La nuova statua del bacio ci rappresenta nella memoria e nell'identità

Il posizionamento della statua “Il bacio della memoria di un porto” restituisce finalmente alla città un po’ di bellezza, di bontà e di giustizia

Incontro con il Sindaco per intitolare una piazza alle vittime dei bombardamenti

Il Comitato 14 Maggio ha avanzato una richiesta scritta di intitolare il piazzale compreso tra via Mazzini e Via Gorizia alle vittime civili dei bombardamenti anglo-americani

Anniversario della nascita dell'Optimus Princeps, il fondatore di Civitavecchia

Ogni nuovo Imperatore dopo Traiano veniva salutato dal Senato con l'augurio: possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano (Felicior Augusto, melior Traiano)

Recensione della nostra visita presso la Macchina del Tempo Civitavecchia

E’ una calda sera di agosto quella che ci vede, insieme ad alcuni simpatizzanti, in visita presso la Macchina del Tempo, progetto inedito a cura di Roberta Galletta, divulgatrice storica

14 maggio, Anniversario dei bombardamenti anglo-americani su Civitavecchia

Il Comitato ha deposto un omaggio floreale presso il Monumento alle Vittime civili dei Bombardamenti, partecipando alla cerimonia ufficiale insieme alle autorità locali per ricordare quanti hanno perso la vita durante la 1° incursione aerea alleata.

27 agosto 2018

Un impulso per il futuro turistico di Civitavecchia, svincolato da servitù dannose per la salute


Nel 2025 è prevista l'abolizione del carbon fossile come combustibile nelle centrali elettriche. Ecco perchè occorre già da adesso pensare a tutta l'area a nord del porto come importante polo turistico costituito dall'area naturalistica protetta della Frasca con le annesse aree archeologiche. La parte iniziale della Frasca potrebbe ottenere, non essendo in contrasto paesaggistico, la destinazione d'uso per un campo da golf utilizzando il terreno attualmente brullo a prato e qualche laghetto. In area non di competenza ex ARSIAL, e attualmente utilizzato da un cantiere al servizio di ENEL, potrebbe nascere un resort per i frequentatori del campo da golf e per i turisti. A fianco, più a sud, in area Enel, le due cupole potrebbero benissimo essere adattate a palazzetto del ghiaccio e a palazzetto polifunzionale. Attiguo alle due cupole potrebbe infine sorgere un parco dei divertimenti e nell'area degli ex depositi un centro nazionale dell'ENEL per le energie rinnovabili. Solo così, pur perdendo le sostanziose compensazioni ENEL, si potrebbe avere un'altra risorsa economica svincolata da servitù dannose per la salute.

Francesco Etna
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21 agosto 2018

Porto di Civitavecchia e le orme dell'antica configurazione dell'architetto Apollodoro di Damasco

Pubblichiamo la ricostruzione del concittadino Francesco Etna che, su una foto di fine '800 mostra l'antica isola frangiflutti, sulle orme di quella romana, sovrapposta all'attuale configurazione portuale.


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19 agosto 2018

Prof. Brancato: E' come se Civitavecchia avesse perduto oltre l'identità architettonica anche quella storica

Ai margini del nostro comunicato relativo al Natale di Civitavecchia, pubblichiamo di seguito la riflessione pervenutaci dal prof. Nicolò Giuseppe Brancato, archeologo e studioso di Epigrafia Latina di fama internazionale. Come di seguito affermato dal professore, anche il Comitato 14 Maggio coglie l'opportunità per ribadire che è lungi da noi voler attribuire responsabilità a specifiche Amministrazioni o associazioni. La questione è molto più generalizzata e profonda e riguarda semmai ogni singolo cittadino.

"Avete perfettamente ragione!

Si tratta di una situazione incancrenita, che partendo dalla cementificazione dei resti romani su corso Marconi nel dopoguerra (resti messi in luce da poco dalla Sovrintendenza), passa attraverso la scomparsa delle necropoli dei classiari (se è vero, come mi si riferisce, che una di esse è stata ricoperta da dal moderno palazzone ospitante l'Agenzia delle Entrate ed un supermercato), passa per l'occultamento di resti romani in piazza Garibaldi, il cui ricordo è stato dapprima sostituito da un muretto che avrebbe dovuto alludere alle strutture murarie risepolte, e poi trasformato in  non so cosa, per l'assenza sino a pochissimi anni fa di qualsiasi indicazione turistico-archeologica che accennasse alle Terme di Traiano o ad altri monumenti di interesse.

E' come se Civitavecchia avesse perduto, a seguito delle distruzioni belliche, oltre che la propria identità architettonica, anche quella storica, e questo indipendentemente dal succedersi delle varie Amministrazioni.

Buon lavoro, amici del Comitato 14 maggio,

Nicolò Giuseppe Brancato"



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28 luglio 2018

Comunicato | Natale di Civitavecchia | Festa senza il fondatore, ma con il saccheggiatore


Il 28 e il 29 luglio l’Amministrazione cittadina, insieme ad alcune associazioni del territorio, hanno organizzato una serie di eventi ed attività per celebrare la ricorrenza del Natale di Civitavecchia, anticipando l’usanza che si era soliti festeggiare il 15 di agosto. 

Una fondazione quella della nostra città che si deve alla volontà dell’Imperatore romano Traiano, che forte delle campagne condotte in Dacia (101 – 106 d.C.) ha voluto dotare la capitale dell’Impero, Roma, di un porto grande e sicuro, più di quanto non lo fosse quello di Ostia. Ad essere incaricato del compimento di tale importante e delicata missione è stato il più grande architetto di allora, Apollodoro di Damasco. I lavori ebbero inizio nel 107 d.C. con l’edificazione del porto e della città, dando a quest’ultima la ben conosciuta impronta romana, tracciandone innanzitutto il cardo e il decumano, oggi grosso modo Corso Marconi e Corso Centocelle.



A fronte delle origini romane di Civitavecchia, grazie alle quali la città oggi si trova sulle mappe, il Comitato 14 Maggio segnala come non sia stato previsto alcun evento o attività volte ad evocare le radici della città e rendere omaggio a chi l’ha fondata e resa grande. 

Al contrario, leggendo il cartellone degli eventi, notiamo come, mediante il “Palio Marinaro del Saraceno” ad essere ricordato è chi questa città l’ha saccheggiata e distrutta. Osserviamo una bizzarra analogia etno-masochista, già segnalata in passato, con la statua denominata “Bacio del Mare” o “Resa incondizionata” collocata fino a qualche anno fa nella centralissima marina, evocante chi Civitavecchia l’ha rasa al suolo per il 90% a suon di bombardamenti sui civili e sulle chiese, mentre la statua dell’Optimus Princeps, il fondatore, è stata relegata a svolgere il ruolo di spartitraffico in una rotonda nascosta nel porto. 

Riteniamo che non si possono avere cittadini responsabili che abbiamo la forza e la gravitas nel loro impegno verso lo Stato e, nel caso in esame verso la propria città, con un’evocazione della storia e degli eventi che nient’altro chiede se non di disimpegnarsi di fronte alle figure esemplari ed eroiche del proprio passato. 

Per questo il Comitato 14 Maggio, nel quadro degli eventi celebrativi della fondazione di Civitavecchia ci tiene a ricordare, in controtendenza, la figura dell’Imperatore Traiano, esempio di Uomo e di Condottiero rispettoso dei Mos Maiorum e distintosi per il suo grande senso della Giustizia, tanto che lo stesso Dante lo riporta alla memoria nella Divina Commedia ponendolo in Paradiso, nel Cielo di Giove, e precisamente fra i sei spiriti giusti che formano l'occhio della mistica aquila.

Comitato 14 Maggio



Foto: romaports.org; civitavecchia.portmobility.it; ilfaroonline.it





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23 giugno 2018

La Tradizione nella festa di San Giovanni

Giovanni Battista, venerato da tutte le Chiese cristiane e considerato santo da tutte quelle che ammettono il culto dei Santi, è una delle personalità più importanti dei Vangeli. Secondo il Cristianesimo, la sua vita e predicazione sono costantemente intrecciate con l’opera di Gesù Cristo; insieme a quest’ultimo, Giovanni Battista è presente anche nel Corano col nome di Yaḥyā[4] come uno dei massimi profeti che precedettero il Profeta Mohammed (as). Morì intorno al 35 d.C

La raccolta delle erbe nella notte di San Giovanni
Le erbe raccolte in questa notte hanno poteri miracolosi. L’erba di San Giovanni, l’iperico, i cui fiori durano un giorno e una volta appassiti, strofinando i petali con le dita, macchiano di rosso. L’artemisia, chiamata anche assenzio, la protettiva verbena, detta “erba della doppia vista”, poiché bevendone l’infuso si possono vedere realta’ nascoste, le bacche di ribes rosso, l’aglio, la cipolla, la lavanda, la ruta, il rosmarino, la mentuccia….l’erica, che raggiunge la massima fioritura in questo periodo …. 
Con i fiori e le foglie di lavanda, iperico, rosmarino, ruta e mentuccia, immersi in fusione nell’acqua, si ottiene l’acqua di San Giovanni; si lascia il catino per tutta la notte all’aperto e alla mattina le donne usano quest’acqua per lavarsi, per aumentare la bellezza e allontanare le malattie. Le erbe raccolte vengono utilizzate per preparare infusi e liquori, ogni paese ha il suo e solo suo, “elisir d’erbe”.

24 Giugno – San Giovanni 
“René Guénon sostiene che la festa di Giano era celebrata a Roma dai Collegia fabrorum ai due solstizi: le feste sarebbero poi diventate quelle dei due Giovanni per la somiglianza fonetica fra Ianus e Iohannes. Ovvero i due Giovanni avrebbero impersonato nei due solstizi le funzioni del Cristo come «chiave» delle due porte”.

A. Cattabiani – Calendario (via Centro Studi Aurhelio)
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22 giugno 2018

Festa di San Giovanni a Civitavecchia, 24 giugno

Il 23 e 24 giugno presso piazza Aurelio Saffi avrà luogo la Festa di San Giovanni con la consueta lumacata organizzata dai ristoratori locali per omaggiare la tradizione civitavecchiese.


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20 giugno 2018

Prof. Mario Polia | La concezione tradizionale della festa e del tempo


Mario Polia (Roma, 20 maggio 1947) è uno storico, antropologo, etnografo, e archeologo italiano, specialista in antropologia religiosa e storia delle religioni.
 
« La nostra epoca non sa più godere, perché non ha saputo accettare il dolore come fonte dell'umana esistenza. Sfiaccato dalle comodità, soffocato dal ritmo della vita, sazio di piaceri, che non sanno proporre altro al di là di se stessi, il cuore si stordisce ed allontana lo spettro della morte senza, peraltro, superarne il timore »
(Mario Polia in "Mio padre mi disse. Tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina")




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