La nuova statua del bacio ci rappresenta nella memoria e nell'identità

Il posizionamento della statua “Il bacio della memoria di un porto” restituisce finalmente alla città un po’ di bellezza, di bontà e di giustizia

Incontro con il Sindaco per intitolare una piazza alle vittime dei bombardamenti

Il Comitato 14 Maggio ha avanzato una richiesta scritta di intitolare il piazzale compreso tra via Mazzini e Via Gorizia alle vittime civili dei bombardamenti anglo-americani

Anniversario della nascita dell'Optimus Princeps, il fondatore di Civitavecchia

Ogni nuovo Imperatore dopo Traiano veniva salutato dal Senato con l'augurio: possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano (Felicior Augusto, melior Traiano)

Recensione della nostra visita presso la Macchina del Tempo Civitavecchia

E’ una calda sera di agosto quella che ci vede, insieme ad alcuni simpatizzanti, in visita presso la Macchina del Tempo, progetto inedito a cura di Roberta Galletta, divulgatrice storica

14 maggio, Anniversario dei bombardamenti anglo-americani su Civitavecchia

Il Comitato ha deposto un omaggio floreale presso il Monumento alle Vittime civili dei Bombardamenti, partecipando alla cerimonia ufficiale insieme alle autorità locali per ricordare quanti hanno perso la vita durante la 1° incursione aerea alleata.

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21 dicembre 2022

Il solstizio d'inverno | Il Natale cosmico della natura


Camminando per strada in questi giorni non possiamo che notare quel particolare clima gioioso che, come tutti gli anni, precede il Natale. Sempre più spesso però, nell'immaginario moderno, questa festa è vissuta esclusivamente sotto l’aspetto commerciale e materialistico che essa ha assunto nella nostra società, ponendo inevitabilmente in secondo piano – quando non addirittura portandoci a vivere inconsciamente – il suo vero significato.
Innanzitutto è a nostro avviso necessario partire da ancora più lontano: ossia dal fatto che, con il progressivo allontanamento dell’uomo dalla natura, stiamo diventando sempre più insensibili al suo ciclo e alle sue molteplici manifestazioni. La stragrande maggioranza delle persone, oggigiorno, vive il susseguirsi delle varie stagioni esclusivamente per il fatto che si accorge del cambiamento di temperatura e, qualora sia ancora abituata a farlo, osservando nella natura dei cambiamenti evidenti.

Ma quale nesso si pone dunque in essere tra il mondo naturale con la sua ciclicità e una festa apparentemente legata al costume popolare e alla religione?

Ebbene l’aspetto più rilevante, e tutt'altro che casuale, del Natale è che esso si festeggia in prossimità di un altro avvenimento molto importante, ossia quello del solstizio d’inverno, che cade il 21 dicembre. Il solstizio d’inverno è un avvenimento di particolare rilevanza perché è il giorno più corto dell’anno, durante il quale la Terra si trova nel punto più lontano dal sole nel suo ciclico girare attorno ad esso.

Per tutti i popoli antichi, questo periodo dell’anno riveste un fondamentale aspetto simbolico, di carattere esoterico. Infatti, a partire dal giorno seguente il solstizio, le giornate ricominciano impercettibilmente ad allungarsi, simboleggiando la vittoria del sole sulle tenebre e il ritorno di un periodo di luce, che troverà il suo apice nel solstizio d’estate, giorno più lungo dell’anno.

Durante la notte più lunga dell’anno dunque, quando la luce pare abbia lasciato definitivamente spazio alle tenebre, ecco che anticamente si accendevano dei fuochi per propiziare questa vittoria e rinascita. Tale avvenimento però, non era vissuto esclusivamente come di carattere esteriore, bensì era un momento durante il quale fermarsi a riflettere su di noi e sul nostro agire, facendo della sincera critica introspettiva, seguita poi dalla celebrazione di questa rinascita di luce anche in noi stessi.

La vittoria della luce sulle tenebre sancisce pertanto un ritrovato (e rinnovato) stato dell’essere, che dopo aver affrontato e lasciatosi alle spalle gli aspetti più bui che in esso albergavano, è pronto a rimettersi in cammino verso un mondo luminoso con rinfrancata freschezza.

Con queste poche righe speriamo di aver contribuito in minima parte a tenere vivo il senso e il significato di quello che è forse il momento più significativo dell’anno, con l’augurio che questa consapevolezza cresca e scalzi il materialismo ormai insito ad esso e con la certezza che un uomo che vuole considerare se stesso in sintonia con la natura non può non riconoscerlo.

Un buon solstizio a tutti!

www.azionetradizionale.com
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21 dicembre 2020

È sempre più buio prima che sorga il Sole...


È sempre più buio prima che sorga il Sole... Vecchio adagio popolare
, non so dire di che origine, ma che ben si attaglia a questo periodo dell'anno. Quando i giorni divengono vertiginosamente più corti, e le notti più lunghe ed oscure. E si susseguono le Feste della Luce.

Tutte Feste solstiziali. Feste che evocano, più che invocare, la resurrezione del Sole dalle profondità della Notte. 

San Nicola, Santa Lucia, Natale e le dodici notti incantate che vanno sino all'Epifania... 

Nicola , vescovo di Myra, archetipo cristiano di Santa Klaus, che porta doni , certo, ma che, prima ancora, sconfigge e soggioga il Krampus, demone oscuro dalle fattezze animali. Da allora divenuto suo servitore, che lo accompagna nella notte punendo con la frusta i bambini cattivi. Tradizione che perdura nell'arco alpino, dove le processioni di San Nicola vengono animate da torme di Krampus, con le loro , spesso violente, beffe. 

Santa Lucia , Lussia, dea, ninfa e strega che i Longobardi, calando dalla Scandinavia, portarono nella Valle Padana, e più giù, sino in Campania col Ducato di Benevento. A tratti luminosa e incantevole fanciulla, in altri  vecchia mostruosa - come la Crimilde di Biancaneve - Lussia è tanto la tenebra profonda dell'inverno, quanto la rinascita solstiziale della luce. E Natale, poi, Sol Invictus. E l'Epifania, le Manifestazioni, la festa cristiana più antica, che si è sovrapposta all'antico, e arcano, capodanno egizio... Quando si adornava un albero sempreverde, forse una palma, in onore di Hator. E potremmo aggiungere ancora Santa Barbara che ha a che fare, per tradizione, col fuoco, e Sant'Ambrogio, e San Silvestro, il papa mago che presiede alla fine dell'anno vecchio e prelude al Capodanno. L'inizio di un nuovo ciclo. E che lascia intravvedere dietro il manto pontificale i due volti inquieti di Giano. Il Dio della fine e dell'inizio. Il Dio delle Porte. Che trova un inimmaginabile cugino nel Nonno Inverno dell'Oriente slavo. Lo spirito del Solstizio, giunto con i variaghi che fondarono Kiev, e che porta doni il primo dell 'Anno. 

La luce che rinasce dalla tenebra è archetipo fondante del nostro immaginario. È l' inizio della Genesi, e della Teogonia esiodea. Dove la Luce che sorge dalla Notte è Eros primigenio. Eros che distingue ed ordina le cose indistinte. Che dà origine al Cosmo. 

Perché Eros, nella sua essenza, altro non è che Luce. In Dante, la Luce di Beatrice che invia Virgilio a salvarlo dalla Selva Oscura. E in Catullo 

la Donna amata, Lesbia, viene definita  "mio desiderio di luce". 

Nel microcosmo dell'esistenza si possono leggere i grandi processi cosmici. Una forte passione, che ti coglie, inattesa, in un momento difficile ed oscuro della vita, è, dunque, l'annuncio di un Solstizio. Di una possibile rinascita della luce. 

Nelle feste solstiziali attendiamo , da bambini, doni. San Nicola, Santa Luvea, Santa Claus, la Befana o i Magi portano balocchi e dolciumi. Soprattutto portano incanto e gioia. Speranza. 

Sono simboli di un'attesa che resta latente nel nostro animo anche dopo l'infanzia. Dove, come diceva il Pascoli, riposa e sonnecchia pur sempre un fanciullino capace di meraviglia. Basterebbe saperlo ascoltare... 

Andrea Marcigliano 

azionetradizionale.com

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