La nuova statua del bacio ci rappresenta nella memoria e nell'identità

Il posizionamento della statua “Il bacio della memoria di un porto” restituisce finalmente alla città un po’ di bellezza, di bontà e di giustizia

Incontro con il Sindaco per intitolare una piazza alle vittime dei bombardamenti

Il Comitato 14 Maggio ha avanzato una richiesta scritta di intitolare il piazzale compreso tra via Mazzini e Via Gorizia alle vittime civili dei bombardamenti anglo-americani

Anniversario della nascita dell'Optimus Princeps, il fondatore di Civitavecchia

Ogni nuovo Imperatore dopo Traiano veniva salutato dal Senato con l'augurio: possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano (Felicior Augusto, melior Traiano)

Recensione della nostra visita presso la Macchina del Tempo Civitavecchia

E’ una calda sera di agosto quella che ci vede, insieme ad alcuni simpatizzanti, in visita presso la Macchina del Tempo, progetto inedito a cura di Roberta Galletta, divulgatrice storica

14 maggio, Anniversario dei bombardamenti anglo-americani su Civitavecchia

Il Comitato ha deposto un omaggio floreale presso il Monumento alle Vittime civili dei Bombardamenti, partecipando alla cerimonia ufficiale insieme alle autorità locali per ricordare quanti hanno perso la vita durante la 1° incursione aerea alleata.

23 giugno 2023

Simbolismo e usanze del solstizio d'estate | giugno 2023


Nell’Odissea, Omero ci parla dell’antro di Itaca in cui si aprono due porte: “l’una volta, a Borea, è la discesa degli uomini, l’altra, invece, volta a Noto, è per gli dèi, e non la varcano gli uomini, ma è il cammino degli immortali “(XIII, 102,112). L’enigma fu studiato dal neoplatonico Porfirio di Tiro (II sec. d. C.) che, riprendendo l’esegesi di Numenio di Apamea ( II sec. d. C.), vide nella spelonca omerica il simbolo del cosmo che comunica col cielo attraverso due porte: la prima, rivolta a nord verso il Tropico del Cancro – la via della discesa delle anime che giungono all’incarnazione – la seconda riservata al cammino di risalita degli immortali intesi, questi, non come dèi ma come le anime che “sono immortali per essenza” (Porfirio – de antro Nympharum 21/23). Questa seconda era rivolta verso il Tropico del Capricorno. Le porte di Itaca sono il riferimento più perspicuo ai punti solstiziali: estivo ed invernale. Quello estivo cade, per nota dottrina, il 21 giugno con i raggi solari che spiombano a 90° sul Tropico del Cancro. E’ il punto astronomico in cui il sole sembra fermarsi solis statio per poi riprendere il suo moto apparente di regressione a mo’ di gambero o di granchio – così afferma Macrobio (Saturnalia, I, 17/63) – culminando la sosta il 24, festa di San Giovanni Battista, che gli inglesi chiamano “Midsummer day” – giorno di mezza estate. In questo giorno accadono, secondo antiche leggende, fatti straordinari come il transito di forze benefiche, la discesa di miele, acqua celeste, luce. Da questo momento il sole comincia a declinare con conseguente riduzione di luce diurna. E’, questa, la fase del “San Giovanni che piange” contrapposta, per simmetria cronologica, al “San Giovanni che ride” del 27 dicembre – San Giovanni Evangelista – durante il quale il sole riprende la risalita. Molti fenomeni astronomici, suggerisce Giorgio di Santillana, sono innestati a momenti di attività agresti che hanno modellato usi e costumi e culture antiche. Dopo l’esplosione della “verde” energia primaverile, avviene il miracolo della maturazione dei frutti e delle mèssi. La spiga del grano ne è il simbolo più sacralmente significativo, riunendo in sé due aspetti di straordinaria semantica: quello solare della torrida doratura esterna e quello lunare della farina che nasce dal tormento della molitura. Fiorisce la felce maschio che in Germania è detta “Walpurgiskraut” perché si crede che nella notte magica di Valpurga del 24 giugno-descritta da Goethe (Faust. I notte di Valpurga/ Il Notte di Valpurga classica) e musicata da F. Mendelssohn-Bartholdy in forma di balletto, le streghe si servono di questo arbusto per rendersi invisibili. Fiorisce l’iperico, una delle tante “erbe di san Giovanni” che, oltre a fornire essenze liquorose tipiche del distillato “Alpestre”, protegge dai satanelli e dagli spiriti dell’aria e che, secondo Dioscoride Pedanio, guarisce dai morsi dei serpenti e dall’epilessia. E poi si celebra l’aglio – allium sativum – di cui ricordiamo la filastrocca ”Aglie e fravaglie / fattura che non quaglie. Corne e bicorne / capo alice e capa d’aglio…” o anche il proverbio “Per San Zuanne chi non compra l’aglio / per tutto l’anno non avrà guadagno”. Fiorisce l’artemisia, sacra ad Artemide e capace di allontanare demoni e conferire il dono della divinazione. In alcune parti d’Italia si usa farne scivolare, nascostamente, alcune foglie sotto il cuscino d’un malato. Se costui si addormenta la guarigione è vicina. 

Molte son ancora le piante  dedicate al culto solstiziale. Il lauro a cui si riferisce il mito di Apollo e della ninfa Dafne, simbolo di vittoria e di poesia (laurea); la cicoria che una leggenda romena dice essere stata una donna meravigliosa (Donna Floridor) mutata in questa umile composita per il rifiuto di concedersi al sole innamoratosi di lei; il girasole, bussola vegetale che si orienta da est ad ovest e che, sol calando, chiude i petali componendosi come donna che veli il volto con i capelli; la camomilla, la fragola, e poi l’incenso, che richiama il doppio mito della fenice risorgente e di Latona, la madre di Apollo che, prossima a partorire, si accostò a una palma (Phoenix) “Ne cinse il fusto con le braccia e le ginocchia puntò sul soffice prato / Sotto di lel sorrise la terra e il dio balzò alla luce” (Inno omerico ad Apollo, 115/117).

In questa notte “magica”, le popolane romane, nei tempi andati, usavano sciamare sui prati antistanti la basilica del Laterano, ed ivi, consumando lumache cucinate in salsa piccante e annegate in fiumi di vino tosto, si accoccolavano con la parti intime, nude, a contatto dell’erba rugiadosa quale rito propiziatorio per una feconda prole. Una strofetta maliziosa e ariosa cantava: “la notte delle streghe è la più corta / m’ha detto micia micia Agustarella. / Prima che spunta er sole n’antra vorta/ te faccio riassaggia’ la ciumachella”. Innumerevoli sono le celebrazioni folcloriche e religiose in onore di S. Giovanni Battista. Ne ricordiamo una molto spettacolare che si svolge dal 17 al 24 a Ciutadella de Menorca, nelle baleari, ove, dopo processioni, cortei, sacre rappresentazioni e fanfare, officiata la santa Messa nel santuario del patrono, prende il via, lungo le strade addobbate, il vorticoso carosello equestre con esecuzione di giochi medievali e acrobazie. Ma il solstizio d’estate non investe, col suo simbolismo, solo il mondo vegetale o la scenografia delle usanze, ma informa di sé anche il mondo musicale. Abbiamo detto di Goethe e del suo “Faust” la cul “Notte di Valpurga” fu musicato da Mendelssohn. Vogliamo ricordare anche un’altra famosa composizione, quella “Notte sul Monte Calvo” di M. Mussorgskij, il cui titolo originale, bisogna sapere, era “La Notte di San Giovanni sul Monte Calvo”, con testo letterario di N. Gogol, rimasta in fase di abbozzo e rielaboratae compoletata da Rimskij Korsakov. Vi si descrive, con straordinari impasti timbrici e orchestrali, il sabba infernale di streghe e di satanassi che danzano sul monte Calvo, nei pressi di Kiev. “Suoni sotterranei” – dice il primo abbozzo, in attesa del dio Chernobog. Al culmine dell’orgia si ode, lontano, il rintocco d’una campanella con il flauto che si espande in una dolcissima melodia: sparisce il vortice demoniaco mentre l’alba annuncia un sole vittorioso. Il solstizio estivo fu, inoltre, misura e riferimento agli Egizii per la costruzione delle piramidi e dei colossi di Memnone, agli Incas per la porta solare di Cuzco, agli antichi celti per il cerchio di Stonehenge, agli etruschi di Cerveteri per calibrare un pertugio nella tomba Regolini-Galassi da dove – così racconta il compianto Pasquale Cotzia (Corriere del litorale – anno XXX-maggio/giugno 2001. pag. 13), nel giorno solstiziale, un raggio entra ad illuminare l’ipogeo; all’imperatore svevo Federico II per l’ottagonale Castel del Monte. Proprio nel periodo del solstizio estivo, l’astronomo e matematico Eratostene di Cirene (275-195 a. C.) calcolando l’angolo delle ombre tra Syene (odierna Assuan) ed Alessandria, riuscì a stabilire la circonferenza della terra in 250.000 stadii pari a circa 36.000 Km.

Noi, intanto, restiamo in attesa di vedere, come ci dicono i Sardi, nel giorno 24, il sole saltare tre volte sul mare, al tramonto, come per tre volte rimbalzò la testa del Battista appena spiccata dal busto, mentre sul tropico del Cancro, “la terra perde ombra” (Purg. XXX,89) perché “…cardine summo, stat librata dies… tam brevis in medium radiis com pellitur umbra”, e cioè: sta librato al sommo il giorno … e l’ombra è ristretta al centro dei suoi raggi (Lucano-Farsaglia IX,528/531).

Luciano Pranzetti 


(via aurhelio.it)


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19 maggio 2023

Conferenze in memoria del 14 maggio '43 | 80° anniversario dei bombardamenti alleati



20.05.2023, presso la Rocca medievale nel porto storico di Civitavecchia, serie di conferenze organizzate dal Fondo Ranalli, con il patrocinio e il supporto del Comune di Civitavecchia, dell'Autorità Portuale, del Ministero per i Beni Culturali e della Fondazione Ca. Ri. Civ. 

17:00 - "Un giovane arrivato a Civitavecchia in piena ricostruzione", prof. Giorgio Vercesi

18:00 -  “Il volto sfigurato di Civitavecchia”, dott.ssa Roberta Galletta

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18 maggio 2023

Le attività commerciali a Civitavecchia fino al '43 | 80° anniversario dei bombardamenti alleati

 

Corso Umberto I, nota anche come la Prima Strada, oggi Corso Marconi

Continua la serie di incontri in occasione degli 80 anni dal 1° bombardamento su Civitavecchia, organizzati dal Fondo Ranalli, con il patrocinio e il supporto del Comune di Civitavecchia, dell'Autorità Portuale, del Ministero per i Beni Culturali e della Fondazione Ca. Ri. Civ. 

Il 18 maggio, alle ore 17, all'interno della Rocca medievale al Porto Storico di Civitavecchia., Pietro Mancini sosterrà la conferenza: Attività commerciali ed industriali a Civitavecchia fino al 14 maggio 1943.


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17 maggio 2023

Serie di conferenze dedicate a Civitavecchia ante e post-'43 | 80° anniversario dei bombardamenti alleati

 


In occasione degli 80 anni trascorsi dal primo bombardamento ad opera degli anglo americani su Civitavecchia avvenuto il 14 Maggio 1943 il Fondo Ranalli, con il patrocinio e il supporto del Comune di Civitavecchia, dell'Autorità Portuale, del Ministero per i Beni Culturali e della Fondazione Ca. Ri. Civ. organizza il 17 maggio una serie di conferenze  all'interno della Rocca Medievale al Porto Storico di Civitavecchia.

17:00 Esibizione: Associazione “Il Timone” (scalinata di Porta Livorno)

17:30 Conferenza: “Intervento di valorizzazione del Complesso Monumentale dell’Antica Rocca”. arch. Enza Evangelista

18:00 Conferenza: “Monumenti di Civitavecchia, il Pirgo”, Marina Ferrari

18:30 Conferenza: “Anni 30 e 40 nella Civitavecchia del XX secolo”, dott.ssa Roberta Galletta

19:00 Conferenza: “Dal bombardamento allo sfollamento”, prof. Mario Camilletti



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16 maggio 2023

Testimonianze, letture e proiezione | 80° anniversario dei bombardamenti alleati



In occasione degli 80 anni trascorsi dal primo bombardamento ad opera degli anglo americani su Civitavecchia avvenuto il 14 Maggio 1943 il Fondo Ranalli, con il patrocinio e il supporto del Comune di Civitavecchia, dell'Autorità Portuale, del Ministero per i Beni Culturali e della Fondazione Ca. Ri. Civ. organizza una serie di eventi, con convegni, mostre, proiezioni e racconti che si svolgeranno all'interno della Rocca Medievale al Porto Storico di Civitavecchia.


16 Maggio 2023


17:00 - Testimonianze: a cura di Pietro Mancini

17:30 - Lettura: “Gente dell’aria”, dott. Carlo Alberto Falzetti

18:00 - Testimonianze: “Memorie familiari” omaggio al Corpo dei Vigili del Fuoco, Giuseppe Bellu

18:30 - proiezione: “Una città di sfollati”, Giovanni Massarelli

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15 maggio 2023

Commemorazione delle vittime civili dei bombardamenti alleati su Civitavecchia 14/05/1943 - 14/05/2023 | Comunicato

Come ogni anno il Comitato 14 Maggio ha portato un omaggio alla memoria delle vittime civili dei bombardamenti alleati presso la Lapide monumentale in Largo Caduti 14 Maggio, nell'ambito della cerimonia commemorativa affianco alle autorità civili, militari ed ecclesiastiche locali. Il 14 maggio '43 ebbe inizio il primo della lunga serie di 86 bombardamenti a tappeto su Civitavecchia che colpirono oltre al porto l'intera infrastruttura civile e le abitazioni lasciando alle spalle centinaia di vittime, migliaia di sfollati è una città per il 90% rasa al suolo. Ricordare questa data significa non dimenticare le sofferenze dei civili che perirono sotto le bombe cultivando il legame intergenerazionale e prendendo conscienza dell'inestimabile patrimonio architettonico distrutto dalle bombe, testimonianza del genio e dei canoni di bellezza dei nostri avi. 


Il Direttivo del Comitato 14 Maggio








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14 maggio 2023

14 maggio 1943 - 2023 | Bombardamento di Civitavecchia da parte degli anglo-americani

 
Venerdì 14 Maggio 1943. 
In quel giorno di maggio, mentre la città intorpidita ed assonnata da una calura quasi estiva, riprendeva lentamente, le attività pomeridiane, 48 fortezze volanti americane, provenienti dalla Tunisia, in tre ondate successive, effettuarono un tragico bombardamento aereo che rase al suolo Civitavecchia e che uccise migliaia di persone inermi.   

Alle ore 15,15 - 15,20, volando controsole e molto bassi sul mare, gli aerei alleati arrivarono a Civitavecchia da Ovest. In vista della costa, i caccia di scorta precedettero i bombardieri e, virando sopra Borgo Odescalchi, presero di filata la fascia costiera.  

Nel frattempo sulla città da una quota di 20 angeli (20.000 piedi - 6.000 metri) (De Simone 1993), erano state scaricate, senza preavviso ed allarme, centinaia di bombe ad alto potenziale esplosivo che provocarono morte e distruzione. 

 Alle ore 15,40, a missione compiuta, gli aerei, senza aver subito perdite (la contraerea non aveva sparato neanche un colpo) si allontanarono per ritornare alla lontana base africana.

I sopravisuti, con la faccia annerita dalle esplosioni e con i vestiti imbiancati dalla polvere finissima dei calcinacci, come pallide ombre, vagavano disperati tra i cadaveri straziati, tra il fumo acre e soffocante degli incendi e il rumore sinistro dei fabbricati che crollavano, alla ricerca di parenti e amici dispersi. Quanti furono i morti? Nessuno lo potrà mai dire con certezza, troppi corpi rimasero per sempre sepolti sotto le macerie e nelle navi affondate; gli elenchi dei militari andarono inoltre dispersi, sia a causa delle esplosioni, sia per la comprensibile confusione che seguì il bombardamento.  

Il bombardamento su Civitavecchia, vicinissima a Roma, oltre che perseguire fini militari instaurò una strategia del terrore che aveva come scopo di impaurire la popolazione nel tentativo di destabilizzare il governo di Mussolini. 

Il 17 maggio 1943, cioè tre giorni dopo, aerei americani lanciarono su Roma tonnellate di manifestini che minacciavano a chiare note di bombardare le città finche gli italiani sarebbero rimasti alleati della Germania (De Simone 1993, 47)


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Comitato 10 Febbraio

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Movimento per la Vita - Civitavecchia