La nuova statua del bacio ci rappresenta nella memoria e nell'identità

Il posizionamento della statua “Il bacio della memoria di un porto” restituisce finalmente alla città un po’ di bellezza, di bontà e di giustizia

Incontro con il Sindaco per intitolare una piazza alle vittime dei bombardamenti

Il Comitato 14 Maggio ha avanzato una richiesta scritta di intitolare il piazzale compreso tra via Mazzini e Via Gorizia alle vittime civili dei bombardamenti anglo-americani

Anniversario della nascita dell'Optimus Princeps, il fondatore di Civitavecchia

Ogni nuovo Imperatore dopo Traiano veniva salutato dal Senato con l'augurio: possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano (Felicior Augusto, melior Traiano)

Recensione della nostra visita presso la Macchina del Tempo Civitavecchia

E’ una calda sera di agosto quella che ci vede, insieme ad alcuni simpatizzanti, in visita presso la Macchina del Tempo, progetto inedito a cura di Roberta Galletta, divulgatrice storica

14 maggio, Anniversario dei bombardamenti anglo-americani su Civitavecchia

Il Comitato ha deposto un omaggio floreale presso il Monumento alle Vittime civili dei Bombardamenti, partecipando alla cerimonia ufficiale insieme alle autorità locali per ricordare quanti hanno perso la vita durante la 1° incursione aerea alleata.

20 aprile 2021

21 Aprile | Il mito della fondazione di Roma


Il valore simbolico di Roma -e della sua origine- consiste nell’essere il tentativo di restaurare l’Unità delle origini, attraverso una spiritualità virile e dominatrice che sa arrestare il processo di decadenza spirituale che caratterizzava l’umanità.

Roma è il luogo fatidico, raggiante di luce, espressione sensibile del Centro, dell’ORIGINE, da cui derivano tutte le cose. E’ il luogo dove le tendenze contrarie si armonizzano, neutralizzandosi in un perfetto equilibrio. Compito di Roma è quello di ristabilire l’ORDINE (cosmos) in un mondo in preda al disordine (caos).

Tramontati gli antichi imperi mesopotamici, il regno egiziano, quello persiano e terminata la breve ed esaltante epopea di Alessandro Magno, il mondo era privo di un centro sacrale e militare irradiante i valori di Ordine, Eroismo, Virilità, Volontà, Gerarchia, Aristocrazia e Impero. In quest’opera di riordinamento gerarchico dell’esistenza, sono state vinte, dalle- legioni romane, le popolazioni latine, etrusche, cartaginesi, galliche, greche e semitiche.

Roma ha riportato la luce di una spiritualità virile, essa “non avrebbe potuto assurgere a tanta potenza se non avesse avuto, in qualche modo, origine divina, tale da offrire agli occhi degli uomini, qualcosa di grande e di inesplicabile” (Plutarco).

L’origine divina dell’Urbe è testimoniata dal mito di Romolo e Remo. Virgilio individua in Enea il progenitore dei Romani. Enea sfuggito all’incendio di Troia approda, dopo sette anni di navigazione, sulle coste del Lazio, dove sposa Lavinia la figlia del Re Latino. Dopo la morte di Enea, il figlio Ascanio fonda sui Colli Albani una nuova città, Alba Longa, dove regneranno 19 suoi discendenti. L’ultimo di questi, Numitore, viene spodestato dal fratello Amulio, che, per assicurare ai suoi discendenti il trono, costrinse l’unica figlia di Numitore, Rea Silvia, a farsi sacerdotessa di Vesta. Rea Silvia viene scelta da Marte per continuare la stirpe d’Enea, da cui sarebbe stata fondata la CITTA’ ETERNA. Dall’unione del Dio e della giovane vergine nascono Romolo e Remo. La nascita non passa inosservata al perfido Amulio che strappa i due gemelli al seno materno, ordinando di buttarli nel Tevere e di far murare viva Rea Silvia. La nutrice a cui i piccoli sono affidati non se la sente di ucciderli, e li deposita in una cesta che abbandona alla acque del Tevere e al volere degli Dèi. La cesta viene trasportata a riva dalla corrente, i due gemelli trovano rifugio presso l’albero di fico “Ruminal”(1) e vengono svezzati da una lupa, per poi essere cresciuti da una coppia di pastori (Faustolo e Acca Larenzia). Una volta adulti Romolo e Remo, venuti a conoscenza delle loro origini si pongono alla guida di un esercito, uccidono Amulio e i suoi seguaci e reìnsediano Numitore, che per riconoscenza concede loro di fondare una città. Per stabilire quali dei due fratelli dovesse tracciare il solco sacro e dare il nome alla città, i due gemelli consultano il volo degli uccelli: Remo dal colle Aventino vede sei avvoltoi, Romolo dal Palatino ne vede dodici. Aggiogando due buoi bianchi(2) viene tracciato il perimetro di Roma, vengono fatti sacrifici agli Dèi e viene acceso un fuoco sacro. Remo sorpreso a saltare per scherno il solco sacro, viene ucciso da Romolo. Era il 21 aprile 753 a.C., NATALE di Roma.

II Mito di Romolo e Remo testimonia l’origine sacra di Roma e Indoeuropea dei romani, restauratori del sacro ordine della Tradizione. Roma nasce sotto il segno del Dio guerriero Marte, e tale paternità sigilla il carattere guerriero e marziale della romanità. L’unione di Marte, espressione dell’aspetto maschile fecondatore dell’esistenza, e di una vergine vestale, espressione dell’aspetto femminile generativo dell’esistenza, testimonia il ritrovato equilibrio fra i due poli opposti ma complementari -maschile e femminile- e l’inizio di un nuovo ordine che avrà come fondatore un eroe divino: Romolo. La nascita di un eroe divino dall’unione fra un Dio e una mortale è un mito ricorrente nei popoli indoeuropei: Zeus e Latona generano Apollo, Zeus e Alcmene generano Eracle, etc. L’abbandono dei due gemelli(3) alle acque e la loro sopravvivenza ripropongono il simbolo dei “Salvati dalle acque”. Ciò rappresenta il superamento del flusso del divenire che travolge e affoga gli uomini deboli, ma che è indifferente a colui che supera la propria natura mortale. Egli è l’EROE, il messaggero della Tradizione, che ha il compito di ristabilire l’Ordine Divino nel mondo.I! fico “Ruminal” presso il quale i gemelli trovano rifugio simboleggia “l’albero del Mondo”, espressione della vita universale da cui traggono nutrimento Dèi ed Eroi (Odino, Eracle, Gilgamesh). Il Lupo rappresenta la forza primordiale e selvaggia della natura ma anche la semplicità, l’asprezza, la forza virile dei conquistatori: è la potenza che rigenera il mondo.I due gemelli rappresentano la lotta fra il principio ordinatore – Romolo – e il caos – Remo.(4) Gli Dèi attraverso il volo dei 12 avvoltoi testimoniano la designazione di Romolo quale fondatore di Roma. Il volo degli uccelli rappresenta la lingua dell’umanità primordiale, la voce degli Dèi. Inoltre il numero 12 è significativo, perchè ricorrente in vari Centri che hanno incarnato e diffuso la Tradizione solare: 12 adityva solari della tradizione Indù, le 12 tappe del cammino del Dio-eroe Gilgamesh, le 12 fatiche di Eracle, i 12 discepoli di Lao-Tze, i 12 Dèi dell’Olimpo greco, le 12 verghe del fascio littorio, i 12 cavalieri della Tavola rotonda, i 12 apostoli, etc. La ritualità seguita da Romolo nel tracciare i confini dell’Orbe, i sacrifici offerti agli Dei indicano il rispetto che il Romano nutriva per le leggi che regolano l’universo. Remo prendendosi gioco del solco sacro sfida presuntuosamente la divinità e ritiene di poter superare i limiti e le facoltà che sono proprie di un comune mortale. Romolo espressione del principio olimpico si oppone alla prevaricazione titanica di Remo, e uccidendo quest’ultimo garantisce il rispetto dell’Ordine.


NOTE

1: Questo nome rimanda all’idea di nutrire: l’attributo di Ruminus riferito a Giove, nell’antica lingua latina designava la Sua qualità di “nutritore”.2: “II duce (Romolo) … comincia a tracciare il solco rituale, badando che all’interno, dalla parte della città, sia la vacca, immagine della fertilità e fuori, dalla parte della campagna, il bue, emblema della forza”. Da “La razza di Roma” di M. Scaligero, pag. 81.3: Il tema dei Gemelli o dei Fratelli si ritrova in numerose tradizioni, come ad esempio in quella egiziana o in quella ebraico-cristiana. E’ il tema di un unico principio dal quale si differenzia una antitesi raffigurata dall’antagonismo tra i due. Uno incarna la potenza luminosa del Sole, l’altro il principio oscuro. In riferimento a Romolo e Remo, il primo è colui il quale traccia il solco e stabilisce così un Limite, l’Autorità, la Legge. II secondo è colui che tale Limite oltraggia, e per questo viene ucciso.4: “Remo, il quale sta a simboleggiare l’elemento antigerarchico, proprio al periodo decadente del matriarcato, vìola la intangibilità del solco e Romolo lo punisce. Ciò vuole significare la inviolabilità di ciò che è ritualmente consacrato e l’affermazione del nascente spirito guerriero olimpico, antiegualitario, sul vecchio spirito orgiastico, comunistico, anarcoide: è il primo atto di giustizia inesorabile, di senso di subordinazione assoluta ad un ideale superiore di cui da quel momento la Civitas sarà la manifestazione vivente”. Da “La razza di Roma” di M. Scaligero, pag. 78.

Tratto da www.azionetradizionale.com

Fote foto: satyrnet.it


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9 aprile 2021

Campanile della chiesa di Santa Fermina in una stampa del 1848

Ho ingrandito un particolare di questa famosa stampa incisa nel 1848 da James Tillbitt Willmore su disegno di W. Leicht. Come tanti qui a Civitavecchia ne posseggo una. Il livello dell'incisione è altissimo. Si tratta in realtà di un'acquaforte. La lastra da cui è ricavata è in acciaio,  presumo che l'autore abbia usato per il disegno di base una camera oscura, visto l'insieme, molto aderente alla realtà dell'epoca. Per questo motivo mi ha sempre colpito quel campanile mai visto in altre stampe o foto. Quello era forse il campanile pertinente alla chiesetta di Santa Fermina all'interno del Forte. Mi affido agli studiosi civitavecchiesi per avere qualche notizia in più sulla storia di questo campanile.

Francesco Etna


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9 marzo 2021

Comunicato: Riapriamo i giardini del Monumento ai Mutilati e agli Invalidi del Lavoro


Il Comitato 14 Maggio porta all'attenzione l'attuale stato dei giardini del Monumento ai Mutilati e agli Invalidi del Lavoro situato in via Braccianese Claudia angolo via Isonzo. L'area in questione si trova chiusa da anni, priva di qualsiasi manutenzione e sottratta alla cittadinanza.

Aspetto ancor più importante, il Monumento si vede privato della funzione per cui è stato costruito: omaggiare quanti sono rimasti mutilati o invalidi sul lavoro e sensibilizzare la comunità in merito a questo importante tema.

Ci auguriamo che l'amministrazione non rimanga indifferente a questo spazio sottratto da troppo tempo alla comunità ma che al contrario, con la sua autorevolezza, coinvolga l’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro (ANMIL) di Civitavecchia, in cui gestione si trova il monumento in questione, affinché venga intrapresa la riqualificazione dell'area e riaperti i cancelli ai cittadini.

E’ un nostro augurio che per il prossimo 11 ottobre 2021, Giornata nazionale dedicata ai mutilati e agli invalidi del lavoro, il Comune, con l’ANMIL e insieme alla cittadinanza possa deporre un fiore al monumento dei Mutilati e Invalidi del Lavoro in omaggio a quanti sono rimasti feriti compiendo il proprio dovere in fabbrica o su qualsiasi altro posto di lavoro.

A tal proposito il Comitato 14 Maggio si offre disponibile a collaborare per la riqualificazione dell'area.

Il direttivo del Comitato 14 Maggio

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21 febbraio 2021

Progetto Roma Marina Yachting, un dialogo tra passato e presente

Sembrerebbe essere stato confermato il progetto della Roma Marina Yachting, joint venture tra Port Mobility e la Societe Monegasque Internationale Portuaire di cui fa parte il Principe Alberto II di Monaco, volto a trasformare il porto storico di  Civitavecchia in un approdo turistico per yacht di lusso. Infatti è di qualche giorno fa la sentenza del Tar che respinge il ricorso della Porto Storico, una tra le società escluse dal concorso di idee per lo specchio d'acqua di fronte al Forte Michelangelo. Il progetto di RMY oltre a prevedere un'adeguata sistemazione infrastrutturale per yacht e barche presta una giusta attenzione anche al recupero del porto storico, con il restauro del molo del Lazzaretto, della cinta muraglia intorno alla darsena romana e, infine, il fiore all'occhiello dell'intero piano, la ricostruzione dell'arsenale Bernini. L'ultimo ostacolo adesso è ottenere l'avviso favorevole dal MiBAC per il piano paesaggistico. Un progetto, dunque, che a nostro avviso sembra coniugare in maniera vincente, almeno fin ora, le esigenze tecnico-funzionali di sviluppo con il rispetto e la valorizzazione del patrimonio e le specificità locali. Una svolta quindi rispetto al totalitarismo dell'utilitarismo del secondo dopoguerra nemica della bellezza e della tradizione, che ha portato alla distruzione dell'arsenale Bernini, all'oscuramento dell'orizzonte per mezzo dei silos a fianco al Forte Michelangelo e al sequestro della marina per mezzo della ferrovia attraversante il viale Garibaldi. Insomma, innovare, se non è continuare, significa uccidere.

La nuova marina per Superyacht

L'Autorità Portuale ha avviato un importante processo di riqualificazione del porto storico di Civitavecchia che prevede di dedicare l'antico porto romano alla nautica diportistica principalmente per barche di grandi dimensioni. Il porto commerciale, oggi divenuto il primo porto crocieristico del Mediterraneo, sarà completamente separato da quello storico, e in quest'ultimo verrà realizzato, per fasi, un vero e proprio marina con diverse segmentazioni delle attività diportistiche, sia nella darsena Traianea che in quella Romana, per un totale di 188 posti barca con dimensioni dai 15 ad oltre 100 metri, con servizi e strutture a terra di assoluta eccellenza.


La darsena traianea Sud

Nella "Darsena Traianea Sud", racchiusa tra le banchine 5, 6 e 7 del Porto Storico, saranno subito disponibili 14 posti per yacht dai 40 agli oltre 100 metri.

In particolare, saranno disponibili una banchina (Quay West) da 230 metri lineari e una (Quay East) da 105 metri lineari per approdi "all’inglese".



La darsena traianea Nord

La fase successiva del progetto prevede l'apertura e l’utilizzo del resto del porto storico. La Darsena Traianea Nord consentirà l'ormeggio di circa 100 imbarcazioni dai 10 ai 50 metri di lunghezza.

 

La darsena romana

Il Roma Marina Yachting sarà completato con l'utilizzo della Darsena Romana per l'ormeggio di oltre 70 barche dai 15 ai 25 metri.



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17 febbraio 2021

Mercoledì delle Ceneri | Inizio del tempo di Quaresima

 

Le celebrazioni pasquali sono precedute dal tempo di Quaresima (in latino quadragesima, ovvero «quarantesimo» giorno), che comincia nel rito romano il mercoledì delle Ceneri e dura fino al tramonto del giovedì santo, prima della messa in Coena Domini.

Una prassi penitenziale con digiuno al venerdì e sabato santo è documentata fin dalla seconda metà del secolo II a Roma dove successivamente la preparazione alla Pasqua si estese per tre settimane, come indirettamente conferma la lettura del calendario filocaliano che non registra feste di martiri fra il 7 marzo e il 19 maggio: e questo è esattamente l’intervallo che permette di collocare i cinquanta giorni della festa pasquale e le tre settimane di digiuno e di penitenza preparatoria.

La Quaresima vera e propria, ovvero il periodo di preparazione di circa 40 giorni, fu adottata in Oriente dall’inizio del secolo IV e a Roma nel 384. In Oriente cominciava dal lunedì dopo la domenica di Sessagesima perché non si poteva digiunare né la domenica né il sabato, e dunque erano necessarie otto settimane prima della Pasqua (8 In Occidente invece, dove soltanto di domenica non si digiunava, durava originariamente dalla prima domenica di Quaresima fino al sabato santo incluso, cioè per 36 giorni di digiuno effettivo che si ridussero addirittura a 34 quando, nella prima metà del secolo V, invalse l’usanza di concluderla al giovedì santo perché il venerdì e il sabato costituirono con la domenica il «sacro triduo di Pasqua».

Ma l’osservanza delle cifre bibliche induceva i cristiani a digiunare quaranta giorni poiché, come avrebbe scritto il Venerabile Beda, altrettanti furono i giorni in cui avevano digiunato Mosè, Elia e il Cristo, e quaranta furono anche i giorni del Diluvio Universale, periodo di purificazione; sicché con il secolo VI si reintegrarono il venerdì e il sabato santo nella Quaresima cui s’aggiunsero quattro giorni della settimana della Quinquagesima, facendola così cominciare da quello che si sarebbe chiamato più tardi il mercoledì delle Ceneri: quaranta giorni che erano la preparazione di tutti alla salvezza, dei penitenti alla riconciliazione, dei catecumeni al battesimo; ma sarebbero diventati trentanove col primo medioevo quando il giovedì entrò a far parte del «triduo della Passione».

Si formò anche un periodo di preparazione alla Quaresima, il tempo di Settuagesima, oggi abolito, che durava dalla domenica di Settuagesima (così detta perché era il settantesimo giorno prima del sabato dell’ottava di Pasqua, detto anche clausum Paschae) fino a quello che si sarebbe poi chiamato il martedì grasso: sicché nel medioevo il tempo di Settuagesima avrebbe assunto la funzione di frenare o esorcizzare- ma con scarsi risultati – i giorni più frenetici del Carnevale.

Con la recente riforma liturgica si è restaurato l’antico triduo pasquale facendo terminare la Quaresima con il giovedì santo, al calar della notte: sicché essa non è più di 40 ma di 38 giorni poiché sono escluse le domeniche – mentre quella del calendario ambrosiano è di 34 giorni perché s’inizia la prima domenica di Quaresima. Il mercoledì delle Ceneri, con cui s’apre invece la Quaresima nel rito romano, era detto un tempo in latino anche Caput quadragesimae oppure Caput ieiunii, inizio del digiuno.

Le prime testimonianze sulla benedizione e cospersione delle Ceneri risalgono al secolo X. Venivano imposte ai soli penitenti che, ricevuta la penitenza dal vescovo, attendevano il giorno della riconciliazione vestiti di sacco. Poi, venendo meno la penitenza pubblica, la Chiesa estese il rito, di origine gallicana, a tutti i credenti per ricordare il comune destino mortale causato dalla Caduta originale, e umiliarne così l’orgoglio.

Le Ceneri, secondo la tradizione, si devono ottenere dai rami di olivo benedetti l’anno precedente nella domenica delle Palme. Il sacerdote le benedice in un vasetto sopra l’altare; e dopo aver pregato e posto l’incenso nel turibolo, le asperge tre volte recitando l’antifona Asperges senza canto e senza salmo, e le incensa tre volte. Quindi un sacerdote, avvicinatosi all’altare, impone le Ceneri al celebrante in piedi; e se non vi è nessun sacerdote, è lo stesso celebrante a imporsele dopo essersi inginocchiato. Infine a capo scoperto, le impone a tutti i fedeli dicendo in latino, là dove lo si usa ancora, la formula tradizionale: Memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris; ovvero: «Ricordati, uomo, che sei polvere e in polvere ritornerai».

La Quaresima è il tempo durante il quale il Cristo purifica la sua «sposa», la Chiesa. La penitenza dei fedeli, segno della partecipazione al Cristo che si fa penitente per ogni uomo col digiuno nel deserto, consiste nell’ascolto più frequente della Parola di Dio, nella preghiera più intensa e prolungata, nel digiuno e nelle opere di carità.

Alfredo Cattabiani

Fonte: A. Cattabiani - Calendario, via aurhelio.it

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1 febbraio 2021

Consigli di lettura | Le terme e il mare, II-VII secolo d.C. Atti del colloquio internazionale (Roma-Civitavecchia, 3-4 novembre 2016)

 


Il libro è reperibile sul sito edizioni Quasar.

I Temi

C. Corsi, L’acqua e la strada: stabilimenti termali e stazioni stradali costiere tra età medio-imperiale e tardo-antico

G.L. Gregori, G. Crimi, Le terme marittime nelle fonti epigrafiche e letterarie

C. Sfameni, More baiano. Le terme nelle villae maritimae tardoantiche fra tradizione e innovazioni

C. Citter, A. Patacchini, Approcci postdittivi sulle scelte locazionali degli impianti termali fra antichità e alto medioevo. Il caso toscano

M. David, Il mare nelle terme: l’impronta di Agrippa nei complessi termali di epoca imperiale e tardoimperiale

F.R. Stasolla, Le terme marittime in Occidente. Ultimo atto


I Contesti

C. Caligari, Terme pubbliche ed evergetismo nelle regiones VIII, IX, X, XI

F. Enei, S. Nardi Combescure, Castrum Novum. Il balneum e la caupona delle Guardiole

G. Stracci, Le Terme Taurine nel territorio di Centumcellae

C. Pavolini, C. Bassoli, T. Leone, A. Villari, Una terma sul mare in una probabile mansio a Columna (Civitavecchia)

E. Evangelista, Valorizzazione del complesso termale di Columna e Parco Archeologico “Frasca-Mattonara”

G. Poccardi, Les balnea d’Ostia Antica et leur rapport à la mer

S. De Togni, M.S. Graziano, Le terme dello Scheletro di Ostia

N. Canu, F. Condò, C. Tilocca, Terme marittime nella Sardegna nord-occidentale. Nuovi dati da Lu Bagnu-Castelsardo (Sassari)

C. Caligari, Dai bagni greci alle terme romane in Magna Grecia e Sicilia

V. Caminneci, Aquae Labodes, una statio termale sulla costa occidentale della Sicilia

I. Arvanitidou, Roman Baths in the Ionian Islands and along the Ionian Coast

S. Sánchez de la Parra Pérez, Evergetismo provincial en termas en termas marítimas occidentales de época tardoantigua

S. Maréchal, M. Paulin, G. Dagnas, M. Bonifay, V. Michel, Les Thermes du Levant: un pôle d’activité dans un quartier portuaire de Leptis Magna (Libye)


https://edizioniquasar.it/

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27 gennaio 2021

Comunicato: Valorizziamo la villa dell’imperatore Traiano!

In occasione dell’anniversario dell’ascesa al trono di Traiano in qualità di Imperatore di Roma, risalente al 27 gennaio del 98 d.C., il Comitato 14 Maggio oltre a commemorare solennemente tale evento, denuncia lo stato di abbandono che interessa l’area archeologica dell’antica villa dell’imperatore, situata fra la caserma “Giorgi” e l’Ospedale San Paolo.  Un prestigioso sito di valore inestimabile - menzionato persino negli scritti di Plinio il Giovane - che testimonia il legame di Civitavecchia con uno dei più grandi imperatori che la storia ricordi.

L'imperatore Traiano, infatti, oltre ad essere il fondatore della città, rappresenta anche un ponte con l'eredità eterna di Roma, motivi per i quali ogni pietra del patrimonio archeologico attuale, andrebbe scupolosamente curata.

Auspichiamo che la recente istituzione del Parco Archeologico di Aquae Tauri, possa finalmente rappresentare un segnale incoraggiante verso la valorizzazione del patrimonio culturale locale, anche con l’inserimento della villa imperiale nell’ambizioso progetto. Il Comitato a riguardo, è fin d’ora disponibile ad una proficua collaborazione. 

Il Direttivo del Comitato 14 Maggio




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Comitato 10 Febbraio

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