproduzione della Colonna Traiana in fase di costruzione, accompagnata da macchinari realizzati in scala che illustrano le tecniche utilizzate per sovrapporre e movimentare i grandi blocchi di marmo necessari alla realizzazione dell'opera.

I pannelli esplicativi fanno inoltre riferimento alle Terme di Traiano, che ampliarono le preesistenti Terme Taurine, mentre una parte della sala è occupata dal plastico dell'antica Centumcellae.

Il tema propriamente navale viene introdotto in modo particolarmente efficace tramite l'esposizione di un rostro romano, utilizzato per speronare le navi avversarie e la riproduzione della tecnica costruttiva della nave di Cheope, realizzata con lastre di legno legate mediante funi intrecciate. Si tratta di un sistema costruttivo che testimonia una delle più antiche tecniche di costruzione navale conosciute.

Il percorso prosegue con pannelli dedicati all'espansione navale militare e commerciale di Roma, con particolare riferimento alle navi liburne utilizzate da Traiano sul Danubio durante la campagna in Dacia. Un modello di queste imbarcazioni è presente nella darsena romana, a neanche 100 m di distanza.

Nel secondo locale emerge ancora più chiaramente la vocazione non soltanto espositiva, ma anche didattica della mostra.

Il pezzo forte della sala è rappresentato dai modelli in scala di diverse pompe idrauliche romane, alcune delle quali sono ancora utilizzate ai nostri giorni. La loro particolarità consiste nella possibilità di mostrarne concretamente il funzionamento, trasformando così la visita in un'esperienza non soltanto visiva, ma anche pratica e divulgativa.

A questi si aggiungono modelli in scala di navi commerciali e di una nave militare romana, completa di rostro e di corvus, il ponte d'abbordaggio che contribuì alle vittorie navali romane contro Cartagine.

Un ulteriore elemento di interesse è rappresentato dalla proiezione di un video con una ricostruzione 3D dei Porti di Traiano, che permette di comprendere meglio l'organizzazione e l'aspetto dell'antico complesso portuale.


In conclusione, nonostante tutte le difficoltà incontrate dagli organizzatori nel reperire spazi adeguati per realizzare un vero Museo del Mare, questa esposizione, nata come temporanea e concentrata in appena due locali del porto storico, ha a nostro avviso superato ogni aspettativa.

Il suo valore non risiede soltanto nella quantità e nella qualità dei materiali esposti, ma soprattutto nella capacità di raccontare il rapporto tra Civitavecchia e il mare, l'identità del territorio e l'ingegno dell'antica Roma di cui ne fummo parte integrante.

La mostra rappresenta inoltre un'interessante opportunità per i crocieristi che transitano per Civitavecchia, offrendo loro la possibilità di conoscere la storia del porto e del territorio anche durante il tempo di attesa prima dell'imbarco.

Civitavecchia è uno dei porti più importanti d'Italia e d'Europa e possiede un patrimonio storico e marittimo di straordinario interesse. Per questo, a nostro avviso, meriterebbe a maggior ragione un vero e proprio Museo del Mare, permanente e adeguatamente finanziato che celebri il fondatore della città l'Imperatore Traiano e l'igegno degli antichi. 

Ancora più importante è il fatto che sul territorio siano presenti ricercatori di alto livello, capaci di sviluppare collaborazioni anche internazionali e già protagonisti di iniziative che hanno contribuito alla nascita del Museo del Mare del Castello di Santa Severa, attualmente l'unico museo dedicato al mare presente nel comprensorio.

La visita a questa esposizione dimostra quindi che le competenze, i contenuti e le idee non mancano. Quello che ancora manca è uno spazio adeguato e, soprattutto, la volontà di trasformare una bella iniziativa temporanea in una realtà museale permanente all'altezza della storia e dell'importanza marittima di Civitavecchia.


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15 maggio 2026

83° anniversario dal primo bombardamento anglo-americano su Civitavecchia

Anche quest’anno si è svolta la cerimonia commemorativa in ricordo delle oltre 400 vittime civili accertate e della distruzione del 90% del patrimonio storico-architettonico della città di Civitavecchia, causate dagli 86 bombardamenti anglo-americani iniziati il 14 maggio 1943.

La cerimonia ha avuto luogo, come di consueto, presso Largo Caduti 14 Maggio, alla presenza dell’Amministrazione locale, rappresentata dal Vice Sindaco, delle autorità militari ed ecclesiastiche, nonché delle associazioni combattentistiche e civili. Tra queste ultime si è distinto il Comitato 14 Maggio, che da 15 anni partecipa ininterrottamente alla commemorazione, deponendo un omaggio floreale presso la targa monumentale posta sulla parete est della Cattedrale, dove sono riportati i nomi delle vittime che persero la vita nell’immane tragedia.

Siamo lieti di constatare che, a distanza di tempo dalla fondazione del Comitato, la situazione intorno al Monumento e all’anniversario della commemorazione sia notevolmente migliorata. Sono ormai lontani i giorni in cui lanciavamo grida di sdegno, pubblicando petizioni e lettere aperte per denunciare il degrado dell’area antistante la lapide monumentale, aggravato anche dalla presenza del parcheggio di auto proprio davanti al monumento.

Oggi, inoltre, l’anniversario è accompagnato da ulteriori iniziative culturali, oltre alla consueta cerimonia commemorativa.

Quest’anno, infatti, oltre all’installazione in Largo Caduti 14 Maggio, durante la cerimonia, di pannelli con fotografie provenienti dall’archivio militare americano sulle distruzioni subite dalla città — mostra visitabile tutto l’anno presso la Casa della Memoria, in Piazza Leandra — è stata allestita una seconda esposizione presso la Rocca, visitabile fino al 18 maggio, a cura degli Amici del Fondo Ranalli, dal titolo Il male della nostalgia.

Alle mostre fotografiche menzionate si aggiunge la pubblicazione, finanziata dal Comune, del libro La città ferita, a cura di Pietro Mancini, frutto di ricerche e studi, reperibile gratuitamente presso la Biblioteca Comunale.

Va notato tuttavia che quest'anno non sono state fatte suonare le campane e le sirene delle navi nel Porto in corrispondenza delle ore 15:15, ora esatta dell'inizio del bombardamento, pratica che in maniera suggestiva ricordava alla cittadinanza il dolore trascorso.

In conclusione, siamo convinti che la rievocazione della memoria storica della città, a partire dai terribili eventi del 1943, stia già portando i suoi frutti, rafforzando la coesione tra gli abitanti, il legame intergenerazionale e il rapporto con il territorio.









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4 febbraio 2026

Dal 7 febbraio al 29 marzo i concerti di musica sacra a Tarquinia e Civitavecchia

La musica sacra torna protagonista con la seconda edizione del Festival “Iubilemus Deo”, in programma tra febbraio e marzo. Un appuntamento che si rinnova dopo il grande successo dello scorso anno e che si propone come uno spazio privilegiato in cui arte, fede e comunità si incontrano, restituendo alla musica il suo ruolo più profondo: quello di linguaggio universale capace di elevare lo spirito e creare comunione. 

Promosso dalla Diocesi in collaborazione con l’Accademia Tarquinia Musica ETS e diretto dal maestro Luca Purchiaroni, il festival non è soltanto una rassegna concertistica, ma un vero e proprio percorso spirituale e culturale, che coinvolge artisti, fedeli e cittadini in un’esperienza condivisa.

Il programma si apre sabato 7 febbraio alle 18.30 nel Duomo di Tarquinia con il concerto “Tue sono le lodi, la gloria, l’onore e ogni benedizione”, dedicato a San Francesco e affidato al Coro della Filarmonica di Civitavecchia diretto da Riccardo Schioppa, con Luca Purchiaroni all’organo e Camilla Crisostomi alla nyckelharpa. Il 14 febbraio spazio a Giulio Lucciola, organista della Chiesa Riformata di Rafz a Zurigo. Il 14 marzo l’Ensemble Eretum e il soprano Daniela Barbara proporranno un viaggio musicale dal barocco al gospel. Il 15 marzo, nella Cattedrale di Civitavecchia, si esibirà Gianluca Libertucci, organista della Basilica di San Pietro. La rassegna si concluderà il 29 marzo con le meditazioni sulla Passione di Cristo affidate al Coro Arké e alla voce narrante di Mattia Calefati nella chiesa di Santa Maria in Castello.

Cuore del progetto è la valorizzazione della musica sacra come forma viva di espressione della fede. Dalla polifonia rinascimentale alle composizioni contemporanee, dal repertorio organistico agli spirituals gospel, il festival racconta secoli di storia spirituale attraverso il suono. Ogni concerto diventa così un’occasione di ascolto, contemplazione e incontro, capace di parlare non solo ai credenti, ma a chiunque sia in ricerca di bellezza.

Con la sua seconda edizione, il festival conferma la propria vocazione: fare della musica una forma di lode, di ascolto e di dialogo. Un invito rivolto a tutti, credenti e non, a lasciarsi attraversare dal linguaggio più antico e più attuale dell’anima.


Fonte: chiesadicivitavecchia.it

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3 febbraio 2026

Veduta ottica del porto di Civitavecchia del pittore svizzero Carlo Bossoli


Questo è un quadro di Carlo Bossoli, fu un pittore svizzero molto apprezzarto in tutta Europa. Nato a Lugano nel 1815, Carlo Bossoli si trasferì con la famiglia a Odessa, nell’Impero russo, quando aveva solo quattro anni. Lì iniziò a dipingere da giovanissimo e imparò l’arte da autodidatta. Tra i molti committenti delle sue opere, spicca la contessa Elizaveta Branickaja, moglie del governatore generale di Odessa. Fu lei a incoraggiare Bossoli, poco più che ventenne, a intraprendere un viaggio in Italia per affinare le sue conoscenze. Nel 1839, il ticinese, nel suo viaggio in nave sostò a Costantinopoli, Malta, Napoli e poi fino a Roma, approdando prima a Civitavecchia. Qui elaborò i primi schizzi del porto. Dopo vari viaggi tra il Ticino, Odessa e il Medio Oriente potè esercitare la sua attività di pittore al servizio dell’aristocrazia, specializzandosi nella produzione di grandi panorami paesaggistici chiamati vedute ottiche. Nel 1843, lasciò per sempre Odessa per tornare in patria. Il dipinto che rappresenta la veduta del porto di Civitavecchia è il frutto di schizzi su cui ha lavorato tra un viaggio e l'altro fino alla elaborazione completa dell'Opera.

La vista del porto di Civitavecchia è ineccepibilmente corrispondente alla realtà architettonica del tempo con forse qualche libertà sulle imbarcazioni in porto e l’ampiezza davanti Porta Livorno. Sulla sinistra la città affacciata sul porto, a destra si scorgono l'ingresso della darsena oltre la Rocca, Il fortino  del Lazzaretto, sull'antemurale il fortino  gregoriano e in lontananza il faro.  Le quotazioni attuali delle sue opere si aggirano intorno ai 30.000 euro.

Francesco Etna



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Comitato 10 Febbraio

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Movimento per la Vita - Civitavecchia