La nuova statua del bacio ci rappresenta nella memoria e nell'identità

Il posizionamento della statua “Il bacio della memoria di un porto” restituisce finalmente alla città un po’ di bellezza, di bontà e di giustizia

Incontro con il Sindaco per intitolare una piazza alle vittime dei bombardamenti

Il Comitato 14 Maggio ha avanzato una richiesta scritta di intitolare il piazzale compreso tra via Mazzini e Via Gorizia alle vittime civili dei bombardamenti anglo-americani

Anniversario della nascita dell'Optimus Princeps, il fondatore di Civitavecchia

Ogni nuovo Imperatore dopo Traiano veniva salutato dal Senato con l'augurio: possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano (Felicior Augusto, melior Traiano)

Recensione della nostra visita presso la Macchina del Tempo Civitavecchia

E’ una calda sera di agosto quella che ci vede, insieme ad alcuni simpatizzanti, in visita presso la Macchina del Tempo, progetto inedito a cura di Roberta Galletta, divulgatrice storica

14 maggio, Anniversario dei bombardamenti anglo-americani su Civitavecchia

Il Comitato ha deposto un omaggio floreale presso il Monumento alle Vittime civili dei Bombardamenti, partecipando alla cerimonia ufficiale insieme alle autorità locali per ricordare quanti hanno perso la vita durante la 1° incursione aerea alleata.

Visualizzazione post con etichetta simbolo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta simbolo. Mostra tutti i post

21 aprile 2022

21 Aprile, Natale di Roma | Un bagaglio universale di simboli

La ricorrenza del Natale di Roma che si celebra il 21 Aprile è da tempo diventata, nella città stessa di cui si festeggia la nascita, una cerimonia folkloristica a base di fasce tricolori, feste in costume e vigili urbani; condita al massimo con qualche corona d’alloro e qualche discorso ufficiale carico di retorica e vuoto formalismo. Del significato autentico di quell’evento e del bagaglio di simboli ad esso connessi non v’è traccia, né ricordo, né tanto meno consapevolezza. Del resto simili riferimenti sono del tutto estranei ed inconcepibili per la quasi totalità delle persone, concentrate su (ma sarebbe forse meglio dire: distratte da) cose materiali e rinchiusi in orizzonti ristrettissimi, essendo interessati esclusivamente alle esigenze della propria sfera animale.

Eppure le leggende relative alla nascita di Roma contengono una tale quantità di elementi simbolici, da farne un trattato esemplare sulla costituzione di un Centro spirituale e dei molteplici significati di un tale Centro. A cominciare dalla nascita miracolosa del fondatore, dovuta all’unione di un dio e una donna mortale (Marte e la vestale Rea Silvia); proseguendo con la coppia antagonista dei gemelli (Romolo e Remo), salvati dalle acque e allevati da una lupa, all’ombra di un albero sacro (il fico Ruminal).

Dove l’elemento dall’alto, il dio Marte come personificazione della virilità guerriera, feconda la vergine sacra per dare alla luce due gemelli (raffigurazione delle tendenze opposte che ogni essere umano porta in sé) che, come tanti altri eroi mitologici, vengono salvati dalle acque (la corrente del tempo, l’elemento base della vita mortale e della sua instabilità, le contingenze passionali cui è soggetto l’io), per essere allevati dalla lupa, animale dal doppio aspetto (ancora la duplicità insita nelle cose manifestate e umane), simbolo della  forza oscura e della natura feroce e selvaggia, ma anche di luce e luminosità.

Tutti elementi che evidenziano chiaramente la stretta analogia fra il singolo essere umano destinato alla propria realizzazione spirituale, significativamente espressa nell’assunzione celeste di Romolo, «restituito dalla terra al cielo dopo che per mezzo del fuoco folgorante fu distrutta la parte mortale del corpo di lui», e la Città Eterna, fonte di stabilità e ordine, nata per rappresentare e realizzare sulla terra l’armonia soprannaturale.

Solo l’uomo che regola le sue passioni e vince il caos in sé può dar vita ad uno Stato ordinato e tendente al bene, mantenendo entrambi sulla via di Dio. 

Serriamo i ranghi, manteniamoci svegli e puri, prendiamo a modello quel che fu nobile e bello, e non contribuiamo in alcun modo alla menzogna e all’iniquità, perché i tempi stringono e l’Ora può sorprenderci in qualunque momento impreparati e indifesi.

tratto dal sito di Heliodromos (via azionetradizionale.com)

Share:

12 aprile 2017

Pasqua d'Uovo

Una volta la Domenica di Resurrezione si chiamava «Pasqua d’uovo»: in molte cattedrali, al giovedì santo, si deponeva un uovo di struzzo nel sepolcro rituale insieme con l’Eucarestia e lo si ritirava il giorno di Pasqua cantando: «Surrexit Dominus vere: alleluia!». L’uovo dunque è il simbolo del Cristo risorto e della speranza nella futura resurrezione dei fedeli in Lui. D’altronde, in ogni tradizione l’uovo è simbolo di nascita e di rinascita. «Omne vivum ex ovo», dice un proverbio.

Ma l’uovo, che nasce da una vita e dà origine a una nuova vita, è anche il simbolo universale del rinnovamento periodico della natura; è quindi adatto per simboleggiare il rinnovamento dell’anno astrologico all’equinozio di primavera. Mangiare uova significava pertanto augurarsi un buon anno nuovo. Tutti questi simbolismi sono stati cristianizzati alla luce del Prologo del Vangelo di Giovanni che diceva: «In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste».

Fu dunque facile immaginare l’uovo cosmico come simbolo del Cristo. Ma il Cristo è anche colui che muore e risorge; sicché l’uovo come un sepolcro in cui si prepara una nuova vita destinata a venire alla luce non poteva non ispirare ai primi cristiani anche il simbolo della Resurrezione. Per questo motivo nelle tombe dei martiri, a Roma, si sono ritrovate uova di marmo: come ad esempio nei sepolcri di santa Balbina e di santa Teodora. Da tutto ciò è nata l’usanza dell’uovo pasquale come simbolo della Resurrezione del Cristo tant’è vero che un tempo al Sabato santo i parroci benedivano le uova bollite e colorate che si sarebbero mangiate la domenica. Già nel secolo XII in molti paesi europei si usava donare uova benedette mentre la nobiltà si scambiava uova d’argento o d’oro, abbellite di gemme perle e smalti. Più tardi nascerà l’usanza di celare nell’uovo di Pasqua una sorpresa. Nel secolo XVI viene offerto a Francesco I, re di Francia, un guscio d’uovo che contiene un’incisione in legno raffigurante la Passione. L’usanza si diffuse rapidamente nella Francia del re Sole al quale i cortigiani donavano uova raffinate la domenica di Pasqua: i maggiori pittori dell’epoca le dipingevano amorevolmente.

Nel Settecento Luigi XV donò a Madame du Barry un grande uovo decorato che conteneva una statuina di Cupido creata dall’orafo di corte. Oggi la tradizione di colorare e donare uova benedette, viva in tutta la cristianità, è sopravvissuta secolarizzata nelle torte pasquali con uova sode, nelle uova di cioccolato industriali e in limitate comunità come a Piana di Albanesi, in provincia di Palermo, dove si distribuiscono in tutte le case delle uova dipinte di giallo o di rosso che sono state benedette in chiesa.

Ma nella cristianità ortodossa, al contrario dell’Occidente, il significato sacrale connesso al dono dell’uovo non è mai tramontato. In Russia si chiama pysanky, dal verbo “pysaty“, “scrivere”, perché sul guscio autentico oppure di legno si tracciano simboli la sera del sabato: la decorazione avviene in silenzio, a tratti interrotta dalle preghiere e dagli antichi canti. Probabilmente si tratta di un rito antichissimo collegato al risveglio primaverile, e poi cristianizzato. La mattina di Pasqua ogni famiglia porta in chiesa per la benedizione il suo cestino di uova dipinte, coperto da una salvietta rituale. Narra una leggenda ucraina che il demonio è legato da una catena formata da tanti anelli quante sono le uova che vengono decorate nell’arco di dodici mesi.

di Alfredo Cattabiani

Fonte:azionetradizionale.com
Share:

Post più popolari

Visualizzazioni totali

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *

Bacheca FB:

Comitato 10 Febbraio

Firma la petizione

Movimento per la Vita - Civitavecchia