La nuova statua del bacio ci rappresenta nella memoria e nell'identità

Il posizionamento della statua “Il bacio della memoria di un porto” restituisce finalmente alla città un po’ di bellezza, di bontà e di giustizia

Incontro con il Sindaco per intitolare una piazza alle vittime dei bombardamenti

Il Comitato 14 Maggio ha avanzato una richiesta scritta di intitolare il piazzale compreso tra via Mazzini e Via Gorizia alle vittime civili dei bombardamenti anglo-americani

Anniversario della nascita dell'Optimus Princeps, il fondatore di Civitavecchia

Ogni nuovo Imperatore dopo Traiano veniva salutato dal Senato con l'augurio: possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano (Felicior Augusto, melior Traiano)

Recensione della nostra visita presso la Macchina del Tempo Civitavecchia

E’ una calda sera di agosto quella che ci vede, insieme ad alcuni simpatizzanti, in visita presso la Macchina del Tempo, progetto inedito a cura di Roberta Galletta, divulgatrice storica

14 maggio, Anniversario dei bombardamenti anglo-americani su Civitavecchia

Il Comitato ha deposto un omaggio floreale presso il Monumento alle Vittime civili dei Bombardamenti, partecipando alla cerimonia ufficiale insieme alle autorità locali per ricordare quanti hanno perso la vita durante la 1° incursione aerea alleata.

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14 maggio 2023

14 maggio 1943 - 2023 | Bombardamento di Civitavecchia da parte degli anglo-americani

 
Venerdì 14 Maggio 1943. 
In quel giorno di maggio, mentre la città intorpidita ed assonnata da una calura quasi estiva, riprendeva lentamente, le attività pomeridiane, 48 fortezze volanti americane, provenienti dalla Tunisia, in tre ondate successive, effettuarono un tragico bombardamento aereo che rase al suolo Civitavecchia e che uccise migliaia di persone inermi.   

Alle ore 15,15 - 15,20, volando controsole e molto bassi sul mare, gli aerei alleati arrivarono a Civitavecchia da Ovest. In vista della costa, i caccia di scorta precedettero i bombardieri e, virando sopra Borgo Odescalchi, presero di filata la fascia costiera.  

Nel frattempo sulla città da una quota di 20 angeli (20.000 piedi - 6.000 metri) (De Simone 1993), erano state scaricate, senza preavviso ed allarme, centinaia di bombe ad alto potenziale esplosivo che provocarono morte e distruzione. 

 Alle ore 15,40, a missione compiuta, gli aerei, senza aver subito perdite (la contraerea non aveva sparato neanche un colpo) si allontanarono per ritornare alla lontana base africana.

I sopravisuti, con la faccia annerita dalle esplosioni e con i vestiti imbiancati dalla polvere finissima dei calcinacci, come pallide ombre, vagavano disperati tra i cadaveri straziati, tra il fumo acre e soffocante degli incendi e il rumore sinistro dei fabbricati che crollavano, alla ricerca di parenti e amici dispersi. Quanti furono i morti? Nessuno lo potrà mai dire con certezza, troppi corpi rimasero per sempre sepolti sotto le macerie e nelle navi affondate; gli elenchi dei militari andarono inoltre dispersi, sia a causa delle esplosioni, sia per la comprensibile confusione che seguì il bombardamento.  

Il bombardamento su Civitavecchia, vicinissima a Roma, oltre che perseguire fini militari instaurò una strategia del terrore che aveva come scopo di impaurire la popolazione nel tentativo di destabilizzare il governo di Mussolini. 

Il 17 maggio 1943, cioè tre giorni dopo, aerei americani lanciarono su Roma tonnellate di manifestini che minacciavano a chiare note di bombardare le città finche gli italiani sarebbero rimasti alleati della Germania (De Simone 1993, 47)


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19 maggio 2021

Resoconto delle iniziative in ricordo del 78° anniversario dei bombardamenti



Gli eventi commemorativi del 78° anniversario dal primo bombardamento alleato su Civitavecchia si sono conclusi e come di consueto ne raccontiamo una breve sintesi. .

Innanzitutto siamo lieti di annunciare che per l’occasione l’amministrazione locale ha ripristinato la vecchia denominazione di “Largo Caduti 14 Maggio” nello spiazzo dinnanzi al Monumento alle Vittime dei Bombardamenti. Un anno fa, infatti, protocollavamo un ordine del giorno chiedendo appunto l’intitolazione dell’area ai caduti civili delle incursioni aeree anglo-americane consegnando al Sindaco in persona il vecchio cartello toponomastico, spiegando come la costruzione di uno stabile in zona avesse cancellato l’omaggio a quanti avevano perso la vita sotto le bombe.
Consideriamo che la denominazione dell’area, così come anche la collocazione del cartello in modo che sia ben visibile, contribuiscano ancor di più ad  enfatizzare l’importanza del Monumento e la sua funzione per la comunità.

Per quanto riguarda la cerimonia ufficiale, svoltasi in presenza delle autorità ecclesiastiche, civili e militari, quest’anno si è tenuta in versione ristretta, per diminuire i rischi legati al contagio. A nostro avviso ciò non doveva compromettere, com’è avvenuto purtroppo, un minimo di coordinamento per quanto riguarda la deposizione dei fiori. 

La partecipazione all’evento è stata complessivamente discreta, complice anche il basso profilo che si è voluto dare alla cerimonia per ragioni sanitarie che non ha di certo spronato la partecipazione popolare. Si è fatta notare l'assenza di alcuni partecipanti degli anni passati, ma il silenzio e il raccoglimento richiesto ad una commemorazione come questa forse ne hanno giovato. In tal senso, non nutriamo dubbio sul fatto che si possa fare ancora di meglio.

Nel complesso riteniamo che la data del 14 maggio stia godendo ogni anno di una maggiore considerazione, sia da parte dell'amministrazione comunale ma anche da parte dei mezzi di comunicazione del comprensorio che in questi giorni hanno dedicato numerosi articoli e trasmissioni al tributo di guerra pagato da Civitavecchia in termini di vittime, sfollati e perdita del patrimonio architettonico. 

Molto suggestivo ed emozionante è stato come sempre, alle 15 e 12 - ritenuto il momento esatto dell’inizio dei bombardamenti sulla città – il suono delle campane di tutte le chiese in concomitanza con le sirene delle navi del porto, quasi ad evocare un grido di dolore della città stessa.












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14 maggio 2021

14 maggio '43 | La memoria è un dovere verso di noi e verso le nuove generazioni



Il 14 Maggio del 1943 rappresenta il giorno del trauma collettivo cittadino che ha segnato per sempre la vita della nostra città, i bombardamenti di Civitavecchia che le hanno completamente sfigurato il volto.

La Memoria è un dovere verso noi tutti ma soprattutto verso le nuove generazioni ed è per questo che non dobbiamo mai stancarci di ricordare tutto quello che riguarda il nostro Passato..

Perché poi le cose brutte accadute prima possono  tornare, se non c'è chi ricorda il perché sono successe.

Nulla è scontato, nulla è al sicuro anche per la nostra città.

Per questo solo ritrovando la Memoria cittadina possiamo mettere un argine alla brutalità, all' odio e alla violenza che dilaga nel nostro vivere quotidiano.

Nell'immagine [in alto] tratta dalla raccolta di foto di Armando Ornella Blasi  che ci ha lasciato una straordinaria documentazione fotografica della Civitavecchia post bombardamenti,  l'angolo tra la Terza Strada, oggi Via Treste, e la salita della Chiesa dell Stella, oggi Via Piave.

Roberta Galletta






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29 agosto 2020

Domenica, 30 agosto | La storia raccontata dai testimoni in occasione 77° anniversario dal secondo e il più violento bombardamento su Civitavecchia

Domenica 30 agosto, alle ore 21, appuntamento con Roberta Galletta presso piazza Calamatta, per commemorare i 77 anni dal secondo il più violento bombardamento della lunga serie di 86 incursioni aeree anglo-americane su Civitavecchia durante la Seconda Guerra Mondiale. 




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28 agosto 2020

Comunicato: Incontro tra il Comitato 14 Maggio e il Sindaco per intitolare una piazza alle vittime dei bombardamenti

In prossimità dell'anniversario del secondo e il più violento bombardamento su Civitavecchia, avvenuto il 30 agosto 1943, il Comitato 14 Maggio ha scelto di commemorare questa data consegnando al Sindaco Ernesto Tedesco una richiesta scritta per intitolare il piazzale compreso tra via Mazzini e Via Gorizia alle vittime civili dei bombardamenti anglo-americani.

La richiesta è avvenuta durante un incontro presso la sede del Comune in presenza del Sindaco e dell’Assessore alla Cultura Simona Galizia. Durante la riunione è stato spiegato che lo spazio dedicato in passato a quanti perirono sotto le bombe alleate, denominato “Largo Caduti del 14 Maggio”, che era situato tra via Mazzini e Via Giusti, è scomparso a causa della costruzione di un edificio che ha di fatto riempito lo spiazzo. 

La recente pedonalizzazione dell'area antistante la lapide marmorea, tra via Mazzini e Via Gorizia, offre l'opportunità oltre che di ridare alla cittadinanza la denominazione toponomastica in memoria a quanti persero la vita nei tragici eventi bellici della Seconda Guerra Mondiale anche di valorizzare ulteriormente lo spiazzo antistante il Monumento alle Vittime dei Bombardamenti, la cui collocazione è considerata parte integrante del significato stesso del monumento.

Per l'occasione il Comitato 14 Maggio ha restituito al Sindaco la vecchia targa di “Largo Caduti del 14 Maggio” gentilmente donataci dalla divulgatrice storica Roberta Galletta che la coincidenza ha voluto venisse trovata presso i locali della neo aperta attività della Macchina del Tempo.

Il direttivo del Comitato 14 Maggio




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20 agosto 2020

Visita presso la Macchina del Tempo Civitavecchia – Recensione

E’ una calda sera di agosto quella che vede il Comitato 14 Maggio, insieme ad alcuni simpatizzanti, in visita presso la Macchina del Tempo di Civitavecchia, progetto inedito a cura di Roberta Galletta, divulgatrice storica e da sempre impegnata nella custodia della memoria di Civitavecchia. L’iniziativa che coniuga cultura e fare impresa sta gradualmente diventando sempre più nota in città, consente, ad un prezzo modesto, di immergersi in un viaggio virtuale con dei visori VR, particolari occhiali per la Realtà Virtuale, grazie ai quali è possibile “passeggiare” nella Civitavecchia del tardo 1800.

La visita di circa un’ora è composta da una prima parte introduttiva, in cui viene spiegato il contesto storico con numerose immagini esclusive, il lavoro di ricostruzione in 3D realizzato a monte, nonché  l’area dove il visitatore sarà proiettato durante la passeggiata virtuale. La seconda parte consiste invece nell’immersione virtuale attraverso i visori.

L’esperienza in se è qualcosa di originale nel panorama cittadino, specialmente per chi non ha mai avuto la possibilità di sperimentare la realtà virtuale, se poi si è anche un ammiratore della Civitavecchia eterna, con il suo patrimonio architettonico, in gran parte purtroppo andato distrutto sotto le bombe anglo-americane, allora la Macchina del Tempo consente di vivere emozioni veramente uniche, dimostrando come strumenti generalmente utilizzati impropriamente per l’alienazione dell’uomo, se subordinati a principi alti, come la riscoperta del bello, della propria identità possono diventare al contrario  oggetti di elevazione della persona.

Il visitatore ha dunque la possibilità, di camminare su quello che era Corso Umberto, oggi Corso Marconi, vedere la torre dell’orologio di quella che fu Piazza d’Armi, parlare con gli avatar riprodotti fedelmente di Luigi Calamatta, Alessandro Cialdi e Padre Alberto Guglielmotti ma soprattutto di scoprire la bellezza della chiesa templare di Santa Maria degli Angeli; la chiesa più amata dai civitavecchiesi fino al secolo scorso. Quest’ultima in effetti rappresenta la vera sorpresa del tour virtuale che, con una riproduzione minuziosa consente non solo di ammirarla dall’esterno ma anche di accedervi all’interno. Come già più volte ricordato dal Comitato 14 Maggio, anche in questa occasione, durante la sessione introduttiva, viene ribadito come la Chiesa di Santa Maria, benché fosse rimasta gravemente danneggiata nei bombardamenti, fosse ancora salvabile dalla completa distruzione, agevolata dall’amministrazione cittadina del secondo dopoguerra.

La visita, organizzata quale omaggio in prossimità del Natale di Civitavecchia, benché non abbia consentito la partecipazione di tutti coloro che hanno risposto all’invito del Comitato - a causa delle misure anti-COVID 19, ci offre tuttavia l’opportunità per l’organizzazione di una  nuova visita nel prossimo futuro. 

Per chi è interessato, segnaliamo che “La Macchina del Tempo” si trova in via Piave 1 a Civitavecchia. Per prenotare si può contattare il 347 27 09 089



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14 maggio 2020

Civitavecchia, 14 maggio 1943 - 14 maggio 2020 | Anniversario dei bombardamenti alleati

Come di consueto durante l'anniversario dei bombardamenti, il Comitato 14 Maggio ha deposto un omaggio floreale presso il Monumento alle Vittime civili dei Bombardamenti anglo-americani, partecipando alla cerimonia ufficiale insieme alle autorità locali per ricordare quanti, tra anziani, donne e bambini, hanno perso la vita durante la 1° incursione aerea alleata. 

Quest'anno la cerimonia si è svolta nel rispetto delle misure anti-COVID 19 per cui non è stata consentita la partecipazione della cittadinanza, rappresentata comunque da parte di un membro del Comitato.

Commemorando questa data il Comitato 14 Maggio ricorda, oltre alle vittime civili, la distruzione del l'80% del patrimonio storico-architetturale della città ma anche il terrorismo psicologico sulla popolazione superstite durante le successive 86 ondate di bombardamenti. 

Il Comitato è lieto di notare che la situazione di fronte al Monumento di via Mazzini sia migliorata e auspica una maggiore cura e integrazione dell'area nella vita di tutti i giorni della comunità.

Attiriamo inoltre l'attenzione sull'incuria che grava invece sul Luogo della Memoria, in via Trieste. Il sito, che non è stato colpito direttamente dalle bombe alleate, ma crollò in seguito, è stato trasformato in un luogo della memoria dalle passate amministrazioni per i suggestivi resti delle rovine rimaste. Poiché all'area in questione è stata attribuita la funzione di ricordare il martirio della città, consideriamo che il Comune dovrebbe salvaguardare il decoro anche di questo spazio. A tal proposito il Comitato 14 Maggio auspica il coinvolgimento delle scuole mediante l'adozione dello spazio in questione.



Il direttivo del Comitato 14 Maggio



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10 maggio 2019

La testimonianza di un soldato sul bombardamento americano di Civitavecchia

Sul 1943, anno di bombardamenti su Civitavecchia sono tanti i documenti raccolti, tuttora disponibili, da parte di Aldo Scussel, classe 1915, che in attività ha ricoperto incarichi amministrativi lavorando inoltre come giornalista. Da soldato, è stato decorato con la Croce di guerra al Valor Militare per i servizi effettuati quale vice comandante di Autosezione (apparteneva al 128’ Autogruppo Pesante) in Africa Settentrionale. Dal 1957 è presidente dell’Associazione della stampa civitavecchiese e, dal 1961, presidente della locale Associazione combattenti e reduci. Abita in via XXV Aprile, a Civitavecchia. Ed ecco di seguito la sua testimonianza diretta…

...”Alle 15,15 di quel 14 maggio 1943, giorno e ora del primo bombardamento su Civitavecchia – dice Aldo Scussel – mi trovavo in compagnia della signorina Fornasero, come me impiegata all’ECA (Ente Comunale Assistenza), in un palazzo nei pressi di piazza del Mercato. Ero appena rientrato dall’Africa Settentrionale. Con l’esplosione delle prime bombe, ricordo di aver visto  una carrozza senza cocchiere passarci davanti e il cavallo, imbizzarrito, finire entro una latrina. Uscii in gran fretta dal palazzo, portando con me la Fornasero. Di corsa, senza fiato, arrivai su viale Baccelli per sincerarmi delle condizioni di mia moglie, incinta del primogenito Giovanni Battista. Ad incursione conclusa mi recai dal colonnello Barbato che subito mise a disposizione gli autocarri per il trasporto dei cadaveri, molti dei quali carbonizzati, al cimitero.  “Cominciammo ad organizzare i soccorsi e al tempo stesso coordinammo le misure per il sostentamento dei piu bisognosi. I silos al porto erano stati centrati dalle bombe e la carne congelata che contenevano fu portata alla cucina del popolo. “Il centro cittadino era devastato e la bella città di Civitavecchia era trasformata in un sinistro cimitero. Una scena drammatica si presentava ai miei occhi: ovunque pianto, dolore e morte. Le navi affondate, le banchine del porto distrutte come pure erano distrutti i vari magazzini, la terrazza Marconi, la Cattedrale di San Francesco con l’annesso Episcopio, orfanotrofio femminile delle Suore del Preziosissimo Sangue, la sede del Credito Italiano, il palazzo Guglielmi, la Cassa di Risparmio, la Banca d’Italia, il teatro Guglielmi ed il cinema Italia. Colpite anche la tipografia Vergati, il convento dei Padri Conventuali, il palazzo Morana, l’Hotel delle Terme e moltissimi altri edifici ancora. Molti uffici comunali vennero trasferiti a Santa Marinella. “Al porto non c’era piu traccia di quel raggruppamento di soldati pronti ad imbarcarsi per la Sardegna. C’era anche qualche addetto alla difesa antiaerea al molo 7 e complementi della Divisione Sassari. I feriti erano sparsi ovunque: ce n’erano all’Hotel delle Terme e molti altri all'albergo Piemonte, situato alle spalle dell’attuale supermercato Standa, dov’era stato allestito un ospedale.    

I tedeschi avevano il comando al forte Michelangelo, ma la maggior parte di essi arrivo dopo il bombardamento. La quasi totalità dei 40 mila abitanti fuggi in periferia per sistemarsi, in modo quasi zingaresco, presso i Cappuccini, alla Cisterna, al Campo dell’Oro ed ancora al Casaletto Rosso, al Bottino o al Marangone. I sardi rimasti bloccati in città dopo il 14 maggio si recarono invece presso il casale dell’Argento, alle Terme di Traiano, e si muovevano solo per rubare vacche e pecore. Le campagne, le città e i paesi circostanti si riempirono dei nostri sfollati. Io rimasi a Civitavecchia e venni assunto dal Comune come impiegato straordinario. “La sorveglianza tedesca era allertata in quei giorni e ricordo che con il mio intervento salvai dalla fucilazione sei civitavecchiesi sorpresi a rubare viveri. Mio cognato, Gaetano Di Mario, nato in America, fu catturato perché scambiato per una spia dai tedeschi: per liberarlo ci vollero dieci quintali di farina presi presso il mulino di Pietro Sacconi”. Aldo Scussel conserva memorie e documenti dell’epoca. Tra i suoi fogli gelosamente custoditi, ci sono le nomine ricevute alla G.I.L. di Civitavecchia, datate rispettivamente marzo 1940 e gennaio 1943, a Sotto capo manipolo, addetto all’inquadramento della Gioventù Italiana del Littorio e successivamente a Capo manipolo. Scussel racconta inoltre che nel ’43, subito dopo il primo bombardamento, fu il capitano Rando, dei bersaglieri, a prendere il comando del Comune, sebbene gli ordini fossero di recarsi alla casa del Fascio. Il  podestà era Ernesto Del Greco . Scussel, che dal 1936 era anche segretario per le opere di assistenza (Opere pie), afferma di essere stato l’ultimo presidente dell’Opera Balilla, con nomina ricevuta dal Commissario straordinario del Comitato provinciale dell’Urbe, Nino Ventra. Nel suo cassetto dei ricordi c’è anche in evidenza un riconoscimento di meriti datato 8 giugno 1944 firmato da esponenti politici di allora. Ma con i documenti sono anche pagine di appunti, di ricordi, che Scussel ha annotato anno dopo anno. Ecco di seguito alcune sue pagine sul bombardamento.   
 “Nel primo pomeriggio del 14 maggio 1943, per sette interminabili minuti – -Scussel non ricorda che l’incursione sia durata quindici o venti minuti- la nostra città fu sottoposta ad un feroce bombardamento aereo che ridusse il porto ed il centro ad un tragico scenario. Il Vescovo, Monsignor Luigi Drago, bergamasco, condiscepolo del futuro Papa Giovanni XXIII, usci tra le rovine a benedire i morti e i feriti, mentre suor Bianca Onorato, nostra concittàdina, dopo aver posto in salvo le sorelle e le orfane alla periferia della città si mise a disposizione per i soccorsi. “Ma la testimonianza piu significativa dello spirito pastorale di Monsignor Drago e suor Bianca doveva rivelarsi in un albergo trasformato in ospedale, dove fra centinaia di moribondi era stato trasportato anche un ufficiale superiore della Scuola Centrale di Cavalleria, orribilmente mutilato ed in pericolo di vita: questi, anticlericale di antica foggia, aveva disposto che nessun prete doveva accostarsi al suo capezzale in caso di morte. Monsignor Drago e suor Bianca vollero ugualmente recarsi dallo sventurato ricevendo energiche ripulse. Alla fine, pero, l’anima del morente si apri alla grazia e volle vicino a sé i due ostinati religiosi e non dando chiari segni di sincera conversione, implorando il perdono… “Il pomeriggio del 15 maggio 1943 il Re d’Italia e la Regina Elena vennero a Civitavecchia e furono accompagnati dalle poche autorità locali e dal sotto- scritto sulla terrazza Marconi, ove poterono prendere visione del disastro provocato nel porto dal bombardamento. Il Re era impietrito dal dolore, mentre la Regina Elena piangeva in silenzio. “Il 18 maggio 1943 il federale di Roma, Pescosolido, guidava una colonna di autocarri carichi di viveri fra la popolazione disastrata di Civitavecchia. I viveri furono presi in consegna dal segretario dell’ECA e depositati presso la Casa del Balilla, attuale sede comunale. Nei giorni seguenti furono distribuiti ai senza tetto e agli indigenti.”   
  
da: “Obiettivo Civitavecchia 1943 -1993″ edizioni c.d.u. Comune di Civitavecchia 

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12 maggio 2018

"Civitavecchia sparita. Nel cuore e nella memoria" | Mostra documentaria per il 75° anniversario del Primo Bombardamento anglo-americano su Civitavecchia, a cura dell'arch. Francesco Correnti, il 15, 16, 17, 18, maggio, Cittadella della Musica

Commemorazione del 75 anniversario del Primo Bombardamento di Civitavecchia. Mostra documentaria a cura di Francesco Correnti.
La mostra comprende ventidue tavole sulle distruzioni subite dal patrimonio storico della Città di Civitavecchia negli eventi bellici del 1943-44 e nella successiva fase di ricostruzione, con particolare riferimento ai più importanti monumenti cittadini. Viene anche illustrata l'attività che - a partire dalla fine degli anni Sessanta del Novecento - ha visto protagonista il Comune di Civitavecchia nella ricostituzione e catalogazione delle testimonianze del passato e nel tentativo di restituire ai cittadini la memoria civica e alla Città quanto rimane del suo antico volto e del suo cuore.
Le associazioni "Centro incontri culturali" e "Amici del Fondo Ranalli" hanno organizzato alcuni interventi commemorativi.


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31 maggio 2017

Resoconto della commemorazione del 74° anniversario dei Bombardamenti anglo-americani su Civitavecchia [Foto]

Pubblichiamo di seguito le foto scattate in occasione delle cerimonie dell'anniversario del 1° Bombardamento anglo-americano, degli 86 totali, riversatesi su Civitavecchia a partire dal 14 maggio 1943.

La commemorazione quest'anno è inizia presso il cimitero monumentale della città, con una deposizione di una corona di fiori, in presenza delle autorità civili e militari, presso il Monumento alle Vittime ignote dei bombardamenti.


A seguire, la cerimonia si è spostata in Piazza Vittorio Emanuele dove è stato deposto un secondo omaggio floreale presso la lapide commemorativa, sconosciuta ai più, posizionata in mezzo allo spartitraffico antistante la Cattedrale.




La commemorazione si è quindi conclusa presso il Monumento alle Vittime civili del 1° bombardamento, in via Mazzini, dove a seguito della consueta deposizione di fiori, a cui ha partecipato anche il Comitato 14 Maggio con un modesto bouquet, le autorità civili e religiose hanno poi preso a turno la parola. Il parroco della Cattedrale ha invocato il sostegno divino al fine di imparare a vivere in pace, non solo tra nazioni ma anche negli altri cerchi attraverso cui l'uomo si muove nella storia inclusa in particolare la famiglia, sottolineando al tempo stesso come la natura del conflitto sia innanzitutto interiore. A seguire, il sindaco di Civitavecchia ha sottolineato l'importanza della memoria e la dimensione del tributo versato dagli abitanti durante l'ultimo conflitto mondiale. 



Durante la cerimonia è stata allestita nel piazzale una mostra fotografica con foto della città bombardata a cura dell'Associazione Cine-fotografica, della Società Storica e del Comitato 14 Maggio. Nel pomeriggio la mostra è stata spostata presso l'aula Pucci dove si è svolto il convegno sulla figura di Armando Blasi, fotografo di guerra a cui si deve le testimonianze sulla Civitavecchia bombardata.

Il convegno, moderato da Roberta Galletta, in presenza del Sindaco e dei rappresentanti delle associazioni locali ha potuto vantare una presenza numerosa al punto che non è mancato chi è dovuto rimanere in piedi. Dagli interventi dei relatori, tra cui Francesco Cristini e F. Correnti che hanno analizzato le fotografie degli edifici danneggiati dai bombardamenti scattate da Armando Blasi, è scaturita la conclusione di come le autorità cittadine del dopoguerra, pur potendo salvare edifici importantissimi per la città, come l'Arsenale Bernini o la Chiesa di Santa Maria, esse in realtà hanno portato a termine in varie occasioni il lavoro dei Liberator americani. Attitudine, aggiungiamo noi, che percepiamo tutt'oggi dietro a iniziative come la decisione di qualche anno fa di posizionare la statua del marinaio americano alla marina. 






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10 maggio 2017

14 Maggio 2017 - Civitavecchia commemora le vittime dei bombardamenti alleati [Programma]

Di seguito il programma degli eventi organizzati il 14 maggio in occasione dell'anniversario degli 86 attacchi anglo-americani sulla città di Civitavecchia in cui persero la vita perlopiù civili e vennero persi monumenti e ricchezze incommensurabili del patrimonio culturale.

11:00
Deposizione di una corona al monumento dedicato ai civili che hanno perso la vita sotto le bombe alleate, al cimitero di via Aurelia nord.

Cerimonia istituzionale, in via Mazzini, in presenza delle autorità civili e militari, deposizione di una corona dedicata alle vittime dei bombardamenti ed esposizione fotografica nell'area antistante la lastra commemorativa. A seguire, omaggio floreale al monumento di piazza Vittorio Emanuele.

15:00 
Convegno e intitolazione della trincea ferroviaria ad Armando Blasi, vedi locandina di seguito.




Le immagini dei bombardamenti di Civitavecchia sono note anche a chi non ha vissuto quei momenti grazie alle foto scattate da Armando Blasi (1907 – 1995) e costituiscono un’importante memoria del passato. Armando Blasi era dipendente comunale che con lo scoppio della guerra e soprattutto con i bombardamenti di Civitavecchia si ritrovò corrispondente di guerra all’improvviso.



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20 dicembre 2016

Comunicato: Una mozione per la valorizzazione del Monumento ai caduti civili sotto i bombardamenti

In linea con quanto è stato dichiarato in Aprile del presente anno, il Comitato 14 Maggio ha messo a punto una mozione ad hoc attraverso la quale sollecita le autorità comunali civitavecchiesi di spostare il Monumento alle Vittime dei Bombardamenti, attualmente situato in via Mazzini, sulla parete posteriore della Cattedrale. Ricordiamo che il Monumento in questione consiste in una lastra di marmo riportante i nomi delle vittime civili che hanno perso la vita durante gli attacchi aerei anglo-americani su Civitavecchia. I bombardamenti furono ben 86 protrattasi dal 14 maggio 1943 al giugno 1944, numero che da solo può far intuire come l’obiettivo non fu solo la semplice infrastruttura strategica.

La mozione, che è stata presentata ufficialmente all'Assessore alla Cultura, Vincenzo D'Antò, parte dalla premessa che << Lastra Commemorativa non gode della visibilità che merita un monumento a ricordo degli eventi più tragici che abbiano mai investito la città di Civitavecchia dalla sua fondazione >> e che pertanto <<nella sua collocazione attuale, non è inserito armoniosamente all'interno del tessuto urbano>>.
L'ordine del giorno sottolinea quindi come << il Monumento dovrebbe essere, per la sua importanza, generatore di centralità per la Città, presupposto di riconoscibilità per lo spirito comunitario, cuore simbolico e formale della comunità>> proponendo infine alle autorità locali di << valutare concretamente la possibilità di spostamento della Lastra Commemorativa delle Vittime dei Bombardamenti, attraverso un apposito progetto volto a conferire al Monumento la centralità che merita >> non senza però coinvolgere gli attori locali.

A tal proposito il Comitato 14 Maggio ha già pronta una proposta progettuale, con il contributo e la consulenza di professionisti del settore, che prevede la collocazione del Monumento presso un punto più centrale della città. La proposta progettuale verrà sottoposta all'attenzione della giunta comunale di cui auspichiamo un valido riscontro.

E' tempo di ridare dignità al Monumento delle vittime dei bombardamenti.

Comitato 14 Maggio

ORDINE DEL GIORNO

Proposta di mozione

Proposta di spostamento e valorizzazione del Monumento alle Vittime dei Bombardamenti.

VISTO
- che la Curia Vescovile di Civitavecchia ha sollecitato diverse volte lo spostamento della Lastra
Commemorativa, parte del Monumento alle Vittime dei Bombardamenti, collocata sulla parete
posteriore della Cattedrale;
- che la Lastra Commemorativa non gode della visibilità che merita un monumento a ricordo degli
eventi più tragici che abbiano mai investito la città di Civitavecchia dalla sua fondazione;
- che il Monumento alle Vittime dei Bombardamenti, nella sua collocazione attuale, non è inserito
armoniosamente all’interno del tessuto urbano;

CONSIDERATO
- che il Monumento alle Vittime dei Bombardamenti dovrebbe essere, per la sua importanza,
generatore di centralità per la Città, presupposto di riconoscibilità per lo spirito comunitario, cuore
simbolico e formale della comunità;

PROPONENDO
- di valutare concretamente la possibilità di spostamento della Lastra Commemorativa delle Vittime
dei Bombardamenti, attraverso un apposito progetto volto a conferire al Monumento la centralità che
merita;
- di coinvolgere nel progetto tutti i soggetti potenzialmente interessati, a partire dai parenti delle
Vittime i cui nomi sono riportati sulla Lastra, le scuole e le associazioni del territorio, al fine di far
partecipe la cittadinanza e ricordare in prossimità dell’anniversario del 14 Maggio, la tragedia
riversatasi sopra la Città;

AUSPICANDO
- di ottenere il consenso dell’intero Consiglio Comunale;

SI IMPEGNA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
- condividere il testo della presente mozione;
- valutare concretamente, attraverso tutte le azioni necessarie, la possibilità di spostamento del
Monumento alle Vittime dei Bombardamenti al fine del conferimento della sua centralità nella vita
sociale della Città;
- Coinvolgere nel progetto tutti i soggetti potenzialmente interessati, a partire dai parenti delle Vittime
i cui nomi sono riportati sulla Lastra, gli alunni delle scuole e le associazioni del territorio;

Il Responsabile del Comitato 14 Maggio
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13 ottobre 2016

L'arsenale Bernini - geometrie, armonia, genialità


Riportiamo di seguito una descrizione di quello che fu l'arsenale Bernini, un'opera di una geometria e di una genialità uniche, una semplicità frutto di una complessità risolta che continua a suscitare l'ammirazione degli architetti e non solo. L'arsenale venne gravemente danneggiato durante i bombardamenti anglo-americani del '43 tuttavia, come anche molte foto lo testimoniano, esso era ancora salvabile. Ciononostante, le autorità del dopoguerra preferirono completare l'opera degli "alleati" cancellando del tutto storia, patrimonio, identità piuttosto che cercare di restaurare il capolavoro architettonico. Oggi al posto dell'arsenale Bernini giace la Capitaneria di Porto e un terminal crocieristico, entrambe costruzioni senza alcuna armonia e rispetto per il contesto urbanistico in cui si trovano. Ci si potrebbe domandare perché oggi, nonostante i mezzi e la tecnica, non si è più in grado di costruire edifici armoniosi e belli come lo fu l'arsenale Bernini. Semplice, perché l'estetica di Bernini, per esempio, era innanzitutto un riflesso di una certa Etica. 
C14M

A proposito di FAI, purtroppo, in assenza di alcun rudere esistente, non possiamo inserire tra i luoghi da salvare quello che è stato l’arsenale del Bernini. Nella sua semplicità architettonica questo cantiere navale presentava, oltre agli aspetti di armonia estetica e genialità funzionale anche interessanti spunti geometrici.
Innanzi tutto gli angoli di convergenza delle coppie di navate avevano un valore che non nasceva dal caso, tant'è che allargando la pianta, progredendo con le stesse angolazioni si poteva chiudere un cerchio inscritto in un poligono regolare che, secondo il Correnti sarebbe stato, in base ai reali rilievi, di 14 lati. Ma perché di 14 e non di 12 o 16 mi son chiesto. Un poligono di 14 lati (tetradecagono) sulla carta si ottiene infatti solo con una certa approssimazione e poi non riesce a contenere attorno al cerchio un numero intero di arsenali avanzando a 4 una coppia di navate. A ben vedere però il Bernini, stando al disegno riportato da Luigi Cerruti, collaboratore di Carlo Fontana, esecutore del progetto berniniano, suppongo abbia pensato a un cantiere con tre coppie di navate angolate l’una con l’altra di 22°,30’, il che comportava lo sviluppo di un poligono regolare di 16 lati con angoli interni di 157,5 gradi come anch'io ho provato a sviluppare. Ma ecco una possibile spiegazione: esigenze di spazio indussero probabilmente i realizzatori ad una soluzione alternativa, tale da evitare che la prima navata di sinistra capitasse interamente sul dente dove si trovò successivamente posto per la capitaneria ma soprattutto perché si dava, come suggerisce il Correnti, più luce attraverso le asole triangolari o trapezoidali che rimanevano scoperte tra una coppia di navata e l’altra. In più, il frontale in tre lati, con un poligono di 14 lati avrebbe potuto occupare meno spazio senza toglierne all'interno. Per finire, con questa seconda soluzione i cateti perimetrali esterni dei triangoli intermedi, a parità di lunghezza delle navate, avrebbero potuto raggiungere la medesima larghezza di una coppia di navate dando così una maggiore regolarità armonica al perimetro esterno come 56 petali di una margherita, il cui bellissimo effetto è stato reso, in modo molto efficace, dal disegno realizzato da Francesco Correnti che ho riportato sulla mappa della città di metà del secolo scorso. 

Fonte: Dal post di Francesco Etna sul Gruppo facebook "L'OSTERIA DELLA MEMORIA - SOCIETÀ STORICA CIVITAVECCHIESE"




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25 giugno 2016

Civitavecchia | Il vessillo mai catturato dal nemico

Tra le numerose foto sulla sciagura consumatasi a partire dal 14 Maggio 1943 che abbiamo avuto modo di vedere, due di queste ci sono sembrate molto significative. 

Le fotografie in questione, in cui appaiono, in una, la statua di San Francesco d'Assisi, situata nell'omonimo Largo, nell'altra, il Monumento ai Caduti della Grande Guerra, situata nel Piazzale degli Eroi, entrambe scattate dopo le 86 ondate di bombardamenti alleati sulla Città, hanno attirato la nostra attenzione principalmente per due ragioni. Innanzitutto le foto stupiscono per la quasi totale distruzione che circondano i due monumenti, che miracolosamente ne sono usciti integri, e poi per il grande valore simbolico che tali monumenti stanno a rappresentare per Civitavecchia.

La statua a San Francesco denominata "Poverello d'Assisi" risale a novembre del 1933 ed è opera dello scultore di Allumiere Giuseppe Cozzi, mentre il monumento ai Caduti della Grande Guerra è opera dello scultore Riva di Torino. 

I due monumenti, che rappresentano l'eredità spirituale di Civitavecchia, il legame con le passate generazioni, e che celebrano al tempo stesso, possiamo dire, la vittoria su di se (statua di San Francesco) e poi quella sugli altri insieme al sacrificio di quanti hanno combattuto per la Patria (Monumento agli Eroi), proprio per questa loro simbologia di cui si fanno portatori, nonché per la loro incolumità durante le incursioni aeree, possono essere visti con fierezza come un vessillo mai catturato dal nemico ma che continua a sventolare sulla Città. 

Un vessillo il cui significato e valore va tenuto però vivo e coltivato ogni giorno, pena l'avanzamento di deserto spirituale le cui conseguenze rischiano di essere peggiori di qualsiasi altro bombardamento. 








Foto: Osteria della memoria
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19 maggio 2016

Resoconto delle iniziative in ricordo del 73° anniversario dei bombardamenti


Gli eventi commemorativi del 73° anniversario dei bombardamenti su Civitavecchia si sono da qualche giorno conclusi. In quanto Comitato 14 Maggio, la cui denominazione e ragione d’essere sono legate all'impegno di tener vivo il ricordo intorno a questo drammatico evento, ci sentiamo di fare un breve resoconto su come tale data sia stata evocata nella nostra Città. 

Alla luce delle passate esperienze, esprimiamo subito la nostra soddisfazione sull'attenzione che quest’anno l’anniversario dei bombardamenti ha ricevuto da parte delle autorità locali così come anche da parte di alcune associazioni del territorio. Per la prima volta, forse da diverso tempo, sebbene noi non ne ricordiamo un precedente, è stata dedicata una locandina dall'Assessorato alla Cultura appositamente per commemorare la data del 14 maggio 1943, raccogliendo tutte le manifestazioni culturali organizzate dalla cittadinanza per questa ricorrenza: visite guidate, mostra fotografica, proiezione di documentario, presentazione di libro. (Non sono stati inclusi per ragioni burocratico-procedurali che superano la nostra comprensione, le cerimonie ufficiali presso i diversi monumenti - Piazza Vittorio Emanuele II e Cimitero - a ricordo delle vittime dei bombardamenti, che si sono tenute durante la mattinata). Un piccolo passo verso il giusto riconoscimento della portata di tale anniversario che, a nostro avviso, non può essere incluso semplicemente nel calderone degli eventi culturali previsti per il mese di maggio, com'è avvenuto fin'ora.

Ancora, per la prima volta da un po’ d’anni si è riusciti a coinvolgere le scuole mediante apposite giornate di approfondimento durante le quali, grazie a volontari competenti delle associazioni locali, è stata organizzata una mostra fotografica, con immagini della Città prima e dopo il bombardamento, e una proiezione di un documentario, con le testimonianze di sopravvissuti all'attacco, il tutto accompagnato con le spiegazioni della storica Lavinia D’Avena e di Francesco Cristini.
E’ importante far conoscere ai ragazzi il volto di Civitavecchia così come i loro antenati con ardore e amore per la propria terra l’avevano edificata al fine di trasmettere loro tale scintilla, che la deriva modernista del secondo dopoguerra non è stata capace di cogliere. E’ importante che loro sappiano che c’è stata una Rocca imponente, un Arsenale di Bernini, una Chiesa templare di Santa Maria nel cuore della Città e così via. E soprattutto, bisogna spiegare loro il contesto e le modalità con cui tali bombardamenti a tappeto sono stati perpetrati, colpendo la popolazione civile, in maniera tale che possano un giorno interrogarsi sul loro perché.

Da molto tempo, invece, non si sentivano come quest'anno le sirene delle navi e le campane delle chiese suonare contemporaneamente in occasione delle ore 15:25, il momento esatto del primo bombardamento alleato sulla Città. Si è riusciti così a creare una evocazione suggestiva che colpisca nel profondo i civitavecchiesi al fine di suscitare per quanto possibile la portata dell'immane tragedia riversatasi su Civitavecchia e i suoi abitanti.


Apprezziamo, inoltre, i riferimenti all'importanza della memoria quale elemento imprescindibile per costruire il futuro, accennati dal Sindaco di Civitavecchia nel suo discorso in occasione della cerimonia ufficiale presso il Monumento delle Vittime dei Bombardamenti, così come anche l’impegno, che ufficialmente e per la prima volta l’amministrazione si è assunto davanti ai cittadini, di continuare a promuovere le iniziative in ricordo della ricorrenza del 14 Maggio 1943 nonché di riqualificare l’area intorno al Monumento di via Mazzini. Il Comitato 14 Maggio, in quanto libera associazione di cittadini, farà in modo che tali promesse non cadano nel dimenticatoio, e ricordiamo che la memoria si onora non con promesse ma con i fatti.  


In fine, nonostante nessuno abbia menzionato il costante impegno, libero da qualsiasi tornaconto, dei volontari del Comitato 14 Maggio, nel mantenere il decoro del Monumento alle Vittime dei Bombardamenti, per noi il premio più grande e l'aver riportato all'attenzione delle autorità, e della cittadinanza, mediante il nostro agire quotidiano, anche quando i riflettori delle cerimonie sono ormai spenti, l'importanza dell'anniversario dei bombardamenti, che era ormai ricordato a singhiozzo e più che altro per un obbligo burocratico sterile. Al tempo stesso è stato accolta finalmente anche dall'amministrazione locale la necessità, ribadita in più occasioni, di riqualificare l’area nei pressi del Monumento di via Mazzini.

In occasione della cerimonia ufficiale, il Comitato 14 Maggio ha deposto un mazzo di fiori alla base del Monumento alle Vittime dei Bombardamenti e, insieme all'associazione Cinefotografica Civitavecchia, ha allestito in mattinata la mostra fotografica nel piazzale antistante, che nel pomeriggio è stata spostata presso la Cittadella della Musica.


Auspichiamo per il futuro una sempre e maggiore sensibilità dell'amministrazione locale per la data di 14 maggio che si traduca in azioni concrete di cura del Monumento e di coinvolgimento della cittadinanza in eventi volti a ricordare i tragici momenti del 1943. Al tempo stesso, auspichiamo una più stretta e proficua collaborazione con l’Ufficio Cultura, e un’organizzazione ancora più ambiziosa in occasione del prossimo anniversario del 14 Maggio, che coinvolga sempre più scuole, fino a includerle tutte. La memoria si onora ogni giorno e con i fatti. 





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