La nuova statua del bacio ci rappresenta nella memoria e nell'identità

Il posizionamento della statua “Il bacio della memoria di un porto” restituisce finalmente alla città un po’ di bellezza, di bontà e di giustizia

Incontro con il Sindaco per intitolare una piazza alle vittime dei bombardamenti

Il Comitato 14 Maggio ha avanzato una richiesta scritta di intitolare il piazzale compreso tra via Mazzini e Via Gorizia alle vittime civili dei bombardamenti anglo-americani

Anniversario della nascita dell'Optimus Princeps, il fondatore di Civitavecchia

Ogni nuovo Imperatore dopo Traiano veniva salutato dal Senato con l'augurio: possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano (Felicior Augusto, melior Traiano)

Recensione della nostra visita presso la Macchina del Tempo Civitavecchia

E’ una calda sera di agosto quella che ci vede, insieme ad alcuni simpatizzanti, in visita presso la Macchina del Tempo, progetto inedito a cura di Roberta Galletta, divulgatrice storica

14 maggio, Anniversario dei bombardamenti anglo-americani su Civitavecchia

Il Comitato ha deposto un omaggio floreale presso il Monumento alle Vittime civili dei Bombardamenti, partecipando alla cerimonia ufficiale insieme alle autorità locali per ricordare quanti hanno perso la vita durante la 1° incursione aerea alleata.

20 febbraio 2020

7 marzo, Civitavecchia | Laboratorio sull'arte giapponese di disporre i fiori

L'Ambasciata del Giappone in Italia in collaborazione con l'Associazione Amici di Ishinomaki e con il Patrocinio della città di Civitavecchia, presenta la dimostrazione di Ikebana a cura delle Maestre di Ikebana Mayumi Mezaki, Yoko Kurata Flavia De Giovanni, Elena Cirilli dell'Ikenobo Study Group Italia.

L'appuntamento avrà luogo il 7 marzo 2020 alle ore 15.30 presso la chiesa dei Santi Martiri giapponesi a Civitavecchia.
alle 17.00 si terrà un Workshop per la realizzazione di Ikebana (su prenotazione, max 15 posti)
per info e prenotazione workshop
3921606477
amicidishinomaki@libero.it
Ikenoboroma@gmail.com

ingresso libero per la dimostrazione

prenotazione per il Workshop (max 15 persone)


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14 febbraio 2020

L'acqua della Ficoncella, una risorsa energetica alternativa in un progetto del XIX-secolo



Riportiamo di seguito il bollettino dell'almanacco storico civitavecchiese  relativo ad un progetto dell'allora Camera di Commercio di Civitavecchia volto a valorizzare ulteriormente le acque termali della Ficoncella, oltre che per i bagni terapeutici come già avveniva, anche come risorsa energetica per le attività industriali. Non ci è dato sapere che fine abbia fatto la proposta in questione ma sicuramente sarebbe un'opzione degna di riprendere in considerazione in un'ottica di valorizzazione delle risorse locali e del territorio salvaguardando in contemporanea l'ambiente e la salute dei cittadini.

Comitato 14 Maggio



4 febbraio 1875

il Consiglio comunale è chiamato a rispondere alla richiesta della Camera di Commercio, presieduta da Costantino Bucci, che chiede in concessione l'uso delle acque termali, assumendone a proprie spese la loro conduzione per ottenerne in città forza motrice per attività industriali, salvaguardando la loro utilizzazione per bagni terapeutici.
Il presidente del Consiglio comunale ricorda che nel 1872 per 37.000 lire, il Comune aveva acquistato anche le sorgenti della Ficoncella, e che il loro valore vero si conoscerà dopo le analisi necessarie per vedere se le acque nel lungo percorso per condurle in città perderanno le loro proprietà, dopo di che potrà anche stabilirsi se lo stabilimento termale converrà edificarlo in città o nei pressi delle sorgenti. Pur non rifiutando la vantaggiosa offerta, la Giunta propone di sollecitare la Camera di Commercio nel mantenere la proposta, di offrire alla medesima i terreni di proprietà comunale ove deve passare la tubatura e di intervenire negli eventuali necessari espropri e di rimettere al risultato delle analisi condotte in città ogni decisione per la loro cessione alla Camera di Commercio e a tal uopo si propone la costituzione di un'apposita commissione.

da bollettino N° 8/9(17) della Società Storica Civitavecchiese (a cura dell'Osteria della Memoria - Società Storica Civitavecchiese)
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6 febbraio 2020

Giorno del Ricordo | Rosso Istria, il lungometraggio sul dramma del confine orientale


“Rosso Istria, il dramma del confine orientale del dopo guerra” è il nuovo lungometraggio del regista Antonello Belluco, che è stato girato principalmente a Padova e che racconta, tra l’altro, la storia di Norma Cossetto giovane studentessa istriana, laureanda all’università di Padova, barbaramente violentata e uccisa dai partigiani titini per la sola colpa di essere Italiana.
MUSICHE DI CRISTICCHI. L’ultimo film del regista ha visto la partecipazione anche di Simone Cristicchi, compositore delle musiche che accompagnano il lungometraggio.

LA STORIA. Siamo nel settembre del 1943, nei giorni in cui nei territori italiani martoriati dalla guerra scoppia il caos: il maresciallo Badoglio, capo del governo italiano, chiede ed ottiene l’armistizio da parte degli anglo-americani e unitamente al Re fugge da Roma, lasciando l’Italia allo sbando. L’esercito non sa più chi è il suo nemico, chi l’alleato, come deve comportarsi. Il dramma si trasforma in tragedia per i soldati abbandonati a se stessi nei teatri di guerra ma anche e soprattutto per le popolazioni civili Istriane, Fiumane, Giuliane e Dalmate, che si trovano ad affrontare un nuovo nemico: i partigiani di Tito che avanzano in quelle terre, spinti da una furia anti-italiana.

NORMA COSSETTO. In questo drammatico contesto storico, avrà risalto la figura di Norma Cossetto, alla quale, sei anni dopo la morte, è stata conferita la laurea honoris causa dall’allora rettore Marchesi dell’università di Padova. A lei è intitolata una targa posta all’interno dello stesso ateneo. Nel 2005 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi le ha conferito la medaglia d’oro al valor civile.



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Articolo tratto da: http://www.padovaoggi.it/eventi/cinema/film/rosso-istria-antonello-belluco-padova.html
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2 febbraio 2020

Nacque oggi Alberto Guglielmotti | Grande narratore della battaglia di Lepanto


Ricorre oggi l'anniversario della nascita di Padre Alberto Guglielmotti, (Civitavecchia, 3 febbraio 1812 – Roma, 29 ottobre 1893), religioso, teologo e storico italiano, interessato alle scienze fisiche e naturali, filologo ed erudito della storia della marina militare nonché bibliotecario casanatense e accademico della Crusca.
Particolarmente nota è la sua grande e dettagliata opera sulla Marineria pontificia (Storia della Marina pontificia, 10 voll., Roma, 1886-1893) e il Vocabolario marino e militare (1889).

Egli fu, inoltre, un grande narratore di quella battaglia fondamentale per la storia europea quale fu la Battaglia di Lepanto, che narro' nel 1862 all'interno del volume "Marcantonio Colonna alla battaglia di Lepanto", facente parte della sua monumentale Storia della Marina pontificia.


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29 gennaio 2020

Il porto di Civitavecchia all'inzio del XX secolo in una fotografia dell'epoca


Riportiamo di seguito l'interessante commento dell'Arch. Francesco Correnti su una nota piattaforma social volto a datare la fotografia storica di Civitavecchia allegata all'articolo. Nella fotografia è facile scorgere da una ottima angolazione l'Arsenale Bernini, la Darsena Romana, il molo del lazzaretto così come anche la Rocca, mentre in porto si trovano, in una rara combinazione, navi a vapore, a vela ma anche un idrovolante.

Basandomi su alcuni dati presenti in una mappa, con appuntate delle date, che si trova nel prezioso secondo volume "Chomo lo papa uole" la data dovrebbe essere ristretta tra 1922 e il 1928. L'imbonimento infatti sotto la calata Laurenti, tra la capitaneria e la Rocca si vede bene che è in corso di esecuzione (opera appaltata nel 1922) mentre le estremità frontali esterne delle navate dell'Arsenale sono state demolite nel 1928. Mi fa un po' pensare l'idrovolante che galleggia sotto il Forte che, se fosse quello del breve servizio postale per la Sardegna, si dovrebbe tutto retrodatare al 1917 , a meno che non ci fosse ancora negli anni successivi qualche traffico di idrovolanti. L'imbonimento al di là della darsena in questa foto non c'è ancora, a quanto pare è stato iniziato nel 1928.



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27 gennaio 2020

Comunicato: 27 gennaio, anniversario dell'ascesa dell'Imperatore Traiano, fondatore di Civitavecchia

Risale ad oggi, 27 gennaio, l'anniversario della nomina alla guida dell'Impero romano di Marcul Ulpius Nerva Traianus, noto come l'Imperatore Traiano. Per l'occasione, il Comitato 14 Maggio desidera ricordare tale importante figura, a cui Civitavecchia deve la propria fondazione.
Su Traiano sappiamo che fu un valoroso militare e popolare comandante, adottato da Nerva nel 96, gli succedette due anni più tardi. Sotto il suo comando supremo l'Impero romano raggiunse la sua massima estensione territoriale. Esaltato già dai contemporanei e dagli storici antichi come Optimus princeps, oggi è considerato, in virtù del suo operato e delle sue grandi capacità come comandante, amministratore e politico come uno degli statisti più completi e parsimoniosi della storia, e uno dei migliori imperatori romani.
Eutropio racconta che per il resto della storia dell'Impero romano e per buona parte di quella dell'Impero bizantino, ogni nuovo Imperatore dopo Traiano veniva salutato dal Senato con l'augurio: possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano (Felicior Augusto, melior Traiano).

Per volontà dell'imperatore Traiano, come avevamo già ricordato, si deve la fondazione, con il nome originario di Centumcellae, della città di Civitavecchia. Grazie al bottino di guerra della campagna di Dacia, infatti, Traiano decise di dotare Roma di un nuovo porto, al posto di quello di Ostia il quale era troppo esposto alle insidie del mare, incaricando della sua costruzione il più grande architetto di allora, Apollodoro di Damasco. 

Oggigiorno Civitavecchia a stento ricorda chi fosse Traiano, non essendo in programma alcuna iniziativa culturale volta a omaggiarle l'imperatore romano e avendogli dedicato appena una statua, in realtà anche quella su iniziativa dell'autorità portuale, collocata in mezza a una rotonda come spartitraffico davanti al varco Vespucci, mentre la ricorrenza, inutile dirlo, passa annualmente del tutto inosservata. 

Traiano rappresenta per Civitavecchia un legame diretto con quello che è il valore simbolico di Roma, tentativo di restaurare l'Unità delle origini, attraverso una spiritualità virile e dominatrice. Al tempo stesso, su un piano più temporale e attuale, l'Imperatore Traiano rappresenta un elemento di comunione con la numerosa comunità romena residente in città. Traiano è considerato, infatti, uno dei padri del popolo romeno essendo menzionato per sino nell'attuale inno nazione della Romania. Purtroppo le amministrazioni che si sono susseguite in questi anni, non senza la complicità di una parte della cittadinanza, preferiscono, invece che portare gli omaggi all'Imperatore romano fondatore della città, posizionare e rimpiangere statue dedicate a chi questa città l'ha bombardata e rasa al suolo oppure celebrare popoli che l'hanno saccheggiata. La figura dell'Imperatore Traiano, si potrebbe affermare, rappresenta la somma delle potenzialità non valorizzate di Civitavecchia, inclusa l'eredità archeologica e culturale dell'antica Roma. Oggi desideriamo ricordare, pertanto, l'anniversario dell'ascesa dell'Imperatore Traiano, ponte tra l'attuale città e la gloriosa eredità di Roma


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23 gennaio 2020

25 Gennaio | Inaugurazione della restaurata Cappella del Santissimo Sacramento

Sabato 25 Gennaio alle 18 sarà inaugurata la Cappella del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Civitavecchia, ristrutturata a seguito della collocazione del monumentale ed elegantissimo tabernacolo marmoreo della fine del 1400, opera stupenda eseguita da un anonimo scultore di scuola romana, seguace del Bregno. Il tabernacolo, che in origine era la custodia degli Oli Santi, ma che dopo il Concilio di Trento diventò custodia del Santissimo Sacramento, era collocato nella Cappella del Sacro Cuore della Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta, distrutta dagli eventi bellici della seconda guerra mondiale.

Composto da tre sculture di marmo, era poi stato trasferito in Cattedrale e custodito nei magazzini della chiesa. Ora, dopo i lavori di restauro, eseguiti a Roma da Davide Rigaglia, incaricato dell’ufficio Beni Culturali della Diocesi e sotto la direzione della Sovrintendenza, è stato collocato nella Cappella del Santissimo, ristrutturata completamente proprio per accogliere la preziosa opera d’arte, tra le poche di valore rimaste dopo i bombardamenti. Sarà il Vescovo, Monsignor Luigi Marrucci, che ha voluto fortemente la ricollocazione dell’opera nell’Anno Eucaristico Diocesano, a celebrare la Messa in Cattedrale e ad inaugurare la Cappella con la benedizione del tabernacolo.

Fonte: trcgiornale.it
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Comitato 10 Febbraio

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Movimento per la Vita - Civitavecchia