Tutte le grandi città portuali italiane hanno un museo dedicato al rapporto tra il proprio territorio, la navigazione e l'ambiente marino: tutte, eccetto Civitavecchia.
Pur non essendo una grande città come Genova, Livorno, Trieste o Napoli, il porto di Civitavecchia riveste, sia storicamente sia dal punto di vista commerciale, un'importanza che in alcuni settori non ha nulla da invidiare, e anzi può competere con quella dei principali porti italiani. Si tratta del porto imperiale di Roma, fondato dall'imperatore Traiano, e divenuto in seguito sede della Marina Pontificia, protagonista anche di importanti eventi storici come punto di partenza di navi partecipanti alla battaglia di Lepanto.
Ancora oggi Civitavecchia rappresenta il principale porto di Roma ed è uno degli scali più importanti d'Italia: è il primo porto italiano per numero di crocieristi e riveste un ruolo significativo anche nel traffico commerciale e nel movimento dei container.
Le premesse per la nascita di un vero Museo del Mare ci sarebbero dunque tutte. Esistono infatti materiali espositivi, competenze e persone disposte a impegnarsi in questo progetto. Ciò che è mancato, nel corso degli anni e attraverso diverse amministrazioni, è stata soprattutto una concreta volontà politica di dare alla città uno spazio museale stabile dedicato al suo rapporto con il mare.
La mostra "La costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi"
Negli ultimi anni, tuttavia, qualcosa si è mosso. Presso la Calata Principe Tommaso, accanto a Porta Livorno è stata allestita una mostra temporanea ed esposizione didattica curata dal Centro Archeologico Studi Navali (CASN), intitolata "La costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi" che abbiamo visitato in questi giorni.
Si tratta formalmente di un'esposizione temporanea, nonostante su google maps è menzionata già come |museo del mare, forse perché arrivata ormai al terzo anno di attività. L'auspicio è quindi che possa rimanere aperta, ampliarsi e trasformarsi un giorno in un vero e proprio Museo del Mare, dotato di spazi espositivi più ampi e adeguati.
La mostra, dedicata alle antiche tecniche di costruzione navale e alla storia romana del porto, occupa attualmente due locali della Calata Principe Tommaso. Il percorso alterna pannelli esplicativi bilingui, in italiano e inglese, a modelli di navi romane, riproduzioni in scala di macchinari idraulici e strumenti utilizzati nelle tecniche costruttive, alcuni reperti archeologici del territorio e un modello plastico dell'antica Centumcellae. Il biglietto dell’ingresso costa 3 euro, un importo a nostro avviso più che modico. Si ha inoltre la possibilità di beneficiare una guida ad un prezzo di 6 euro, mentre l'ingresso è gratuito per i bambini fino ai 6 anni.
Il primo locale è dedicato alla politica edilizia dell'imperatore Traiano, fondatore del porto, e al grande progetto di trasformazione urbanistica da lui promosso, anche attraverso l'opera del celebre architetto Apollodoro di Damasco.
Particolarmente interessante è la riproduzione della Colonna Traiana in fase di costruzione, accompagnata da macchinari realizzati in scala che illustrano le tecniche utilizzate per sovrapporre e movimentare i grandi blocchi di marmo necessari alla realizzazione dell'opera.
I pannelli esplicativi fanno inoltre riferimento alle Terme di Traiano, che ampliarono le preesistenti Terme Taurine, mentre una parte della sala è occupata dal plastico dell'antica Centumcellae.
Il tema propriamente navale viene introdotto in modo particolarmente efficace tramite l'esposizione di un rostro romano, utilizzato per speronare le navi avversarie e la riproduzione della tecnica costruttiva della nave di Cheope, realizzata con lastre di legno legate mediante funi intrecciate. Si tratta di un sistema costruttivo che testimonia una delle più antiche tecniche di costruzione navale conosciute.
Il percorso prosegue con pannelli dedicati all'espansione navale militare e commerciale di Roma, con particolare riferimento alle navi liburne utilizzate da Traiano sul Danubio durante la campagna in Dacia. Un modello di queste imbarcazioni è presente nella darsena romana, a neanche 100 m di distanza.
Nel secondo locale emerge ancora più chiaramente la vocazione non soltanto espositiva, ma anche didattica della mostra.
Il pezzo forte della sala è rappresentato dai modelli in scala di diverse pompe idrauliche romane, alcune delle quali sono ancora utilizzate ai nostri giorni. La loro particolarità consiste nella possibilità di mostrarne concretamente il funzionamento, trasformando così la visita in un'esperienza non soltanto visiva, ma anche pratica e divulgativa.
A questi si aggiungono modelli in scala di navi commerciali e di una nave militare romana, completa di rostro e di corvus, il ponte d'abbordaggio che contribuì alle vittorie navali romane contro Cartagine.
Un ulteriore elemento di interesse è rappresentato dalla proiezione di un video con una ricostruzione 3D dei Porti di Traiano, che permette di comprendere meglio l'organizzazione e l'aspetto dell'antico complesso portuale.
In conclusione, nonostante tutte le difficoltà incontrate dagli organizzatori nel reperire spazi adeguati per realizzare un vero Museo del Mare, questa esposizione, nata come temporanea e concentrata in appena due locali del porto storico, ha a nostro avviso superato ogni aspettativa.
Il suo valore non risiede soltanto nella quantità e nella qualità dei materiali esposti, ma soprattutto nella capacità di raccontare il rapporto tra Civitavecchia e il mare, l'identità del territorio e l'ingegno dell'antica Roma di cui ne fummo parte integrante.
La mostra rappresenta inoltre un'interessante opportunità per i crocieristi che transitano per Civitavecchia, offrendo loro la possibilità di conoscere la storia del porto e del territorio anche durante il tempo di attesa prima dell'imbarco.
Civitavecchia è uno dei porti più importanti d'Italia e d'Europa e possiede un patrimonio storico e marittimo di straordinario interesse. Per questo, a nostro avviso, meriterebbe a maggior ragione un vero e proprio Museo del Mare, permanente e adeguatamente finanziato che celebri il fondatore della città l'Imperatore Traiano e l'igegno degli antichi.
Ancora più importante è il fatto che sul territorio siano presenti ricercatori di alto livello, capaci di sviluppare collaborazioni anche internazionali e già protagonisti di iniziative che hanno contribuito alla nascita del Museo del Mare del Castello di Santa Severa, attualmente l'unico museo dedicato al mare presente nel comprensorio.
La visita a questa esposizione dimostra quindi che le competenze, i contenuti e le idee non mancano. Quello che ancora manca è uno spazio adeguato e, soprattutto, la volontà di trasformare una bella iniziativa temporanea in una realtà museale permanente all'altezza della storia e dell'importanza marittima di Civitavecchia.





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