La nuova statua del bacio ci rappresenta nella memoria e nell'identità

Il posizionamento della statua “Il bacio della memoria di un porto” restituisce finalmente alla città un po’ di bellezza, di bontà e di giustizia

Incontro con il Sindaco per intitolare una piazza alle vittime dei bombardamenti

Il Comitato 14 Maggio ha avanzato una richiesta scritta di intitolare il piazzale compreso tra via Mazzini e Via Gorizia alle vittime civili dei bombardamenti anglo-americani

Anniversario della nascita dell'Optimus Princeps, il fondatore di Civitavecchia

Ogni nuovo Imperatore dopo Traiano veniva salutato dal Senato con l'augurio: possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano (Felicior Augusto, melior Traiano)

Recensione della nostra visita presso la Macchina del Tempo Civitavecchia

E’ una calda sera di agosto quella che ci vede, insieme ad alcuni simpatizzanti, in visita presso la Macchina del Tempo, progetto inedito a cura di Roberta Galletta, divulgatrice storica

14 maggio, Anniversario dei bombardamenti anglo-americani su Civitavecchia

Il Comitato ha deposto un omaggio floreale presso il Monumento alle Vittime civili dei Bombardamenti, partecipando alla cerimonia ufficiale insieme alle autorità locali per ricordare quanti hanno perso la vita durante la 1° incursione aerea alleata.

16 marzo 2016

Presenze templari in Civitavecchia

Servizio esclusivo di Sara Fresi 
Articolo pubblicato il 16 Febbraio 2016 su lacivettadicivitavecchia.it

Intervista a Vincenzo Valentini sulla Via Francigena ed i suoi diverticoli

Vicenzo Valentini, classe 1953, nato a Civitavecchia, vive e lavora a Tuscania. Studioso e ricercatore, sin dagli inizi, di Storia antica ed etruscologia, negli anni ha affinato la passione per la storia dell'Ordine dei Cavalieri Templari e del Medioevo. E' socio della Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani (dal 1985) e Segretario Nazionale della medesima (dal 1988). Nel 1992 ha fondato la casa editrice Edizioni Penne & Papiri; nell'anno giubilare del 2000 è nato il periodico quadrimestrale di studi medievali "Cronache Medievali" (edito dalla medesima), ed egli ne è Direttore Responsabile. Inoltre, Socio onorario della "Corporazione Arcieri Storici Medievali" (dal 2005) e Presidente del Centro Studi "L'Unicorno", con sede sempre a Tuscania (dal 2011). Già autore di libri e di numerosi articoli storici-scientifici sull'Ordine dei Cavalieri Templari, ha rilasciato un'intervista alla nostra Redazione, al fine di diffondere oltremodo la conoscenza di detto Ordine sul nostro territorio.

1) Ci sono presenze templari nel territorio di Civitavecchia? Se sì, quali sono? 

Certamente, si tratta di due Chiese: quella di Santa Maria, nel centro abitato, e quella di San Giulio (in epoca successiva conosciuta anche come Sant’Egidio, quando passò ai Cavalieri di Malta), nei pressi delle Terme di Traiano, lungo la strada che conduce ai Monti della Tolfa.

2) Quali documenti attestano la presenza dell'Ordine dei Templari su questo territorio? 

Entrambe le Chiese sopra citate figurano negli atti del processo contro i Templari, tenuto nello Stato Pontificio dall’ottobre 1309 al luglio 1310. Nei documenti è specificato che le medesime appartenevano all’Ordine.

3) Quale funzione ebbe il Porto di Civitavecchia rispetto alla presenza di detto Ordine? 

Non esiste documentazione in merito. Analizzando la presenza templare in altri Porti del Mediterraneo, si può ragionevolmente supporre che i templari utilizzassero quello di Civitavecchia per il trasporto di tutto il materiale necessario (viveri, armi, cavalli, denaro, ognialtro tipo di merce), oltre naturalmente ai Cavalieri, per sostenere la guerra in Terra Santa e nella Penisola iberica. In genere la rete capillare delle proprietà templari convogliava la produzione all’insediamento principale da cui dipendevano; da qui veniva indirizzata ai Porti per il successivo invio nelle zone di combattimento. Il Lazio settentrionale dipendeva dalla Chiesa di Santa Maria in Carbonara di Viterbo e probabilmente Civitavecchia era il suo punto di riferimento per le spedizioni.

4) Quali erano i compiti principali dei Templari (in generale) e, in particolare, di quelli stanziati a Civitavecchia?

Il compito principale dell’Ordine era quello della difesa dei Luoghi Santi e delle strade che vi convergevano. Dal momento che non esiste documentazione a proposito si può supporre che i Templari di Civitavecchia scortassero i pellegrini durante il viaggio in nave (navi spesso di proprietà dell’Ordine stesso) e successivamente lungo il percorso, attraverso i Monti della Tolfa, fino alla Cassia, passando per la Chiesa di San Giulio.

5) Per quale motivo l'Ordine dei Templari gestiva una struttura fuori dal centro abitato (ad oggi
sono visibili i resti del Campanile della Chiesa di S. Giulio)?

La Chiesa di San Giulio si trovava, come già accennato, lungo il diverticolo che univa la Via Francigena/Cassia al Porto di Civitavecchia e funzionava come tappa presso cui i pellegrini potevano rifocillarsi prima di riprendere il viaggio. Inoltre detta Chiesa aveva dei terreni nei dintorni, che venivano lavorati e sfruttati dai servitori dell’Ordine. I documenti del processo suddetto citano, a questo proposito, il nome di Vivolo di Villa Sancti Justini, che svolgeva le mansioni di agricoltore proprio a San Giulio.

6) Nell'area tra Viterbo e Roma ci sono altri edifici e strutture appartenute all'Ordine?

La presenza templare nel nord del Lazio è ben documentata dagli atti del processo, che in parte
si svolse a Roma e Viterbo. Da questi ultimi risultano le seguenti proprietà:
Roma: Santa Maria in Aventino (ora del Priorato)
Viterbo: Santa Maria in Carbonara
Bagnoregio: Santa Maria in Capita
Valentano: Santa Maria del Tempio (rudere)
Montefiascone: San Benedetto di Burleo (scomparsa)
Vetralla: San Biagio (scomparsa)
Tuscania: San Savino (rudere)
Marta: Santa Maria di Castellaraldo (restaurata)
Tarquinia: San Matteo (scomparsa)
Civitavecchia: Santa Maria (scomparsa)
Civitavecchia: San Giulio (ne resta solo il Campanile)
Castel Campanile (Ceri): Chiesa di San Lorenzo (rudere?)


Viene inoltre ipotizzata l’appartenenza all’Ordine del Tempio della Chiesa di Santa Maria a Sutri. Altra presenza documentata è quella di un castellano templare, fra’ Paolo, che ricoprì tale carica per conto del Papa a Cencelle e Montecocozzone, nel 1290; nella Rocca di Vulci e Castel Ghezzo, nel 1293.

7) In che modo fornivano aiuto e sostentamento ai pellegrini diretti nelle tre Peregrinationes
Maiores?

Come già accennato sopra, la missione dell’Ordine del Tempio era quella di difendere i Luoghi Santi e le strade che vi convergevano, oltre naturalmente i pellegrini che le percorrevano. Molti insediamenti templari, per questo motivo, si trovano lungo i tracciati delle Vie di pellegrinaggio (Francigena e Cammino di Santiago principalmente), fornendo scorta armata contro i pericoli del viaggio o luoghi di sosta, dove riposare durante il cammino.

8) Sul nostro territorio vi era l'afflusso di Pellegrini?

Vista la posizione strategica di Civitavecchia, sicuramente i medesimi sono passati per il Porto e per la strada verso i Monti della Tolfa, specialmente nell'anno 1300, in occasione del primo Giubileo. Non abbiamo però notizie più precise al riguardo, perché le fonti documentali disponibili non forniscono ulteriori elementi per fare un quadro esatto della situazione a Civitavecchia e nei dintorni: mancano infatti i nomi di eventuali personaggi, la quantità delle persone in transito, i periodi di passaggio, le direzioni prese (se da Civitavecchia o verso Civitavecchia)

9) Cosa ne pensa del progetto dell'Associazione Culturale "La Civetta di Civitavecchia" di sensibilizzare le Amministrazioni del territorio al fine di inserire quel tracciato, che collega Civitavecchia con Viterbo, un tempo meta di pellegrini e anche mercanti, all'interno del Progetto Europeo delle Vie Francigene?

A premessa della risposta, è nostro piacere informarla che mesi fa intrapresi alcune ricerche riguardo la figura dell'Arcangelo Michele. Successivamente, cercai di approfondire alcuni aspetti relativi all'Assimilazione, anche sotto l'aspetto culturale e sociale, di alcune caratteristiche Micaeliche da parte di popolazioni celtiche e germaniche. Dopo altre ricerche venni a conoscenza che nell'area dei Monti della Tolfa erano presenti toponimi germanici ed anche longobardi ed un sito di Culto Micaelico. Affrontai alcune letture di ricercatori e studiosi della Via Francigena che mettevano in rapporto la Strada, o meglio, i vari collegamenti stradali della Via Francigena, con quei percorsi effettuati dai Longobardi. Solo successivamente sfiorai il discorso dei Templari, in quanto venni a conoscenza del fatto che era un Ordine che, tra le varie funzioni, dava ospitalità ed assistenza ai Pellegrini diretti a Roma, Santiago di Compostela e Gerusalemme. Rispetto a quanto brevemente accennato, come Associazione Culturale abbiamo lanciato (già da alcuni mesi), un appello rivolto prima alla cittadinanza, ma anche appunto alle Amministrazioni per renderle partecipi di questi studi e della possibilità di inserire il tracciato suddetto al già esistente Circuito Europeo delle Vie Francigene. Al plurale (Vie Francigene), in quanto, a seguito di ulteriori ricerche, sono venuta a conoscenza anche del fatto che al suo interno vi sono percorsi, tracciati e strade secondarie di vario tipo (Cammino di Santiago, Strada dell'Angelo o Cammino Micaelico, Via Romea, Francigena del Sud, ecc...). Tutt'ora ci sono Amministrazioni che, forti della presenza dei Longobardi, dei siti micaelici e dei templari sui loro territori, hanno riscoperto i loro tracciati entrando a far parte del suddetto Circuito.

Il discorso è complesso perché non esiste un unico tracciato della Via Francigena, ma numerosi percorsi che si sono affiancati ed intersecati tra loro nel corso dei secoli a causa delle modificate condizioni meteorologiche, politiche, militari. È certo comunque che nel Lazio settentrionale la Via Francigena si sovrappose quasi per intero (tranne piccole varianti) al tracciato dell’antica Via consolare Cassia. Da questa Via (o vie) principale, poi, si snodavano percorsi minori di collegamento (in termine tecnico “diverticoli”), che univano la strada di pellegrinaggio con città importanti, porti marittimi o fluviali, al punto di ottenere una imponente rete viaria ramificata. Civitavecchia non si trovava sul percorso della Via Francigena/Cassia, ma costituiva il punto terminale di uno di questi diverticoli che, partendo da Sutri e passando attraverso i Monti della Tolfa, arrivava in città in prossimità del Porto; da qui i pellegrini provenienti dalla Via Francigena si imbarcavano per Roma e la Terrasanta, oppure sbarcavano per dirigersi appunto verso quella strada. Questo tracciato, che superava il fiume Mignone in località “Passo di Viterbo”, fu percorso da vari inviati papali (tra cui quello dell’Inquisizione di Viterbo contro i Templari), nonché da Papa Innocenzo IV che, nel 1244, per sfuggire dall’Imperatore Federico II, percorse questa strada da Sutri a Civitavecchia per imbarcarsi sulle galee genovesi e raggiungere Genova. Con ogni probabilità, durante il viaggio sostò presso la Chiesa templare di San Giulio. In conclusione, pur non essendoci rapporti diretti fra Civitavecchia e la Francigena, si può ragionevolmente affermare che la città era inserita nella rete viaria secondaria facente capo alla Strada di pellegrinaggio.


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3 marzo 2016

Il valore della civiltà sta nel dono di sè

Così alla sera io cammino a passi lenti tra il mio popolo e tacitamente lo circondo del mio amore. Sono soltanto inquieto per coloro che ardono di una vana luce, per il poeta pieno d’amore per la poesia ma che non scrive il suo poema, per la donna innamorata dell’amore ma che, non sapendo scegliere, non può divenire; tutti pieni di angoscia, poiché sanno che io li potrei guarire di questa angoscia se permettessi loro di fare quell’offerta che esige sacrificio, scelta e dimenticanza dell’universo. Perché il tal fiore esclude innanzi tutto ogni altro fiore. E tuttavia solo a questa condizione esso è bello. Così avviene per l’oggetto dello scambio. E lo stolto che va a rimproverare a quella vecchia il suo ricamo col pretesto che avrebbe potuto tessere qualcos’altro, preferisce dunque il nulla alla creazione. Così cammino e sento salire la preghiera nell’odore dell’accampamento nel quale tutto matura e si forma in silenzio, lentamente, senza quasi che ci si pensi. Il frutto, il ricamo o il fiore, per divenire, è nel tempo che sono immersi.
Durante le mie lunghe passeggiate ho capito che il valore della civiltà del mio impero non riposa sulla qualità dei cibi ma sulla qualità delle esigenze e sul fervore del lavoro. Questo valore non è dato dal possesso, ma dal dono di sé. E’ civilizzato innanzi tutto quell’artigiano che si ricrea nell’oggetto; in compenso egli diviene eterno, in quanto non teme più di morire. Ma quest’altro che si circonda di oggetti di lusso comperati dai mercanti, non ne trae alcun vantaggio se non ha creato nulla, anche se nutre il suo sguardo di cose perfette. Conosco quelle razze imbastardite che non scrivono più i loro poemi ma li leggono, che non coltivano più la loro terra ma si fondano anzitutto sugli schiavi. Contro di loro le sabbie del Sud preparano incessantemente nella loro miseria creatrice le tribù vive che saliranno alla conquista delle loro provviste morte. Non amo chi è sedentario nel cuore. Quelli che non offrono nulla non divengono nulla. La vita non servirà a maturarli, e il tempo per loro fluisce come una manciata di sabbia disperdendoli. Che cosa offrirò a Dio in loro nome?

Antoine de Saint-Exupéry, Cittadella
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20 febbraio 2016

Il piazzale antistante il Monumento alle Vittime dei Bombardamenti finalmente sgombero da oggetti abbandonati

La settimana scorsa avevamo segnalato la nostra intenzione di far rimuovere, dal piazzale antistante il Monumento di via Mazzini, il segnale stradale giacente abbandonato da diverso tempo. 

Il Comitato 14 Maggio, infatti, nel perseguire l'obiettivo della sua ragion d'essere, cioè la salvaguardia del Monumento alle Vittime dei Bombardamenti, inteso sia come spazio fisico che come memoria viva da onorare con i fatti, si è attivato, nel corso del tempo, per la rimozione della discarica a cielo aperto che si era formata nel piazzale, così come anche per le bici che regolarmente venivano parcheggiate in loco. 

Oggi, diamo notizia che, a seguito della nostra segnalazione, anche il segnale stradale sopra menzionato è stato rimosso e, per la prima volta da diverso tempo, il piazzale è sgombero, mentre il Monumento gode, finalmente, di un relativo rispetto per la sua importanza simbolica, volto a tenere vivo il ricordo della tragedia che si è riversata sopra la popolazione civile, ma anche unito il legame tra le generazioni e con la storia di questa terra.

Comitato 14 Maggio








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17 febbraio 2016

Comunicato: La memoria civitavecchiese, contraffatta e insultata

Il Comitato 14 Maggio desidera attirare l’attenzione alle autorità locali sulla superficialità con cui continuano ad approssimarsi verso la memoria di Civitavecchia e, in particolare, verso la ferita rappresentata dai bombardamenti subiti durante la Seconda Guerra Mondiale.
In proposito, il Comitato segnala lo stato di totale abbandono del cosiddetto “Luogo della Memoria”, situato in via Trieste, consistente in un palazzo in rovine, con tanto di targa commemorativa del Comune, dove negli anni passati venivano organizzate le cerimonie ufficiali in occasione della drammatica data del 14 Maggio. Se da un parte le testimonianze storiche e fotografiche indicano che in realtà il “Luogo della Memoria” è un finto storico (vedi foto a destra), poiché l’edificio in questione non fu colpito durante i bombardamenti ma crollo molto più tardi, dall’altra consideriamo che, se si ha la pretesa che il Luogo della Memoria rappresenti quei tristi episodi della storia civitavecchiese, esso deve ricevere l’attenzione che merita un monumento commemorativo del martirio di Civitavecchia. Invitiamo pertanto il Comune a prestare una maggiore attenzione e cura a tale sito.


 Non possiamo esimerci, inoltre, dal non segnalare la scelta infelice della frase riportata sulla targa commemorativa sopramenzionata. Si tratta, infatti, di una citazione sul “valore della pace” dell’uomo politico statunitense Benjamin Franklin. Trattandosi della memoria e dell’identità civitavecchiese, ci domandiamo, ma è possibile che non si è potuto ricorrere semplicemente all’esempio o al genio letterario di una personalità locale o nazionale? È coerente  che dopo che la Città ha dovuto subire i bombardamenti statunitensi, adesso, le future generazioni si debbano accollare anche la morale “pacifinta” dei carnefici?
Un’amara gaffe, che a nostro avviso, dimostra quanto siano distante queste persone dalla Città, che dietro il finto amore per Civitavecchia, in realtà si sono mossi solo per loschi interessi di passerella.

Comitato 14 Maggio
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21 gennaio 2016

Bilancio attività del Comitato 14 Maggio per l'anno 2015


Il 2015 è passato e per il Comitato 14 Maggio è tempo di fare un bilancio delle sue attività. A partire dalla sua fondazione il Comitato si è subito adoperato, al fianco delle autorità pubbliche locali, nella commemorazione delle vittime dei bombardamenti,  in occasione della ricorrenza annuale degli attacchi sulla popolazione civile avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale. 

Prioritario per il Comitato è inoltre il decoro del Monumento alle Vittime dei Bombardamenti motivo per cui ci si è attivati nella pulizia del piazzale antistaste la lastra commemorativa di via Mazzini, dove annualmente, a seguito delle cerimonie ufficiali e lo spegnimento dei riflettori, l’intera zona si trasforma in parcheggio per bici e cumuli di immondizia. 
Nel mantenere il decoro della zona, il Comitato ha fatto le dovute segnalazioni alla autorità competenti, ha sensibilizzato la cittadinanza mediante comunicati stampa, ha piantato fiori, ha provveduto al posizionamento di appositi cartelli  nei pressi del Monumento e, mediante l’impegno diretto dei propri membri nelle pulizie, non senza l'ausilio dei negozianti della zona, ha dato l'esempio.



- 14 maggio: Fondazione del Comitato 14 Maggio e deposizione di fiori in occasione della cerimonia ufficiale del 72°anniversario dei bombardamenti alleati su Civitavecchia.

- 14 settembre: Denuncia pubblica del parcheggio selvaggio di biciclette davanti al Monumento alle Vittime dei Bombardamenti e installazione di appositi cartelli che invita a maggior riguardo verso la Lapide posta in ricordo di quanti persero la vita sotto le bombe nel 1943.

- 21 settembre: Segnalazione alle autorità competenti dell'abbandono di rifiuti nei pressi del Monumento alle Vittime dei Bombardamenti.

- 30 settembre: Pulizia del Monumento alle Vittime dei Bombardamenti di via Mazzini e la deposizione di 10 gerani nei vasi antistante la lastra commemorativa.

- 9 ottobre: Posizionamento di appositi cartelli che invitano ad un maggior riguardo nei confronti del Monumento ai morti nei bombardamenti. 

Comitato 14 Maggio




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17 gennaio 2016

Petizione per ritirare la legge che equipara i disertori agli eroi della Prima Guerra Mondiale.


Invitiamo tutti coloro che ci seguono a firmate la petizione, promossa dal Comitato 10 Febbraio, contro l'assurda proposta di legge che equipara i disertori agli eroi della Prima Guerra Mondiale. Di seguito il testo della petizione. 

La Camera dei Deputati ha recentemente approvato all'unanimità (un solo astenuto) un disegno di legge che prevede la completa riabilitazione militare di tutti i soldati italiani fucilati, nel corso della Prima Guerra Mondiale, dai tribunali militari con l'accusa di diserzione, fuga di fronte al nemico, rivolta e ammutinamento.
In caso di approvazione tutti i soldati italiani fucilati per aver disertato saranno equiparati agli eroi caduti per l'Italia.
L'articolo 2, in particolare, prevede l'affissione, in un'ala del Vittoriano in Roma, di una targa nella quale la Repubblica "rende evidente la sua volontà di chiedere il perdono di questi nostri caduti".
Per questo, pur condividendo la doverosa pietà umana nei confronti di questi nostri compatrioti, il Comitato 10 Febbraio chiede il ritiro della proposta di legge in quanto il riconoscimento militare di quanti fuggirono dal campo di battaglia rappresenterebbe un definitivo discredito nei confronti della memoria di Cesare Battisti, Nazario Sauro, Enrico Toti e dei tanti eroi che affrontarono la morte pur di difendere la Patria e la libertà.

"Se chi diserta ha la stessa dignità di chi combatte, cosa diventa lecito pensare di quelli che, nonostante tutto, scelgono di obbedire agli ordini? E che cosa pensare, poi, di quelli che, rispettando gli ordini, addirittura muoiono in combattimento?" Angelo Panebianco

Per firmare clicca qui.
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9 gennaio 2016

Un nuovo libro sulle stragi dei bombardamenti alleati: "1944. La distruzione. La guerra aerea in Italia e le sue conseguenze."



Il prof. Francesco Demattè offre con questo intervento una meditata e sofferta sinossi del libro di Giuseppe Scalici: "1944. La distruzione. La guerra aerea in Italia e le sue conseguenze."
Una pesante responsabilità delle forze partigiane nella strage di migliaia di civili innocenti.



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Comitato 10 Febbraio

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Movimento per la Vita - Civitavecchia