La nuova statua del bacio ci rappresenta nella memoria e nell'identità

Il posizionamento della statua “Il bacio della memoria di un porto” restituisce finalmente alla città un po’ di bellezza, di bontà e di giustizia

Incontro con il Sindaco per intitolare una piazza alle vittime dei bombardamenti

Il Comitato 14 Maggio ha avanzato una richiesta scritta di intitolare il piazzale compreso tra via Mazzini e Via Gorizia alle vittime civili dei bombardamenti anglo-americani

Anniversario della nascita dell'Optimus Princeps, il fondatore di Civitavecchia

Ogni nuovo Imperatore dopo Traiano veniva salutato dal Senato con l'augurio: possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano (Felicior Augusto, melior Traiano)

Recensione della nostra visita presso la Macchina del Tempo Civitavecchia

E’ una calda sera di agosto quella che ci vede, insieme ad alcuni simpatizzanti, in visita presso la Macchina del Tempo, progetto inedito a cura di Roberta Galletta, divulgatrice storica

14 maggio, Anniversario dei bombardamenti anglo-americani su Civitavecchia

Il Comitato ha deposto un omaggio floreale presso il Monumento alle Vittime civili dei Bombardamenti, partecipando alla cerimonia ufficiale insieme alle autorità locali per ricordare quanti hanno perso la vita durante la 1° incursione aerea alleata.

15 maggio 2026

83° anniversario dal primo bombardamento anglo-americano su Civitavecchia

Anche quest’anno si è svolta la cerimonia commemorativa in ricordo delle oltre 400 vittime civili accertate e della distruzione del 90% del patrimonio storico-architettonico della città di Civitavecchia, causate dagli 86 bombardamenti anglo-americani iniziati il 14 maggio 1943.

La cerimonia ha avuto luogo, come di consueto, presso Largo Caduti 14 Maggio, alla presenza dell’Amministrazione locale, rappresentata dal Vice Sindaco, delle autorità militari ed ecclesiastiche, nonché delle associazioni combattentistiche e civili. Tra queste ultime si è distinto il Comitato 14 Maggio, che da 15 anni partecipa ininterrottamente alla commemorazione, deponendo un omaggio floreale presso la targa monumentale posta sulla parete est della Cattedrale, dove sono riportati i nomi delle vittime che persero la vita nell’immane tragedia.

Siamo lieti di constatare che, a distanza di tempo dalla fondazione del Comitato, la situazione intorno al Monumento e all’anniversario della commemorazione sia notevolmente migliorata. Sono ormai lontani i giorni in cui lanciavamo grida di sdegno, promuovevamo petizioni e pubblicavamo lettere aperte per denunciare il degrado dell’area antistante la lapide monumentale, aggravato anche dalla presenza del parcheggio di auto proprio davanti al monumento.

Oggi, inoltre, l’anniversario è accompagnato da ulteriori iniziative culturali, oltre alla consueta cerimonia commemorativa.

Quest’anno, infatti, oltre all’installazione in Largo Caduti 14 Maggio, durante la cerimonia, di pannelli con fotografie provenienti dall’archivio militare americano sulle distruzioni subite dalla città — mostra visitabile tutto l’anno presso la Casa della Memoria, in Piazza Leandra — è stata allestita una seconda esposizione presso la Rocca, visitabile fino al 18 maggio, a cura degli Amici del Fondo Ranalli, dal titolo Il male della nostalgia.

Alle mostre fotografiche menzionate si aggiunge la pubblicazione, finanziata dal Comune, del libro La città ferita, a cura di Pietro Mancini, frutto di ricerche e studi, reperibile gratuitamente presso la Biblioteca Comunale.

In conclusione, siamo convinti che la rievocazione della memoria storica della città, a partire dai terribili eventi del 1943, stia già portando i suoi frutti, rafforzando la coesione tra gli abitanti, il legame intergenerazionale e il rapporto con il territorio.









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4 febbraio 2026

Dal 7 febbraio al 29 marzo i concerti di musica sacra a Tarquinia e Civitavecchia

La musica sacra torna protagonista con la seconda edizione del Festival “Iubilemus Deo”, in programma tra febbraio e marzo. Un appuntamento che si rinnova dopo il grande successo dello scorso anno e che si propone come uno spazio privilegiato in cui arte, fede e comunità si incontrano, restituendo alla musica il suo ruolo più profondo: quello di linguaggio universale capace di elevare lo spirito e creare comunione. 

Promosso dalla Diocesi in collaborazione con l’Accademia Tarquinia Musica ETS e diretto dal maestro Luca Purchiaroni, il festival non è soltanto una rassegna concertistica, ma un vero e proprio percorso spirituale e culturale, che coinvolge artisti, fedeli e cittadini in un’esperienza condivisa.

Il programma si apre sabato 7 febbraio alle 18.30 nel Duomo di Tarquinia con il concerto “Tue sono le lodi, la gloria, l’onore e ogni benedizione”, dedicato a San Francesco e affidato al Coro della Filarmonica di Civitavecchia diretto da Riccardo Schioppa, con Luca Purchiaroni all’organo e Camilla Crisostomi alla nyckelharpa. Il 14 febbraio spazio a Giulio Lucciola, organista della Chiesa Riformata di Rafz a Zurigo. Il 14 marzo l’Ensemble Eretum e il soprano Daniela Barbara proporranno un viaggio musicale dal barocco al gospel. Il 15 marzo, nella Cattedrale di Civitavecchia, si esibirà Gianluca Libertucci, organista della Basilica di San Pietro. La rassegna si concluderà il 29 marzo con le meditazioni sulla Passione di Cristo affidate al Coro Arké e alla voce narrante di Mattia Calefati nella chiesa di Santa Maria in Castello.

Cuore del progetto è la valorizzazione della musica sacra come forma viva di espressione della fede. Dalla polifonia rinascimentale alle composizioni contemporanee, dal repertorio organistico agli spirituals gospel, il festival racconta secoli di storia spirituale attraverso il suono. Ogni concerto diventa così un’occasione di ascolto, contemplazione e incontro, capace di parlare non solo ai credenti, ma a chiunque sia in ricerca di bellezza.

Con la sua seconda edizione, il festival conferma la propria vocazione: fare della musica una forma di lode, di ascolto e di dialogo. Un invito rivolto a tutti, credenti e non, a lasciarsi attraversare dal linguaggio più antico e più attuale dell’anima.


Fonte: chiesadicivitavecchia.it

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3 febbraio 2026

Veduta ottica del porto di Civitavecchia del pittore svizzero Carlo Bossoli


Questo è un quadro di Carlo Bossoli, fu un pittore svizzero molto apprezzarto in tutta Europa. Nato a Lugano nel 1815, Carlo Bossoli si trasferì con la famiglia a Odessa, nell’Impero russo, quando aveva solo quattro anni. Lì iniziò a dipingere da giovanissimo e imparò l’arte da autodidatta. Tra i molti committenti delle sue opere, spicca la contessa Elizaveta Branickaja, moglie del governatore generale di Odessa. Fu lei a incoraggiare Bossoli, poco più che ventenne, a intraprendere un viaggio in Italia per affinare le sue conoscenze. Nel 1839, il ticinese, nel suo viaggio in nave sostò a Costantinopoli, Malta, Napoli e poi fino a Roma, approdando prima a Civitavecchia. Qui elaborò i primi schizzi del porto. Dopo vari viaggi tra il Ticino, Odessa e il Medio Oriente potè esercitare la sua attività di pittore al servizio dell’aristocrazia, specializzandosi nella produzione di grandi panorami paesaggistici chiamati vedute ottiche. Nel 1843, lasciò per sempre Odessa per tornare in patria. Il dipinto che rappresenta la veduta del porto di Civitavecchia è il frutto di schizzi su cui ha lavorato tra un viaggio e l'altro fino alla elaborazione completa dell'Opera.

La vista del porto di Civitavecchia è ineccepibilmente corrispondente alla realtà architettonica del tempo con forse qualche libertà sulle imbarcazioni in porto e l’ampiezza davanti Porta Livorno. Sulla sinistra la città affacciata sul porto, a destra si scorgono l'ingresso della darsena oltre la Rocca, Il fortino  del Lazzaretto, sull'antemurale il fortino  gregoriano e in lontananza il faro.  Le quotazioni attuali delle sue opere si aggirano intorno ai 30.000 euro.

Francesco Etna



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30 novembre 2025

Comunicato: Valorizzare lo spazio pubblico di Civitavecchia attraverso la cultura e la memoria storica della città

Il Comitato 14 Maggio richiama l’attenzione sull’importanza di restituire centralità alla cultura e alla memoria storica nella progettazione degli spazi pubblici. Troppo spesso luoghi centrali della città sono stati oggetto di installazioni di arredi urbani che invece di unire hanno creato divisione nella comunità cittadina. La città, forte di un’eredità che spazia dall’epoca romana alla tradizione marinara, necessita di interventi artistici e di arredo urbano in grado di rappresentarne l’identità e il legame con il mare.

Il Comitato propone l’avvio di un percorso partecipato che coinvolga cittadini, associazioni culturali, scuole, studiosi e professionisti del settore, con l’obiettivo di definire criteri condivisi per le future installazioni. Tale processo consentirebbe di valorizzare la storia locale, rafforzare il senso di appartenenza e promuovere scelte coerenti con la vocazione della città.

Tra le possibilità da approfondire rientrano opere dedicate a figure simboliche come l’Imperatore Traiano, fondatore di Civitavecchia, o il dio Nettuno, un tempo presente nel porto, oltre a installazioni che richiamano la tradizione navale e marinara. La stessa statua di Apollo Helios, nota come il Colosso di Rodi, può rappresentare una valida soluzione volta a suscitare l'orgoglio dei residenti e l'interesse dei visitatori anche ben oltre la foto di rito redirezionandoli al Museo Civico per riscoprire quella che è nota come la copia più completa dell'antica meraviglia del mondo.

Il Comitato 14 Maggio conferma la propria disponibilità a collaborare con tutte le realtà interessate per favorire una riflessione ampia e costruttiva sul ruolo della cultura nello sviluppo urbano, nella convinzione che scelte consapevoli possano contribuire a restituire alla città spazi pubblici capaci di raccontarne la storia e l’identità.

Comitato 14 Maggio



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14 maggio 2025

82° anniversario dei bombardamenti alleati su Civitavechia


Civitavecchia subì un numero elevato di incursioni aeree perché gli avversari avevano l'obiettivo di mettere in crisi i rifornimenti della Sicilia, Sardegna e Corsica e neutralizzare Pantelleria. Per tale motivo vennero distrutte le attrezzature portuali e neutralizzati i collegamenti via mare. Il 14 maggio 1943 Civitavecchia fu vittima del primo di una lunga serie di eventi bellici tra i più tragici della Seconda Guerra Mondiale. La città fino ad allora era ricca di storia e tradizioni, antico porto di Roma e primo scalo marittimo in Italia per i collegamenti con la Sardegna ed importante nodo ferroviario, subì la quasi totale distruzione da parte delle gigantesche Fortezze Volanti B 17.

La sequenza dei bombardamenti

Per circa un anno, fino al 22 maggio 1944 la città fu vittima di 87 bombardamenti aerei. Si hanno notizie circostanziate di 34 incursioni, alle quali se ne aggiungono altre che, secondo le testimonianze, furono quasi quotidiane. Le punte massime distruttive furono raggiunte tra il 30 maggio ed il 4 ottobre 1943. Civitavecchia venne distrutta quasi al 95% e solo alcuni edifici, ubicati in zona periferica, restarono intatti. Il bilancio di morti e feriti fu molto alto: 450 circa erano i morti civili, tanti erano i militari ed un numero elevato i corpi esanimi rimasti sotto le macerie ed imprigionati nelle navi affondate in porto. I danneggiamenti alle strutture furono ingenti: gran parte della città medievale, nello specifico l'area compresa tra la prima strada ed il porto; la chiesa matrice di Santa Maria; l'antica Rocca allora sede del Municipio; la Cattedrale e la chiesa di San Francesco; quasi tutti gli edifici pubblici e le banche; i Comandi militari della Marina, del Presidio e delle Scuole Militari; gli alberghi ed il Museo Civico; il cinquecentesco Forte Michelangelo capolavoro di architettura militare; la centrale elettrica e lo scalo ferroviario; il cimitero. Furono danneggiati 21.300 vani del centro abitato su 26.400 esistenti. I bombardamenti causarono la distruzione anche dei servizi essenziali: acquedotti, reti di distribuzione del gas e dell'energia elettrica e reti fognarie. Nel mese di Maggio 1944 il porto di Civitavecchia era in stato di abbandono a causa dei gravi danneggiamenti subiti. Le truppe tedesche, prima di lasciare la città, distrussero ciò che era rimasto e apposero un cartello con la scritta "zona infetta". Sin dai primi bombardamenti gli abitanti migrarono verso le colline circostanti. Fu un esilio forzato per oltre 25.000 persone.


ArsBellica

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25 aprile 2025

𝗙𝗲𝗿𝗺𝗮. 𝗙𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗮 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗖𝗮𝗽𝗶𝗻𝗲𝗿𝗲 | 27 aprile, Darsena Romana




In occasione dei festeggiamenti in onore di Santa Fermina, vi invitiamo a vivere un’esperienza artistica unica: un “🎭 concerto rappresentato” in cui musica, narrazione e teatro si intrecciano in un racconto emozionante.

🎶 Sul palco Le Capinere – un ensemble tutto al femminile con:

🎻 Maria Letizia Beneduce e Margherita Dispensa (violini)

🎻 Eva Petrignani (violoncello)

🪗 Fabiola Battaglini (fisarmonica)

🎙️ Sara Cresta (soprano)

🎤 Con la voce narrante di Francesco Pio Petrignani

Un viaggio sensoriale tra la storia della Santa patrona e la gente di mare, con musiche da Vivaldi a Piazzolla, Morricone, Puccini, Bach, Dalla e altri.

Un omaggio artistico a Fermina, donna e martire, oggi più che mai simbolo di forza, libertà e speranza.

📌 Evento promosso dal Comitato Santa Fermina e dall’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia.

📅 Domenica 27 aprile – 🕡 Ore 19

📍 Terrazza della Darsena Romana – Porto di Civitavecchia

🕊️ Ingresso libero 

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Con Traian a primavera: apertura straordinaria della villa dell'Imperatore


“Con Traiano a primavera” giunge quest’anno alla sua terza edizione. Apertura straordinaria della Villa del Belvedere il 10 maggio alle ore 10-12.30 e 15-18.00. L’ingresso sarà consentito su prenotazione all’indirizzo mail: garnecropolilascaglia@gmail.com

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Comitato 10 Febbraio

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Movimento per la Vita - Civitavecchia