La nuova statua del bacio ci rappresenta nella memoria e nell'identità
Il posizionamento della statua “Il bacio della memoria di un porto” restituisce finalmente alla città un po’ di bellezza, di bontà e di giustizia
Incontro con il Sindaco per intitolare una piazza alle vittime dei bombardamenti
Il Comitato 14 Maggio ha avanzato una richiesta scritta di intitolare il piazzale compreso tra via Mazzini e Via Gorizia alle vittime civili dei bombardamenti anglo-americani
Anniversario della nascita dell'Optimus Princeps, il fondatore di Civitavecchia
Ogni nuovo Imperatore dopo Traiano veniva salutato dal Senato con l'augurio: possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano (Felicior Augusto, melior Traiano)
Recensione della nostra visita presso la Macchina del Tempo Civitavecchia
E’ una calda sera di agosto quella che ci vede, insieme ad alcuni simpatizzanti, in visita presso la Macchina del Tempo, progetto inedito a cura di Roberta Galletta, divulgatrice storica
14 maggio, Anniversario dei bombardamenti anglo-americani su Civitavecchia
Il Comitato ha deposto un omaggio floreale presso il Monumento alle Vittime civili dei Bombardamenti, partecipando alla cerimonia ufficiale insieme alle autorità locali per ricordare quanti hanno perso la vita durante la 1° incursione aerea alleata.
16 gennaio 2017
Conferenza “Il municipio romano di Aquae Tauri presso Civitavecchia” | 28 gennaio
5 gennaio 2017
Bilancio delle attività del Comitato 14 Maggio per l'anno 2016
20 dicembre – Presentazione alle autorità locali della mozione per lo spostamento del Monumento alle Vittime dei Bombardamenti.
19 dicembre – Il Comitato ricorda il gemellaggio di Civitavecchia con la città palestinese di Betlemme e denuncia il disinteresse dell’amministrazione locale in merito.
18 novembre – Il Comitato ricorda Andrea Casali, importante esponente del Rococò nato a Civitavecchia.
26 settembre – Pulizia e ripristino del decoro presso il Monumento alle Vittime dei Bombardamenti.
18 settembre – Il Comitato ricorda l’anniversario della nascita dell’Imperatore Traiano, fondatore di Civitavecchia.
16 settembre – Il Comitato ricorda l’ultimo giorno della Civitavecchia pontificia.
26 agosto – In collaborazione con l'associazione Solidarietà Nazionale, il Comitato contribuisce alla raccolta di beni di prima necessità in favore delle popolazioni terremotate nel reatino.
14 maggio – Il Comitato depone un mazzo di fiori nell'ambito della cerimonia ufficiale in ricordo dei bombardamenti anglo-americani su Civitavecchia durante la Seconda Guerra Mondiale.
10-14 maggio – Il Comitato partecipa alle attività culturali volte a commemorare i bombardamenti sopra la Città durante la Seconda Guerra Mondiale. Contribuisce ad allestire la mostra fotografica presso il piazzale antistante il Monumento e presso la Cittadella della Musica, e partecipa all'organizzazione delle visite guidate per le scolaresche.
18 aprile – Denuncia pubblica degli atti vandalici ai danni del Monumento alle Vittime dei Bombardamenti.
2 aprile - Intervento di pulizia e cura del decoro del Monumento alle Vittime dei Bombardamenti.
20 febbraio – Il Comitato riesce a sgombrare completamente il piazzale antistante il Monumenti di via Mazzini da qualsiasi oggetto abbandonato.
17 febbraio – Denuncia pubblica del monumento falso storico situato in via Trieste.
1 gennaio 2017
San Vincenzo Maria Strambi | Il Santo a cui Civitavecchia diede i natali
A 15 anni, vinte le resistenze del genitore, il 4 novembre 1762 entrò nel seminario di Montefiascone ricevendo la tonsura e gli Ordini minori. Frequentò il Collegio Nuovo di Roma , uditore dei domenicani a Viterbo. Divenne diacono il 14 marzo 1767 a Bagnoregio ove poi a novembre entrò come Rettore del Seminario. Fu consacrato sacerdote sempre a Bagnoregio il 19 dicembre 1767.
Chiamato per vocazione ad una vita più religiosa trovò la sua strada nella Congregazione dei Passionisti di san Paolo della Croce, dopo essere stato respinto dai Lazzaristi e dai Cappuccini.
Novizio con il nome di Vincenzo Maria e nonostante parecchie obiezioni del padre, poté fare la sua professione il 24 settembre 1769.
Iniziò e poi divenne famoso come predicatore, da solo o in gruppo di missionari fra la gente dell’Italia Centrale, esercitò varie volte l’apostolato insieme a s. Gaspare del Bufalo. Popolarissimo a Roma predicò più volte anche davanti al Collegio Cardinalizio.
Salì molti gradi nella gerarchia del suo Ordine, fino a diventare postulatore generale dal 1792 alla morte.
Fu direttore spirituale di tante anime elette come la ven. Luisa Maurizi e la beata Anna Maria Taigi.
Il 5 luglio 1801, venne nominato vescovo di Macerata e Tolentino. Costruì un nuovo seminario in cui profuse ogni attenzione, come la scelta dei professori, l’accoglienza personale di ogni singolo seminarista, teneva personalmente lezioni ogni settimana favorì le lezioni di canto gregoriano.
Con la filatura della canapa creò un giro economico per aiutare i poveri. Ampliò l’orfanotrofio dei Padri Somaschi, e il Conservatorio di Tolentino, eresse un ricovero per i vecchi. Particolare attenzione la diede all’organizzazione del catechismo con scuole appropriate e anche per gli adulti.
Rifiutò di prestare giuramento di fedeltà all’imperatore Napoleone, secondo le leggi vigenti, che purtroppo videro lo scioglimento e la dispersione di vari Ordini religiosi e per questo fu relegato a Novara per un anno e nell’ottobre 1809 venne trasferito a Milano ospite dei Barnabiti e poi di varie persone dell’alta borghesia e nobiltà.
Il papa, dietro le sue pressanti richieste lo esonerò dalla sede vescovile di Macerata e lo volle presso di sé come consigliere, compito che espletò per quaranta giorni; colpito da apoplessia, morì il 1° gennaio 1824
(nello stesso giorno che era nato), fu sepolto nella basilica dei ss. Giovanni e Paolo.
Il 12 novembre 1957 il suo corpo venne traslato nella chiesa di s. Filippo in Macerata. Delle sue opere di ascetica e devozione sono state stampate molte edizioni.
Beatificato il 26 aprile 1925 da Pio XI, canonizzato da Pio XII l’11 giugno 1950.
Nel calendario proprio della Congregazione dei Passionisti la memoria viene celebrata il 24 Settembre.
Autore: Antonio Borrelli
Fonte: Santi e Beati
29 dicembre 2016
Massacro Wounded Knee, 29/12/1890
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| Eddie Plenty Holes, un Sioux fotografato nel 1899 |
20 dicembre 2016
Comunicato: Una mozione per la valorizzazione del Monumento ai caduti civili sotto i bombardamenti
La mozione, che è stata presentata ufficialmente all'Assessore alla Cultura, Vincenzo D'Antò, parte dalla premessa che << Lastra Commemorativa non gode della visibilità che merita un monumento a ricordo degli eventi più tragici che abbiano mai investito la città di Civitavecchia dalla sua fondazione >> e che pertanto <<nella sua collocazione attuale, non è inserito armoniosamente all'interno del tessuto urbano>>.
L'ordine del giorno sottolinea quindi come << il Monumento dovrebbe essere, per la sua importanza, generatore di centralità per la Città, presupposto di riconoscibilità per lo spirito comunitario, cuore simbolico e formale della comunità>> proponendo infine alle autorità locali di << valutare concretamente la possibilità di spostamento della Lastra Commemorativa delle Vittime dei Bombardamenti, attraverso un apposito progetto volto a conferire al Monumento la centralità che merita >> non senza però coinvolgere gli attori locali.
A tal proposito il Comitato 14 Maggio ha già pronta una proposta progettuale, con il contributo e la consulenza di professionisti del settore, che prevede la collocazione del Monumento presso un punto più centrale della città. La proposta progettuale verrà sottoposta all'attenzione della giunta comunale di cui auspichiamo un valido riscontro.
E' tempo di ridare dignità al Monumento delle vittime dei bombardamenti.
Comitato 14 Maggio
posteriore della Cattedrale;
- che la Lastra Commemorativa non gode della visibilità che merita un monumento a ricordo degli
eventi più tragici che abbiano mai investito la città di Civitavecchia dalla sua fondazione;
- che il Monumento alle Vittime dei Bombardamenti, nella sua collocazione attuale, non è inserito
armoniosamente all’interno del tessuto urbano;
generatore di centralità per la Città, presupposto di riconoscibilità per lo spirito comunitario, cuore
simbolico e formale della comunità;
dei Bombardamenti, attraverso un apposito progetto volto a conferire al Monumento la centralità che
merita;
- di coinvolgere nel progetto tutti i soggetti potenzialmente interessati, a partire dai parenti delle
Vittime i cui nomi sono riportati sulla Lastra, le scuole e le associazioni del territorio, al fine di far
partecipe la cittadinanza e ricordare in prossimità dell’anniversario del 14 Maggio, la tragedia
riversatasi sopra la Città;
- valutare concretamente, attraverso tutte le azioni necessarie, la possibilità di spostamento del
Monumento alle Vittime dei Bombardamenti al fine del conferimento della sua centralità nella vita
sociale della Città;
- Coinvolgere nel progetto tutti i soggetti potenzialmente interessati, a partire dai parenti delle Vittime
i cui nomi sono riportati sulla Lastra, gli alunni delle scuole e le associazioni del territorio;
Il Responsabile del Comitato 14 Maggio
19 dicembre 2016
Comunicato: 18° anniversario del gemellaggio tra Civitavecchia e Betlemme
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| Basilica della Natività |

13 dicembre 2016
Una leggenda sull'abete di Natale
In un remoto villaggio di campagna, la Vigilia di Natale, un ragazzino si recò nel bosco alla ricerca di un ceppo di quercia da bruciare nel camino, come voleva la tradizione, nella notte Santa. Si attardò più del previsto e, sopraggiunta l’oscurità, non seppe ritrovare la strada per tornare a casa. Per giunta incominciò a cadere una fitta neve. Il ragazzo si sentì assalire dall’angoscia e pensò a come, nei mesi precedenti, aveva atteso quel Natale, che forse non avrebbe potuto festeggiare.
Nel bosco, ormai spoglio di foglie, vide un albero ancora verdeggiante e si riparò dalla neve sotto di esso: era un abete. Sopraggiunta una grande stanchezza, il piccolo si addormentò raggomitolandosi ai piedi del tronco; l’albero, intenerito, abbassò i suoi rami fino a far loro toccare il suolo in modo da formare come una capanna che proteggesse dalla neve e dal freddo il bambino. La mattina si svegliò, sentì in lontananza le voci degli abitanti del villaggio che si erano messi alla sua ricerca e, uscito dal suo ricovero, poté con grande gioia riabbracciare i suoi compaesani. Solo allora tutti si accorsero del meraviglioso spettacolo che si presentava davanti ai loro occhi: la neve caduta nella notte, posandosi sui rami frondosi, che la piana aveva piegato fino a terra, aveva formato dei festoni, delle decorazioni e dei cristalli che, alla luce del sole che stava sorgendo, sembravano luci sfavillanti, di uno splendore incomparabile.
In ricordo di quel fatto, l’abete venne adottato come simbolo del Natale e, da allora, in tutte le case, viene addobbato e illuminato, quasi per riprodurre lo spettacolo che gli abitanti del piccolo villaggio videro in quel lontano giorno.
Fonte non specificata (fonte pagina FB frate indovino) (via Centro Studi Aurhelio).










