Si svolgerà martedì 28 marzo, alle 17.30, presso la sala conferenze della Fondazione Cariciv, in Via Risorgimento, 8/12, la presentazione del libro “Viaggio nella tuscia”, scritto da Pietro Mancini. L’opera parla, anche con immagini suggestive e rare da trovare, della ferrovia Civitavecchia-Orte nei documenti e negli articoli dei giornali d’epoca.
La nuova statua del bacio ci rappresenta nella memoria e nell'identità
Il posizionamento della statua “Il bacio della memoria di un porto” restituisce finalmente alla città un po’ di bellezza, di bontà e di giustizia
Incontro con il Sindaco per intitolare una piazza alle vittime dei bombardamenti
Il Comitato 14 Maggio ha avanzato una richiesta scritta di intitolare il piazzale compreso tra via Mazzini e Via Gorizia alle vittime civili dei bombardamenti anglo-americani
Anniversario della nascita dell'Optimus Princeps, il fondatore di Civitavecchia
Ogni nuovo Imperatore dopo Traiano veniva salutato dal Senato con l'augurio: possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano (Felicior Augusto, melior Traiano)
Recensione della nostra visita presso la Macchina del Tempo Civitavecchia
E’ una calda sera di agosto quella che ci vede, insieme ad alcuni simpatizzanti, in visita presso la Macchina del Tempo, progetto inedito a cura di Roberta Galletta, divulgatrice storica
14 maggio, Anniversario dei bombardamenti anglo-americani su Civitavecchia
Il Comitato ha deposto un omaggio floreale presso il Monumento alle Vittime civili dei Bombardamenti, partecipando alla cerimonia ufficiale insieme alle autorità locali per ricordare quanti hanno perso la vita durante la 1° incursione aerea alleata.
26 marzo 2023
19 febbraio 2023
Sul significato delle feste carnevalesche
10 febbraio 2023
10 febbraio - Giorno del Ricordo |Commemorazione presso Parco Martiri delle Foibe, Civitavecchia
Città di Civitavecchia - "Giorno del Ricordo dei Martiti delle Foibe e dell'esodo Istriano, Giuliano e Dalmata"
Parco Martiri delle Foibe - 10 Febbraio 2023 ore 11.00
30 gennaio 2023
Le cinte murarie a difesa di Civitavecchia
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2) le "mura castellane" sono quelle, più ristrette, costruite forse già nel tardo medioevo intorno alla "Vecchia Civita" rimasta abbandonata (vedere sempre il mio libro in proposito) e poi lentamente riabitata (senza nessun "ritorno") per via del porto, danneggiato ma pur sempre utilizzabile finché poi restaurato dai primi del '500; certamente le mura "castellane" sono state rinforzate o costruite ex novo con le varie torri e le tre porte fortificate con fossato e ponti levatoi da Pio II Piccolomini nel tardo '400;
Inutilmente, quando ero a Civitavecchia, proposi di fare dei saggi di scavo per ritrovarne le fondazioni. Ne parlo in "Chome lo papa uole..." e ne ho fatto anche qualche disegno in vedute sul libro. Probabilmente sono di epoca bizantina (vedi appunto il libro);
4) Cinta bastionata: quando attenuatosi il pericolo saraceno nell’889 fu possibile riprendere il possesso della vecchia Centumcellae, il Papa Stefano VI° ne avviò la ricostruzione incominciando dall’edificazione di una rocca a protezione del porto e soprattutto della sua darsena. Con il tempo intorno a questa Rocca crebbe un borgo che fu chiamato Civitas Vetula che fu protetto da una cinta muraria che secondo i canoni dell’epoca fu merlata, intervallate da torri ed incernierate ai vertici da 4 torrioni, uno dei quali è ancora visibile all’angolo tra via Colle dell’ulivo e via Dannunzio nella zona di piazza Saffi. Nei secoli successivi queste mura furono ristrutturate a più riprese dai papi Nicolò V° nel 1447, Callisto III° tra il 1455 e il 1458 , Pio II° tra il 1459 ed 1468 in modo da assolvere al meglio la loro funzione difensiva.
5) Il Progetto di Carlo Fontana prevedeva un ampliamento urbano con ingrandimento delle mura a nord-est ed è visibile nell'incisione degli acquedotti del 1699, una copia della quale, incorniciata e sotto vetro (grande circa 2 metri per 1 metro) ho donato alla Città, consegnandola in Biblioteca con una lettera al sindaco di allora.
6) Cinta francesi: Sul finire del 1700 la città di Civitavecchia conobbe uno sviluppo economico conseguente essenzialmente al potenziamento delle attività portuali (commercio dell’allume e porto franco). Al miglioramento dell’economia corrispose un notevole incremento della popolazione che raggiunse i 10.000 abitanti e una espansione edilizia che richiese nuovi spazi. Per soddisfare queste esigenze fu occupata inizialmente l’area “dell’opera a corno” posta a difesa della Porta Romana nell’intento di ospitarvi una comunità ebraica da richiamare da Livorno per dar vigore al commercio cittadino (progetto poi accantonato).
Per proteggere questa nuova area di espansione edilizia Papa Pio IX ritenne opportuno far realizzare una cinta muraria per la cui messa in opera ”con minor spesa e più celermente” si resero disponibile le truppe francesi che presidiavano la città agli ordini del Prefetto Gen. Conte Agostino de Goyon
7) la "Cinta daziaria" era quella costruita dopo l'annessione di Civitavecchia al Regno d'Italia con la presa del 16 settembre 1870, con l'istituzione del dazio sulle merci in entrata o uscita dalla città, che pagavano appunto una tassa;
8) il penitenziario o bagno penale, costruito da Pio IX con progetto dell'arch. Lana e con l'assistenza del comando del Genio francese, terminato nel 1870, era appunto il nuovo e moderno penitenziario, destinato a sostituire i vari luoghi di detenzione e prigioni presenti in città.
Ricostruzione grafica: Francesco Correnti
27 gennaio 2023
Il bilancio delle attività per l'anno 2022
Centrale è rimasta la nostra attenzione intorno all'evento del 14 maggio durante il quale siamo l'unica realtà civica a portare il proprio omaggio alle vittime civili dei bombardamenti alleati in occasione della cerimonia ufficiale in presenza delle alte autorità locali. Ma l'impegno del Comitato va anche nella direzione della divulgazione della memoria cittadina raccontando fatti storici e testimonianze relativamente alle vittime dei bombardamenti. In tal senso abbiamo supportato e promosso giovani ricercatori locali e giornalisti nella raccolta di materiali utili al fine della pubblicazione di articoli sulla vita di chi fu impegnato nella contraerei o di chi vi si trovo a vivere durante i bombardamenti.
In connessione con la coltivazione della memoria storica, l'anno 2022 ci ha visti impegnati anche nella sua difesa. Infatti, una volta con l'installazione da parte dell'amministrazione locale della statua pop-art raffigurante un marinaio americano nell'atto di festeggiare la fine della guerra in seguito alle bombe nucleari sul Giappone, il Comitato si è subito attivano nel promuovere una petizione popolare, volantinaggi, dibattiti nella stampa locale e lettere aperte all'amministrazione locale contro quella che consideriamo un oltraggio alla memoria e al decoro della città e che mina la coesione della comunità locale.
Il 2022 ha visto, inoltre, l'installazione del cartello toponomastico di piazza Betlemme, simbolo dell'amicizia tra Civitavecchia e il popolo palestinese. Il Comitato aveva infatti sollecitato più volte l'amministrazione di ri-collocare il cartello in seguito alla sua deteriorazione a causa degli agenti esogeni e del materiale di bassa qualità.
Infine, in seguito alle sollecitazioni del Comitato sono stati riaperti anche i giardini del Monumento ai Mutilati e agli Invalidi del Lavoro precedentemente chiusi che privava la cittadinanza di uno spazio verde e il monumento in oggetto della funzione di sensibilizzare sul tema delle vittime del lavoro.
7 luglio - Comunicato stampa per diritto di replica: Rifiutiamo la “resa incondizionata” al kitsch
7 luglio - Comunicato stampa per diritto di replica: La statua pop-art, alibi per la caccia alle streghe
1 luglio - Comunicato stampa per diritto di replica | Niente è dimenticato per chi custodisce la memoria, quel bacio è inutile.
27 giugno - Petizione popolare per la memoria e il decoro di Civitavecchia
14 maggio - Commemorazione delle vittime civili dei bombardamenti anglo-americani
10 maggio - Ripristinato il cartello di Piazza Betlemme, simbolo dell’amicizia con la Palestina
2 maggio - Riaperti i giardini del Monumento ai Mutilati e agli Invalidi del Lavoro
23 dicembre 2022
Pastorella di Civitavecchia nel secondo dopoguerra | Rinnovo della comunità e del legame con la tradizione
di Roberta Galletta
La Pastorella di Civitavecchia
affonda la sua origine nell’usanza del XIX secolo di rallegrare l’attesa del Natale con musiche suonate per le strade diffusa in tutta Italia e soprattutto nel Lazio.
Questa antica tradizione vanta due testimoni d’eccezione, due artisti che hanno avuto stretti rapporti proprio con Civitavecchia: lo scrittore francese Stendhal, console a Civitavecchia tra il 1831 e il 1842 ed il poeta dialettale romano Giuseppe Gioacchino Belli, vissuto dal 1800 al 1802 in una casa civitavecchiese nella Quarta Strada, l’attuale via Pietro Manzi in tenera età.
Il primo racconta nelle sue “Passeggiate Romane” dei pifferai che arrivavano a Roma dagli Abruzzi per cantare per i devoti della Madonna per raccogliere offerte, mentre il secondo narra in due poesie in particolare, “Li venticinque novembre” e “La novena de Natale” della presenza a Roma dei “piferari” che, arrivati dall’Abruzzo e dalla Ciociaria a Roma il giorno di Santa Caterina, il 25 novembre, si esibivano con un cantante, un suonatore di piffero e uno di zampogna.
A Civitavecchia questi personaggi arrivavano proprio dall’Abruzzo e dalla Ciociaria e giravano in città suonando davanti alle tante edicole dedicate alla Madonna all’interno del perimetro del centro storico della città. Quando alla fine del XIX secolo la presenza degli zampognari e pifferai iniziò a venire meno, molti civitavecchiesi decisero di colmare questo vuoto per non spezzare una tradizione radicata ormai da molti anni.
Fu così che le prime Pastorelle civitavecchiesi nacquero, mantenendo la tradizione di cantare e suonare musiche natalizie con pifferi, chitarre, triangoli e cembali. In seguito, nonostante l’offesa che i bombardamenti provocarono a Civitavecchia, con il rientro dallo sfollamento dopo le distruzioni del 1943-44, fu proprio attraverso il forte legame con questa tradizione che tra le macerie di quella Civitavecchia spettrale, soprattutto in quella Civitavecchia, grazie ad un gruppo di civitavecchiesi, tra cui Mario Bartolozzi, Luigi e Cencio Bonamano, Mario Passavanti, Memmo Urbani, Angelo Fazio, Giulio Cesare Gasparini e i giovanissimi Massimo Borghetti, Gaetano Cesaretti e Massimo De Paolis nacque nel 1946 “La Tradizionale”, la prima Pastorella della ricostruzione, che riuscì a riportare in vita l’antica e amata tradizione.
Fu così che con questo atto d’amore numerosi civitavecchiesi poterono sentirsi di nuovo comunità, che riannodava negli anni duri e difficili del dopoguerra i fili del suo legame con la città e le sue tradizioni che neanche la violenza delle distruzioni belliche era riuscita a tagliare.
Oggi, a distanza di oltre un secolo, la tradizione continua con tanti gruppi che si ritrovano tutti insieme la sera del 23 dicembre davanti alla chiesa Cattedrale per suonare e cantare, come gli antichi zampognari e pifferai, accompagnati da flauti, chitarre, pifferi, triangoli e cembali per le vie della città fino all’alba, rinnovando con amore e devozione una delle tradizioni più care ai civitavecchiesi
21 dicembre 2022
Il solstizio d'inverno | Il Natale cosmico della natura
Un buon solstizio a tutti!
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