La nuova statua del bacio ci rappresenta nella memoria e nell'identità

Il posizionamento della statua “Il bacio della memoria di un porto” restituisce finalmente alla città un po’ di bellezza, di bontà e di giustizia

Incontro con il Sindaco per intitolare una piazza alle vittime dei bombardamenti

Il Comitato 14 Maggio ha avanzato una richiesta scritta di intitolare il piazzale compreso tra via Mazzini e Via Gorizia alle vittime civili dei bombardamenti anglo-americani

Anniversario della nascita dell'Optimus Princeps, il fondatore di Civitavecchia

Ogni nuovo Imperatore dopo Traiano veniva salutato dal Senato con l'augurio: possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano (Felicior Augusto, melior Traiano)

Recensione della nostra visita presso la Macchina del Tempo Civitavecchia

E’ una calda sera di agosto quella che ci vede, insieme ad alcuni simpatizzanti, in visita presso la Macchina del Tempo, progetto inedito a cura di Roberta Galletta, divulgatrice storica

14 maggio, Anniversario dei bombardamenti anglo-americani su Civitavecchia

Il Comitato ha deposto un omaggio floreale presso il Monumento alle Vittime civili dei Bombardamenti, partecipando alla cerimonia ufficiale insieme alle autorità locali per ricordare quanti hanno perso la vita durante la 1° incursione aerea alleata.

6 aprile 2016

Il doppio senso dell'anonimato

Articolo sulla differenza tra l'anonimato impersonale, ovvero il dono disinteressato di sé, e l'anonimato senza identità.

“[…] A proposito della concezione tradizionale dei mestieri, che fa tutt’uno con quella delle arti, dobbiamo segnalare un’altra questione importante: le opere dell’arte tradizionale, ad esempio quella medioevale, sono generalmente anonime […] Qualche osservatore superficiale potrebbe forse pensare che ciò sia comparabile al carattere ugualmente anonimo dei prodotti industriali di oggi, benché questi non siano certamente «opere d’arte» ad alcun titolo; ma la verità è un’altra, perché, se effettivamente c’è anonimato in entrambi i casi, è per ragioni esattamente contrarie. […] Ordunque, l’anonimato può caratterizzare l’«infraumano» altrettanto bene che il «sopraumano»; il primo caso è quello dell’anonimato moderno, […] mentre il secondo è quello dell’anonimato tradizionale nelle sue diverse applicazioni, ivi compresa quella concernente le opere d’arte. […] Ma non si creda che il riflesso dell’anonimato nell’ordine sociale si limiti a questo caso particolare: ciò equivarrebbe a farsi ingannare dall’abitudine di distinguere fra «sacro» e «profano», distinzione che, diciamolo ancora una volta, non esiste ed è anzi priva di senso nelle società strettamente tradizionali. Quanto abbiamo detto del carattere «rituale» che in esse riveste tutta l’attività umana lo spiega a sufficienza […] nulla di stupefacente dunque che l’anonimato vi sia di regola, perché ciò rappresenta la vera conformità a quell’«ordine» che l’artifex deve cercare di realizzare il più perfettamente possibile in tutte le sue opere. A questo punto si potrebbe sollevare una obiezione: se il mestiere deve essere conforme alla natura di colui che lo esercita, l’opera prodotta, abbiamo detto, esprimerà necessariamente questa natura, e potrà esser riguardata come perfetta nel suo genere, o costituente un «capolavoro», quando la esprimerà in maniera adeguata; orbene, la natura in questione è l’aspetto essenziale dell’individualità, cioè quello che si definisce mediante il «nome»: non si tratta forse di qualcosa che pare andare direttamente al rovescio dell’anonimato? Per rispondere bisogna anzitutto fare osservare che, a dispetto di tutte le false interpretazioni occidentali su nozioni come quelle di Moksha e di Nirvâna, l’estinzione dell’«io» non è in alcun modo una annichilazione dell’essere, ma al contrario essa implica una specie di «sublimazione» delle sue possibilità (diversamente, osserviamolo di sfuggita, la stessa idea di «resurrezione» non avrebbe alcun senso); senza dubbio l’artifex che si trova ancora nello stato individuale umano non può che tendere verso una simile «sublimazione», ma il fatto di conservare l’anonimato sarà appunto per lui il segno di questa tendenza «trasformante» [ è ciò che esprime matematicamente Florenskij …] Se ora passiamo all’altro estremo, quello rappresentato dall’industria moderna, vediamo che l’operaio vi è sì altrettanto anonimo, ma perché ciò che egli produce non esprime niente di lui stesso ed in realtà non è neanche opera sua, essendo puramente «meccanica» la funzione che egli svolge in tale produzione. In definitiva, l’operaio come tale non ha in realtà alcun «nome», perché, nel suo lavoro, egli non è che una semplice «unità» numerica senza qualità proprie […] e così, come dicevamo prima, la sua attività non ha più niente di veramente umano, anzi, ben lungi dal tradurre o per lo meno dal riflettere qualcosa di «sopraumano», essa è ridotta all’«infraumano», nel quale ambito essa tende verso il grado più basso, cioè verso una modalità tanto quantitativa, quanto è possibile realizzarla nel mondo manifestato. […] Se ci si chiede che cosa diventi l’uomo in tali condizioni, vediamo che, a causa della sempre più accentuata predominanza in lui della quantità sulla qualità, egli è per così dire ridotto al suo aspetto sostanziale, […] egli è dunque realmente «anonimo», ma nel significato inferiore del termine. […] questa «confusione» nella molteplicità quantitativa corrisponde ancora, per inversione, alla «fusione» nell’unità principiale. In quest’ultima l’essere possiede tutta la pienezza delle sue passibilità «trasformate», cosicché si può dire che la distinzione, intesa in senso qualitativo, vi è spinta al massimo grado, pur essendo contemporaneamente sparita qualsiasi separazione. Nella quantità pura, al contrario, la separazione è al massimo perché ivi risiede il principio stesso della «separatività», […] ma contemporaneamente, data la sua sempre maggiore indistinzione qualitativa in seno alla «massa», egli tende veramente a confondersi in essa. La parola «confusione» è qui tanto più appropriata in quanto evoca la indistinzione tutta potenziale del «caos», […] ove tutto è in potenza e niente è in atto, cosicché il termine ultimo, se lo si potesse raggiungere, sarebbe una vera «dissoluzione» di quanto nell’individualità vi è di realtà positiva [ e qui si vede bene la negazione dei gesti rituali che sono il supporto di qualsiasi realizzazione, radicalmente negata ]; e, proprio in virtù dell’estrema opposizione esistente tra l’una e l’altra, questa confusione degli esseri nell’uniformità appare come una sinistra e «satanica» parodia della loro fusione nell’unità. “

Tratto da Il regno della quantità e i segni dei tempi di René Guénon

Fonte: Scienza Sacra, Biblioteca di testi e studi tradizionali
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Documentario sulla città di Civitavecchia su Rai2

Un bellissimo reportage della trasmissione di RAI2 "Sereno Variabile" di Osvaldo Bevilacqua sulla nostra Città che ha saputo cogliere il meglio di Civitavecchia: storia, monumenti, vita comunitaria, gastronomia e tanto altro.


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4 aprile 2016

Comunicato: La memoria della Città non è un pesce d'aprile


Sabato 2 Aprile il Comitato 14 Maggio si è dato appuntamento in via Mazzini per l’intervento di pulizia e cura del decoro avente per oggetto il Monumento alle Vittime – civili - dei Bombardamenti anglo-americani su Civitavecchia.
In vista dell’anniversario tra circa un mese dell’ << Immane Tragedia >>, così come riporta la dicitura sulla lapide commemorativa, i volontari del Comitato hanno dedicato una mattinata a ripulire l’intero piazzale antistante il Monumento, curando e annaffiando i fiori già esistenti nei vasi della piazzetta e piantandone altri in quelli in cui, per ragioni di incuria, non ce n’erano più.
Notiamo con soddisfazione che, a seguito dei passati appelli del Comitato, il Monumento gode oggi di maggiore considerazione nonostante questo non evita che esso cada periodicamente nel degrado o che venga avvolte usato come parcheggio per biciclette e passeggini.
L’attività di cura del Comitato 14 Maggio, verso il Monumento in questione, vuole essere un esercizio al dono disinteressato di se  coltivando allo stesso tempo il legame intergenerazionale nonché la memoria della Città attraverso il rispetto di un impegno concreto che ci si è assunti.
Il Comitato 14 Maggio si congratula, inoltre, con gli autori del pesce d’aprile consistente nella notizia del ritorno della statua denominata “bacio del mare” o “resa incondizionata”, raffigurante un marinaio americano. Si, perché ogni prospettiva di ritorno di quella statua, al di là del suo improbabile valore artistico, non può che essere affrontata con lo spirito del pesce d’aprile.  Vi immaginate, rispettando le proporzioni, le risate che provocherebbe a Dresda la possibilità del posizionamento di una statua raffigurante le truppe britanniche?











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29 marzo 2016

Civitavecchia tra Impero, Papato e Campidoglio | 31 Marzo


Segnaliamo la conferenza "Civitavecchia tra Impero, Papato e Campidoglio" a cura di Flavia Minoia, ricercatrice in storia medievale presso il Dipartimento di Storia dell'Università di Tor Vergata.
L'evento, che si terrà Giovedì 31 Marzo alle 17:30 in Piazza Leandra 5, fa parte del ciclo di conferenze organizzate dall'Associazione Archeologica Centumcellae in collaborazione anche con Società Storica Civitavecchiese.

Nella foto "Guelfi e Ghibellini".
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Le radici sono un capitale inestimabile | Antoine de Saint-Exupéry

Quell'anno morì colui che regnava a est del mio impero. Colui che io avevo aspramente combattuto, comprendendo dopo tante lotte che mi appoggiavo a lui come a un muro. Ricordo ancora i nostri incontri. Si piantava nel deserto una tenda color porpora, che rimaneva vuota, e noi ci recavamo entrambi sotto questa, mentre i nostri eserciti restavano separati poiché è pericolosa la mescolanza degli uomini. La folla vive solo nel suo ventre. Tutte le dorature si scrostano. Così essi ci guardavano con invidia e siccome facevano assegnamento sulle loro armi non si lasciavano prendere da una facile commozione. Aveva ragione mio padre quando diceva: <<Non devi incontrare l'uomo in superficie ma al settimo piano della sua anima, del suo cuore e della sua mente. Altrimenti se vi cercherete negli impulsi più volgari, finirete per versare sangue inutilmente >>.


Perciò io l'avevo compreso e lo incontravo disarmato e murato in un triplice bastione di solitudine. Ci sedevamo sulla sabbia, l'uno di fronte all'altra. Non so chi di noi due fosse allora il più potente. Ma in quella solitudine sacra la potenza diveniva moderazione. Poiché le nostre gesta scuotevano il mondo, ma noi le moderavamo. Discutevamo allora di pascoli << Ho venticinque mila bestie che muoiono di sete >>, diceva. << Dalle tue parti è piovuto >>.

Ma io non potevo tollerare che portassero da noi le loro usanze straniere e il dubbio che fa marcire. Come potevo accogliere nelle mie terre quei pastori di un altro universo? E gli rispondevo: <<Ho venti-cinque mila bambini che devono imparare le loro preghiere e non quelle altrui, perché altrimenti non avranno forma...>>. E le armi decidevano le controversie tra i nostri popoli. Noi eravamo simili a due maree che vanno e vengono. E se nessuno di noi avanzava, benché premessimo con tutte le nostre forze contro l'avversario, ciò significava che eravamo all'apogeo, avendo rafforzato il nostro nemico con la sua sconfitta. << Tu mi hai vinto, perciò sono io il più forte>>.

Non che io disprezzassi la sua grandezza, né i giardini pensili della sua capitale, né i profumi dei suoi mercanti, né la fine oreficeria dei suoi cesellatori, né le sue grandi dighe per le acque. L'uomo inferiore inventa il disprezzo, perché la sua verità esclude le altre.

Ma noi che sapevamo che le verità coesistono, non pensavamo certo di sminuirci riconoscendo quella dell'altro, benché essa fosse il nostro errore. Il melo, che io sappia, non disprezza la vite, né la palma il cedro. Ognuno si aggrappa al più forte, ma non confonde le proprie radici. E salva così la sua forma e la sua essenza poiché si tratta di un capitale inestimabile che non si deve imbastardire.

Tratto da Cittadella, di Antoine de Saint-Exupéry
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19 marzo 2016

L'arte del Mosaico | A Civitavecchia il 24 Marzo


Segnaliamo la conferenza sulla splendida arte del "Mosaico" a cura del laureando in Archeologia, Nico Cirotto.

L'evento, che si terrà Giovedì 24 Marzo alle 17:30 in Piazza Leandra 5, fa parte del ciclo di conferenze organizzate dall'Associazione Archeologica Centumcellae in collaborazione anche con Società Storica Civitavecchiese.

Nella foto un mosaico del pavimento dei cubicula presso le Terme Taurine.

Fonte foto: canino.info
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18 marzo 2016

Rappresentazione della Passione alle Terme Taurine

Nello splendido scenario delle Terme Taurine a Civitavecchia torna anche quest’anno a cura della Pro Loco di Civitavecchia la rappresentazione della Passione.

Con “Il Volto dell’Uomo” si vuole raccontare il processo a Gesù. Agli attori protagonisti, che rappresentano le persone che hanno rivestito un ruolo fondamentale nella vita di Gesù Cristo, è data la possibilità di spiegare, a distanza di anni, i sentimenti e le ragioni delle loro azioni confrontandole con i comportamenti, le debolezze e le paure dell’intero genere umano.  Ancora oggi, con la propria indifferenza, l’egoismo e la violenza, l’uomo condanna e crocifigge ogni giorno Gesù tradendolo nei suoi insegnamenti.

L’intera manifestazione vedrà la partecipazione di attori e comparse della stessa Pro Loco e di altre compagnie teatrali, oltre alla collaborazione con diverse realtà associative di Civitavecchia.

L’appuntamento è per stasera, venerdì 18, e sabato 19 marzo dalle ore 17,30 alle 21,00.





Fonte: UNPLI




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