La nuova statua del bacio ci rappresenta nella memoria e nell'identità

Il posizionamento della statua “Il bacio della memoria di un porto” restituisce finalmente alla città un po’ di bellezza, di bontà e di giustizia

Incontro con il Sindaco per intitolare una piazza alle vittime dei bombardamenti

Il Comitato 14 Maggio ha avanzato una richiesta scritta di intitolare il piazzale compreso tra via Mazzini e Via Gorizia alle vittime civili dei bombardamenti anglo-americani

Anniversario della nascita dell'Optimus Princeps, il fondatore di Civitavecchia

Ogni nuovo Imperatore dopo Traiano veniva salutato dal Senato con l'augurio: possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano (Felicior Augusto, melior Traiano)

Recensione della nostra visita presso la Macchina del Tempo Civitavecchia

E’ una calda sera di agosto quella che ci vede, insieme ad alcuni simpatizzanti, in visita presso la Macchina del Tempo, progetto inedito a cura di Roberta Galletta, divulgatrice storica

14 maggio, Anniversario dei bombardamenti anglo-americani su Civitavecchia

Il Comitato ha deposto un omaggio floreale presso il Monumento alle Vittime civili dei Bombardamenti, partecipando alla cerimonia ufficiale insieme alle autorità locali per ricordare quanti hanno perso la vita durante la 1° incursione aerea alleata.

21 agosto 2020

L'allarme del Movimento per la Vita di Civitavecchia: "Senza figli una città non ha futuro"

Come un Paese a natalità negativa è destinato a scomparire, così una città a natalità negativa, con i decessi che superano le nascite, è destinata, col tempo,  a scomparire. E’ quello che sta  accadendo a Civitavecchia, dove, a partire dal 2008,, in maniera irreversibile, i decessi hanno superato abbondantemente le nascite. Ad esempio, nel 2010, a fronte di 488 nati, furono registrari 530 decessi, mentre nel 2016 i nati sono stati 420 ed i morti 590 : peggio ancora nel 2019, con 339 nati e 574 decessi, con un saldo negativo di  235 unità. Vuol dire che, solo in un anno,  mancano 235 bambini all’appello, per mantenere l’attuale popolazione. Un calo pesantissimo delle nascite, di circa il  30 per cento, rispetto a 7 anni fa.

Se vogliamo avere un futuro, come città, dobbiamo provare ad immaginare una città diversa, accogliente nei confronti delle vita nascente e delle famiglie, ed in grado di  proporre occupazione,orientamento  e formazione ai giovani.

Nel rapporto Istat di quest’anno  si evidenzia che, in Italia, per ogni 100 residenti che lasciano per morte, oggi ci sono appena 67 neonati ! : si tratta – sottolinea l’Istat – del «più basso livello di ricambio naturale mai espresso dal Paese dal 1918». Un paragone impressionante, se si pensa che il 1918 è l’anno conclusivo della Prima guerra mondiale.

Per comprendere questi numeri occorre anche mettere in conto gli aborti volontari eseguiti in Italia, circa 6 milioni dal 1978 ad oggi, mentre a Civitavecchia, presso il locale ospedale S. Paolo, sono stati praticati oltre 7.500 aborti volontari. Un piccolo paese scomparso, risorse umane che sarebbero servite a sostenere il lavoro, l’economia e la società, piccole vite cancellate e finite, purtroppo, nei rifiuti speciali dell’ospedale.

Ma come superare questo periodo nero per le famiglie e per il futuro del paese ?  La legge di bilancio 2020, ha istituito  un “Fondo assegno universale e servizi alla famiglia”, nel quale, dal 2021, verranno trasferite le risorse dedicate all’erogazione dell’assegno di natalità (c.d. bonus bebè) e del Bonus asilo nido, riordinando e unificando i vari benefit in un’unico fondo. Un piano nazionale di sostegno alle famiglie è quanto mai auspicabile, ma al momento suggeriamo di visionare – nel sito del comune di Civitavecchia – la pagina con  le numerose indicazioni in merito ai benefit  ed ai contributi che spettano alle persone ed famiglie in difficoltà ( quali assegno maternità concesso dal Comune ed erogato dall’INPS, istituito con la legge 448 del 23/12/1998  , assegno per nuclei familiari con tre o piu figli, bonus luce, gas, ecc.), unitamente ai moduli per fare domanda. La seguente pagina offre un quadro veramente completo degli aiuti possibili :

http://www.comune.civitavecchia.rm.it/modulistica/servizi-sociali/

Altri contributi in materia, inoltre, sono erogati direttamente dall’INPS.

Per quanto riguarda gli aiuti concessi per un nuovo figlio, esiste anzitutto  il bonus bebè, istituito con  legge 23 dicembre 2014,  che è  un contributo economico erogato dall’Inps per aiutare le famiglie che abbiano avuto un bambino nuovo nato, adottato o affidato, e che spetta  a tutti i bambini nati o adottati nel 2020.

Le famiglie che hanno un reddito Isee fino a 7 mila euro avranno 160 euro al mese, quelle che hanno un Isee tra 7 e 40 mila euro riceveranno 120 euro al mese, mentre le altre potranno contare su un assegno mensile di 80 euro.

La domanda entro 90 giorni dalla nascita, deve essere trasmessa in via telematica,  sul sito INPS se si è in possesso del PIN dispositivo INPS, se no è possibile rivolgersi al patronato/CAF o chiamare il contact center dell’INPS.

Oltre al bonus bebè, l’Inps corrisponde il bonus “mamma domani”.

Si tratta di un premio alla nascita di 800 euro corrisposto dall’INPS per la nascita o l’adozione di un minore su domanda della futura madre al compimento del settimo mese di gravidanza  : il bonus mamma domani (o premio alla nascita) è indipendente dal reddito ISEE.

La domanda deve essere presentata dopo il compimento del settimo mese di gravidanza e comunque, improrogabilmente entro un anno dal verificarsi dell’evento (nascita, adozione o affidamento) tramite i servizi telematici INPS accessibili direttamente dalla richiedente tramite PIN, attraverso il portale dell’Istituto,  oppure tramite gli enti di patronato/CAF.

Bonus asilo nido

Il bonus asilo nido viene erogato con cadenza mensile. L’importo massimo è di 1.500 euro su base annua erogato direttamente al genitore richiedente che ha sostenuto il pagamento, per ogni retta mensile pagata e documentata.La domanda può essere presentata online all’INPS attraverso il servizio dedicato o tramite contact center al numero 803164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile o tramite gli enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

 

Civitavecchia : nascite e decessi dal 2002 al 2019

 

ANNONASCITEDECESSISaldo naturale
2003419484-85
200446545510
2005478495-17
200650746938
200749548312
2008519536-17
2009497517-20
2010488530-42
2011492546-52
2012505576-2
2013436521-71
2014433520-85
2015427576-87
2016420590-170
2017368565-197
2018343532-189
2019


Fonte: 0766news.it
339574-235



 

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20 agosto 2020

Visita presso la Macchina del Tempo Civitavecchia – Recensione

E’ una calda sera di agosto quella che vede il Comitato 14 Maggio, insieme ad alcuni simpatizzanti, in visita presso la Macchina del Tempo di Civitavecchia, progetto inedito a cura di Roberta Galletta, divulgatrice storica e da sempre impegnata nella custodia della memoria di Civitavecchia. L’iniziativa che coniuga cultura e fare impresa sta gradualmente diventando sempre più nota in città, consente, ad un prezzo modesto, di immergersi in un viaggio virtuale con dei visori VR, particolari occhiali per la Realtà Virtuale, grazie ai quali è possibile “passeggiare” nella Civitavecchia del tardo 1800.

La visita di circa un’ora è composta da una prima parte introduttiva, in cui viene spiegato il contesto storico con numerose immagini esclusive, il lavoro di ricostruzione in 3D realizzato a monte, nonché  l’area dove il visitatore sarà proiettato durante la passeggiata virtuale. La seconda parte consiste invece nell’immersione virtuale attraverso i visori.

L’esperienza in se è qualcosa di originale nel panorama cittadino, specialmente per chi non ha mai avuto la possibilità di sperimentare la realtà virtuale, se poi si è anche un ammiratore della Civitavecchia eterna, con il suo patrimonio architettonico, in gran parte purtroppo andato distrutto sotto le bombe anglo-americane, allora la Macchina del Tempo consente di vivere emozioni veramente uniche, dimostrando come strumenti generalmente utilizzati impropriamente per l’alienazione dell’uomo, se subordinati a principi alti, come la riscoperta del bello, della propria identità possono diventare al contrario  oggetti di elevazione della persona.

Il visitatore ha dunque la possibilità, di camminare su quello che era Corso Umberto, oggi Corso Marconi, vedere la torre dell’orologio di quella che fu Piazza d’Armi, parlare con gli avatar riprodotti fedelmente di Luigi Calamatta, Alessandro Cialdi e Padre Alberto Guglielmotti ma soprattutto di scoprire la bellezza della chiesa templare di Santa Maria degli Angeli; la chiesa più amata dai civitavecchiesi fino al secolo scorso. Quest’ultima in effetti rappresenta la vera sorpresa del tour virtuale che, con una riproduzione minuziosa consente non solo di ammirarla dall’esterno ma anche di accedervi all’interno. Come già più volte ricordato dal Comitato 14 Maggio, anche in questa occasione, durante la sessione introduttiva, viene ribadito come la Chiesa di Santa Maria, benché fosse rimasta gravemente danneggiata nei bombardamenti, fosse ancora salvabile dalla completa distruzione, agevolata dall’amministrazione cittadina del secondo dopoguerra.

La visita, organizzata quale omaggio in prossimità del Natale di Civitavecchia, benché non abbia consentito la partecipazione di tutti coloro che hanno risposto all’invito del Comitato - a causa delle misure anti-COVID 19, ci offre tuttavia l’opportunità per l’organizzazione di una  nuova visita nel prossimo futuro. 

Per chi è interessato, segnaliamo che “La Macchina del Tempo” si trova in via Piave 1 a Civitavecchia. Per prenotare si può contattare il 347 27 09 089



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22 luglio 2020

22 luglio, Incontro con Pietrangelo Buttafuoco | Il valore delle parole


Il secondo appuntamento della rassegna di incontri culturali/talk show “Fuori il Traiano” è un viaggio attorno all’uso e all’abuso delle parole nel quotidiano, nelle professioni e nei mass media.
Ospite d’eccezione:
PIETRANGELO BUTTAFUOCO, Giornalista, scrittore, pensatore. Laureato in Filosofia, ha collaborato con diverse testate giornalistiche. Finalista al Premio Campiello e noto volto televisivo, è stato presidente del Teatro Stabile di Catania. Poliedrico ed empatico, è considerato una delle “penne” più brillanti della sua generazione. Osservatore acuto dei mutamenti di questa società, le sue riflessioni intellettuali e il suo personale stile oratorio lo rendono ipnotico e accattivante.

Partecipano:
ELISA VISCARELLI e TIZIANO LEONARDI, musicisti civitavecchiesi di fama internazionale

- Posti a sedere limitati per le normative anti Covid, fino a esaurimento posti.
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2 luglio 2020

Torre di Guardia francese presso il mercato di Civitavecchia


Ci siamo fatto raccontare la storia della torre di guardia che, con la copertura della trincea ferroviaria è possibile vedere da tutti coloro che passano per il mercato centrale, andando verso la Madonnina. Un gioiello storico che l'amministrazione locale dovrebbe valorizzare di più e che ora è relegato in un cortile privato. Il monumento in questione potrebbe infatti far risplendere un angolo ordinario della città, riscoprendo l'identità della città, promuovendo il potenziale turistico e sopratutto coltivando il bello. 

Tutte le informazioni circa la Torre di Guardia sono state raccolte a voce, in quanto non si è trovato nulla di scritto per il momento.
Trattasi di un posto di guardia che era inserito nelle cosiddette "mura francesi" realizzate appunto dai francesi durante le varie occupazioni di Civitavecchia nell'Ottocento, a protezione della città per implementare quelle bastionate del Sangallo in alcuni tratti non più sicure. 

Un tratto di muratura francese che si collegava a questa struttura doveva essere quella parzialmente crollata in via Isonzo. 

Probabilmente era un punto di accesso doganale per chi proveniva da via Terme di Traiano che era la vecchia strada che andava ad Allumiere e Tolfa.

Non gli è stata mai data tanta importanza anche perché, fino a quando non è stata coperta la trincea ferroviaria, era praticamente nascosto tra la predetta e un fabbricato. Si trova in una proprietà privata dei Graziosi. 


Francesco Cristini per il Comitato 14 Maggio

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24 giugno 2020

24 Giugno | San Giovanni Battista

Giovanni Battista, venerato da tutte le Chiese cristiane e considerato santo da tutte quelle che ammettono il culto dei Santi, è una delle personalità più importanti dei Vangeli. Secondo il Cristianesimo, la sua vita e predicazione sono costantemente intrecciate con l’opera di Gesù Cristo; insieme a quest’ultimo, Giovanni Battista è presente anche nel Corano col nome di Yaḥyā[4] come uno dei massimi profeti che precedettero il Profeta Mohammed (as). Morì intorno al 35 d.C

La raccolta delle erbe nella notte di San Giovanni
Le erbe raccolte in questa notte hanno poteri miracolosi. L’erba di San Giovanni, l’iperico, i cui fiori durano un giorno e una volta appassiti, strofinando i petali con le dita, macchiano di rosso. L’artemisia, chiamata anche assenzio, la protettiva verbena, detta “erba della doppia vista”, poiché bevendone l’infuso si possono vedere realta’ nascoste, le bacche di ribes rosso, l’aglio, la cipolla, la lavanda, la ruta, il rosmarino, la mentuccia….l’erica, che raggiunge la massima fioritura in questo periodo ….
Con i fiori e le foglie di lavanda, iperico, rosmarino, ruta e mentuccia, immersi in fusione nell’acqua, si ottiene l’acqua di San Giovanni; si lascia il catino per tutta la notte all’aperto e alla mattina le donne usano quest’acqua per lavarsi, per aumentare la bellezza e allontanare le malattie. Le erbe raccolte vengono utilizzate per preparare infusi e liquori, ogni paese ha il suo e solo suo, “elisir d’erbe”.


24 Giugno – San Giovanni
“René Guénon sostiene che la festa di Giano era celebrata a Roma dai Collegia fabrorum ai due solstizi: le feste sarebbero poi diventate quelle dei due Giovanni per la somiglianza fonetica fra Ianus e Iohannes. Ovvero i due Giovanni avrebbero impersonato nei due solstizi le funzioni del Cristo come «chiave» delle due porte”.

A. Cattabiani – Calendario

Fonte: aurhelio.it
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21 giugno 2020

22 giugno, presentazione del libro "Caesarem Vehis, la Capitaneria di porto nel monumentale porto di Civitavecchia"


Lunedì 22 giugno avrà luogo la presentazione del libro di Andrea Giattini, “Caesarem Vehis, la Capitaneria di porto nel monumentale porto di Civitavecchia”. Un appuntamento ridotto nel numero dei partecipanti causa Coronavirus, pochi gli inviti e strettamente personali.
La presentazione del libro si svolgerà a bordo della motonave Cruise Barcelona della Grimaldi Group, sarà presente l’ammiraglio ispettore capo (CP), Giovanni Pettorino (Comandante generale delle Capitanerie di Porto); Emanuele Grimaldi, amministratore delegato della Grimaldi Group, e il giornalista Bruno Vespa che coordinerà l’incontro.
Il libro di Andrea Giattini – scrittore trentanovenne, ricercatore storico militare – ripercorre l’evolversi dell’autorità marittima nel porto di Roma, dalla progettazione ad opera dell’imperatore Traiano attraversando gli anni dell’amministrazione pontificia, fino a quando, il 16 settembre 1870, quattro giorni prima della cosiddetta “breccia di Porta Pia”, la squadra navale italiana sbarcò nel porto di Civitavecchia e occupò il primo edificio pubblico di valore strategico: la Capitania di Porto pontificia. E fu proprio con l’annessione di Civitavecchia al Regno d’Italia che la locale amministrazione marittima divenne a tutti gli effetti la Capitaneria di Porto che tutt’oggi presta il suo servizio a beneficio dell’intera comunità.
Nella sua lunga storia profondi cambiamenti, non solo urbanistici e architettonici, si sono succeduti all’interno dell’area portuale civitavecchiese ma anche mutamenti imposti dall’evolversi della politica, dell’economia e del contesto industriale e sociale del territorio.
Nella parte più antica dell’area portuale sono presenti opere dell’ingegno umano realizzate da personaggi importanti della storia italiana. Per rendere l’idea basta citarne alcuni: l’imponente Forte Michelangelo iniziato dal Bramante e dai suoi allievi, Giuliano Leno e Antonio da Sangallo il Giovane, e portato a termine da Michelangelo Buonarroti; la Fontana del Vanvitelli, realizzata completamente in travertino nel 1743; Porta Livorno, uno degli ingressi allo scalo marittimo, voluta da Papa Clemente XIII nel 1761. Andata distrutta durante l’ultima guerra è stata poi restaurata e riportata al suo antico splendore; la Darsena Romana e il Molo del Lazzaretto nella parte più antica del porto. La prima, progettata quasi 2000 anni fa dall’architetto Apollodoro di Damasco, serviva principalmente per la sosta e il rifornimento delle navi romane della flotta imperiale. Il secondo, inizialmente chiamato Fortino di San Pietro, era composto da una torretta che fungeva anche da faro interno ed era parte del maestoso progetto voluto dall’imperatore Traiano e diretto anche questo dall’architetto Apollodoro di Damasco (107 d.C.).
“Nei sei capitoli che compongono il volume – afferma Andrea Giattini – vengono ripercorsi i principali momenti di questo lungo periodo, aggiungendo un tassello significativo alla storia di Civitavecchia, evidenziando i profili di alcuni protagonisti e raccontandone aneddoti curiosi così come episodi divenuti celebri.

Fonte: ilpuntoquotidiano.it
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20 giugno 2020

20 giugno - Solstizio d'estate

di Alberto Lombardo

In uno degli scritti più pregnanti dell’intera opera di René Guénon, il metafisico di Blois scriveva: «Per quanto l’estate sia in genere considerata una stagione gioiosa e l’inverno una stagione triste, per il fatto stesso che la prima rappresenta in certo modo il trionfo della luce e il secondo quello dell’oscurità, i due solstizi corrispondenti hanno nondimeno, in realtà, un carattere esattamente opposto […]. Infatti, ciò che ha raggiunto il suo massimo può ormai solo decrescere, e ciò che è giunto al suo minimo può invece solo cominciare a crescere» (A proposito dei due San Giovanni, in Simboli della Scienza Sacra). 

Il paradosso è solo apparente: nel trionfo della luce che caratterizza il giorno del solstizio d’estate (astronomicamente il sole si trova nella sua massima declinazione positiva rispetto all’equatore celeste) già si preannuncia il lento declino; e mentre la calda stagione d’estate fa il suo corso l’autunno si approssima, facendo dapprima ingiallire le foglie, per terminare nella gelida morte invernale.

Il clima segue invece un ritmo sfasato: le temperature più calde dell’anno giungeranno dopo il solstizio estivo, per via dell’inerzia termica: anche per questo non tutti si avvedono pienamente della “crisi” che caratterizza il periodo solstiziale.

Ben diversamente la rotazione ciclica era percepita nel mondo antico. In corrispondenza dei due solstizi si situano presso molte civiltà le feste “cruciali” del corso annuale, quelle nelle quali si aprono le porte che mettono in comunicazione con l’altro mondo. Accadono così eventi mirabili, straordinari prodigi, incontri meravigliosi e pericolosi, come avviene nel Sogno di una notte di mezza estate di W. Shakespeare.

Il cristianesimo, che in larga misura appoggiò il suo calendario di festività su sensibilità arcaiche, ha situato non a caso le due feste di San Giovanni in prossimità dei due solstizi: esse hanno mantenuto alcune caratteristiche comuni, che segnano l’intima connessione che la vita ha con la morte, il sacerdozio con la regalità, così come il legame tra gli dei e gli uomini. «Nella religione greca antica», rilevava Alfredo Cattabiani, «i due solstizi erano chiamati “porte”: “porta degli dei” l’invernale, “porta degli uomini” l’estivo». È in particolare il fuoco a distinguere i due San Giovanni: da una parte vi sono i fuochi invernali, i ceppi nel camino, persino quelli pirotecnici del capodanno; dall’altra le ampie ruote infuocate che vengono fatte rotolare dalle colline, i grandi falò notturni, le processioni con torce o candele.

Paolo Giardelli, autore di un ottimo studio sulle festività legate al ciclo dell’anno in Liguria, ha scritto che «la Chiesa considerò a lungo questi fuochi mere sopravvivenze del paganesimo. Visto l’insuccesso delle reiterate condanne promulgate dai concilî e dai sinodi, la gerarchia ecclesiastica ricorse alla sperimentata tecnica dell’“accomodamento”, in modo da rendere i falò simbolicamente ortodossi». Così, chi ancora oggi si riunisce davanti ai sacri fuochi del solstizio rinnova il gesto degli avi, omaggiando lo splendore del sole vittorioso sulle tenebre.

* * *

Tratto da Area 93 (2004).

Da Centro studi La Runa (via CS Aurhelio)
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Comitato 10 Febbraio

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