La nuova statua del bacio ci rappresenta nella memoria e nell'identità

Il posizionamento della statua “Il bacio della memoria di un porto” restituisce finalmente alla città un po’ di bellezza, di bontà e di giustizia

Incontro con il Sindaco per intitolare una piazza alle vittime dei bombardamenti

Il Comitato 14 Maggio ha avanzato una richiesta scritta di intitolare il piazzale compreso tra via Mazzini e Via Gorizia alle vittime civili dei bombardamenti anglo-americani

Anniversario della nascita dell'Optimus Princeps, il fondatore di Civitavecchia

Ogni nuovo Imperatore dopo Traiano veniva salutato dal Senato con l'augurio: possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano (Felicior Augusto, melior Traiano)

Recensione della nostra visita presso la Macchina del Tempo Civitavecchia

E’ una calda sera di agosto quella che ci vede, insieme ad alcuni simpatizzanti, in visita presso la Macchina del Tempo, progetto inedito a cura di Roberta Galletta, divulgatrice storica

14 maggio, Anniversario dei bombardamenti anglo-americani su Civitavecchia

Il Comitato ha deposto un omaggio floreale presso il Monumento alle Vittime civili dei Bombardamenti, partecipando alla cerimonia ufficiale insieme alle autorità locali per ricordare quanti hanno perso la vita durante la 1° incursione aerea alleata.

14 dicembre 2017

Presentazione del progetto progetto "Acheloo: la ripresa dell’indagine archeologica a Civitavecchia”



Lunedì 18 dicembre 2017, alle ore 16.00, presso la sala conferenze della Biblioteca Comunale in Piazza Calamatta n. 18, l’Amministrazione Comunale presenterà ai cittadini e agli organi di informazione il “Progetto Acheloo: la ripresa dell’indagine archeologica a Civitavecchia”.

Il progetto, che vede il Comune di Civitavecchia tra i promotori, si avvale della collaborazione tra Dipartimento di Storia, Culture e Civiltà dell’Università di Bologna e quello di Scienze dell’Antichità della Sapienza – Università di Roma, oltre che del decisivo sostegno della Società Storica Civitavecchiese e presenta un rilevante interesse e grandi potenzialità, come evidenziato anche dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, che fin dal principio segue l’iniziativa con grande attenzione.

La città di Aquae Tauri, citata da Plinio il Vecchio nel I secolo d.C., non è stata mai esaurientemente indagata. Le nuove tecnologie diagnostiche applicate alla ricerca archeologica permettono di affrontare il tema prendendo in esame una vasta area alle spalle dell’antica Centumcellae (odierna Civitavecchia), compreso tra le cosiddette Terme Taurine e l’Aurelia.

Nel corso della presentazione saranno illustrati i risultati delle prime indagini archeologiche condotte nell’estate scorsa in località Ficoncella che hanno evidenziato, intorno alla grande vasca-calidarium da sempre nota e frequentata, un edificio di grandi proporzioni e di notevole interesse finora completamente sconosciuto, incoraggiando la prosecuzione del cammino verso ulteriori scoperte.

Intervengono alla presentazione: il Sindaco di Civitavecchia, ing. Antonio Cozzolino, il Soprintendente Alfonsina Russo, la dott.ssa Rossella Zaccagnini, funzionario archeologo della Soprintendenza responsabile per il territorio di Civitavecchia, il prof. Massimiliano David, docente presso l’Università Alma Mater di Bologna, la prof.ssa Francesca Romana Stasolla, docente presso l’Università La Sapienza di Roma e il dott. Glauco Stracci della Società Storica Civitavecchiese.

Fonte: terzobinario.it
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6 dicembre 2017

Presentazione del 25° bollettino della Società Storica sulla figura di Guglielmo Marconi


Più lavoro con i poteri della Natura, più sento la benevolenza di Dio per l'uomo, la grande verità che tutto dipende dal Creatore e Sostenitore Eterno. La cosiddetta 'scienza', di cui mi occupo, non è altro che l'espressione della Volontà Suprema, che mira ad avvicinare le persone tra loro al fine di aiutarli a capire meglio e a migliorare se stessi. 
Guglielmo Marconi



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27 novembre 2017

Gemellaggio Civitavecchia-Amelia nel solco di Santa Fermina, una collaborazione sempre più stretta


In un'era globalizzata in cui si cerca sempre più l'esotico e il sensazionale fine a se stessi in una logica sterile per il puro gusto della novità e del diverso, la collaborazione di due Comuni di territori contigui, distanti  tra loro poco più di un'ora di macchina, nel nome di un patrimonio culturale comune non può che suscitare ammirazione. Se poi tale collaborazione, che mobilità autorità civili, ecclesiastiche e cittadinanza, avviene nel solco del Sacro, venerando l'esempio di una Santa, l'evento diventa incommensurabilmente significativo. Ovviamente non poteva mancare chi a sproposito ha macchiato un simile evento. Ci riferiamo alle dichiarazioni del Sindaco di Amelia che in maniera esecrabile chiama strumentalmente in causa Santa Fermina a sostegno delle istanze femministe ignorando il confine tra il dono totale di sé, fino al martirio, e le logiche egoistiche del "io mi appartengo". Comitato14Maggio

Novità importanti per il Gemellaggio tra le Comunità di Civitavecchia e Amelia. Venerdì mattina il Comitato di Santa Fermina civitavecchiese ha onorato la Patrona partecipando ai festeggiamenti organizzati dalla cittadina umbra.
Insieme al Comitato, per la prima volta, hanno partecipato al pranzo istituzionale, alla processione devozionale e alla solenne celebrazione pomeridiana presieduta dal Vescovo Giuseppe Piemontese (Diocesi di Terni – Narni – Amelia), il referente dei Portatori di Santa Fermina Giovanni Zena, le delegazioni della Confraternita di Santa Maria dell’Orazione e Morte guidata dal Priore Giacomo Catenacci e l’Arciconfraternita del Gonfalone di Civitavecchia con il Priore David Trotti.
Un passo importante a cui il Comitato di Santa Fermina sta lavorando, su proposta della socia Sara Fresi, al fine di incentivare dialoghi costruttivi tra le strutture religiose civitavecchiesi e quelle amerine, nel segno della comune Patrona Santa Fermina.
Al pranzo istituzionale erano presenti autorità civili, rappresentanti dell’Amministrazione comunale amerina guidata dalla Sindaca Laura Pernazza che, a ridosso della Giornata Nazionale Contro la Violenza sulle Donne, ha ricordato il ruolo di Santa Fermina “in una società dove era difficile essere donne.” Altresì presente anche la Vice Sindaca di Civitavecchia Daniela Lucernoni che ha ringraziato gli amici amerini per l’ospitalità; rappresentanti dell’Ente Palio dei Colombi presieduto da Alberto Rini, che ha rivolto un saluto affettuoso al nostro Prof. Carlo De Paolis (da pochi mesi nominato presidente onorario dell’Ente stesso); rappresentanti della Diocesi di Civitavecchia – Tarquinia, con il Vescovo Luigi Marrucci, il Segretario Don Fabio e alcuni Parroci, tra cui Don Cono Firringa, Don Augusto Baldini e altre autorità religiose, civili e militari di entrambi i comuni gemellati.
Nel pomeriggio, si è svolta la processione devozionale a cui si sono uniti gli Staffettisti di Santa Fermina guidati da Fabio Uzzo e la solenne celebrazione nella cattedrale amerina presieduta dal Vescovo Giuseppe Piemontese. A seguire, il Comitato e le delegazioni Civitavecchiesi hanno fatto visita agli stand della solidarietà.
In conclusione, nel tardo pomeriggio le delegazioni civitavecchiesi, guidate dalla Sindaca Laura Pernazza, si sono recate al chiostro francescano a doppio loggiato (XIII sec.), che attualmente ospita il Museo civico archeologico e Pinacoteca “Edilberto Rosa”, per osservare alcune proiezioni di immagini che ripercorrono la vita ed il martirio di Santa Fermina, in un progetto denominato “Matrix, oltre la realtà” realizzato dall’artista Luciano Ventrone.
La Presidente Ombretta Del Monte (Comitato Santa Fermina) ha dichiarato: “Un gemellaggio quello di Civitavecchia e Amelia che si rafforza sempre più, mettendo in atto più eventi durante l’anno, come la già avvenuta presentazione del libro ‘Grazie Dons’ presso i locali della cattedrale di Civitavecchia ed altre iniziative di scambio culturale con i rispettivi istituti scolastici cittadini che avranno inizio a breve. Questo grazie alla sinergia di entrambi i comuni e di altre realtà dei territori.”

Fonte: centumcellae.it
Foto: civitavecchia.portmobility.it
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16 novembre 2017

Storia e proprietà terapeutiche delle acque termali della Ficoncella


di Maurizio Martucci

Antinfiammatorie, disintossicanti e chelanti: le cure idropiniche in acqua calda trovano un’applicazione d’eccellenza nei Bagni della Ficoncella di Civitavecchia (Roma), nei pressi del sito (ora archeologico) delle antiche Terme Taurine (Terme di Traiano), già rinomate per le benefiche proprietà terapeutiche sin dai tempi degli etruschi. Oggi i Bagni della Ficoncella sono una struttura pubblica, la gestione (dopo un lascito privato) è comunale, affidata ad una cooperativa: l’ingresso per i non residenti a Civitavecchia è di solo 1,50 € (cinquanta centesimi in più rispetto ai locali), per un tempo consentito di permanenza nei bagni di 2 ore. Ci arrivano, come in una sorta di pellegrinaggio della salute, persone da tutta Italia, anche dall’estero, persino col camper e in cerca di un affitto di una casa limitrofe per brevi soggiorni terapeutici, giusto il tempo per sostare il più possibile nella speranza di beneficiare delle straordinarie proprietà dell’acqua del Fico (il nome Ficoncella viene proprio da quest’albero: si tratta del genius loci?). 

La Ficoncella è composta da cinque vasche di piccole e medie dimensioni, riempite quotidianamente di acqua sulfurea (non emette intollerabili odori di zolfo) che si spingono fino alla temperatura di 60° (in vasca se ne avvertono all’incirca 40°) con proprietà oligominerali pressoché uniche al mondo (se ne trovano simili soltanto in Giappone, nella regione di Okinawa): “il calore raggiunto dall’acqua permette una reazione del solfato di calcio che libera l’acido solforico e gli altri sali, garantendo un’azione benefica, idratante ma al contempo stimolante. Le acque sono infatti definite solfato calciche leggermente alcaline”.

E ancora: “L’acqua viene così riscaldata dal sottosuolo e, ricca di sali minerali, emerge in superficie generando varie sorgenti idrotermali che depositano il carbonato disciolto in nuovi strati geologici di tipo gessoso e travertinoso. Queste acque hanno delle peculiarità curative già conosciute sia nell’antichità che nel secolo scorso (VEDI IMMAGINE PUBBLICITARIA DELL’EPOCA) e sfruttate fino ai giorni nostri.” Infatti nell’800 tra i medicinali delle farmacie romane approvati dal Protomedico Generale Ecclesiastico, tra le acque termali in vendita (in fiasche di vetro) c’era proprio l’acqua della Ficoncella.







Quest’illustrazione d’epoca descrive la composizione chimica dell’acqua dei Bagni della Ficoncella, ricompresa nella classificazione delle acquee di ‘solfato-bicarbonato-alcalino-terrose’, ideali per curare problemi di artrite, reumatismi, infiammazioni neuromuscolari e dolori osteoarticolari. Con una percentuale di radioattività, queste acque sono utili sia nelle malattie croniche (dermatologiche) che acute (flogistiche cutanee e mucose, è ideale anche per problemi di psoriasi). Non da meno, sono profondamente rilassanti!

Fonte: Oasi Sana
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31 ottobre 2017

Diocesi Civitaveccchia - Tarquinia | Ognissanti e la commemorazione dei defunti


Le celebrazioni eucaristiche del vescovo Luigi Marrucci nei cimiteri di Civitavecchia e Tarquinia

In occasione della commemorazione dei defunti il vescovo Luigi Marrucci presiederà le celebrazioni eucaristiche nelle cappelle dei cimiteri di Civitavecchia e Tarquinia. Mercoledì 1 novembre, alle ore 15.30, la celebrazione si svolgerà nel cimitero di Tarquinia.
Il giorno seguente, 2 novembre, alle 10.30, il vescovo celebrerà nel cimitero “Nuovo” di Civitavecchia e alle ore 15.30 nel cimitero “Monumentale” di via Aurelia.
Le Messe saranno celebrate anche nei cimiteri comunali di Allumiere, Tolfa e Montalto di Castro nell’arco della giornata, animate dalle comunità parrocchiali.
I fedeli, alle condizioni stabilite dalla Chiesa, potranno lucrare l’indulgenza plenaria a favore dei defunti visitando un cimitero e partecipando alla celebrazione eucaristica.

Fonte: Diocesi Civitavecchia-Tarquinia

Con la solennità di Ognissanti viene venerata la memoria di coloro della cui compagnia esulta il cielo, al fine di emulare il loro esempio ed invocare la loro protezione.

Con la Commemorazione dei defunti ci si dà cura di intercedere presso Dio per le anime di tutti coloro che il tempo e la morte han portato via, una sosta nella vita per ricordare il passato vissuto con i nostri cari e il bene che coloro che ci hanno preceduti sulla terra hanno lasciato.

Il giorno dei morti, di Bouguereau, 1859.

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18 ottobre 2017

Traiano Optimus Princeps: recensione della mostra all’Antica Rocca di Civitavecchia


A cura del Comitato 14 Maggio

In una giornata di sole di sabato decidiamo di recarci presso il Porto storico per visitare la mostra dedicata a Traiano, organizzata in occasione dei 1900 anni dopo la fine del transito terreno dell'Imperatore romano.

L’evento, al di là di qualche cartello in prossimità del Forte Michelangelo e di Porta Livorno, non ci sembra essere molto pubblicizzato, se considerato che la mostra andrebbe ad omaggiare il fondatore della città nonché uno dei massimi imperatori romani.

Arrivati, constatiamo che siamo gli unici visitatori, mentre all'entrata ci comunicano che l’ingresso costa 6 euro, un prezzo che non giova certo da incentivo, in primis per i più giovani.

Ci viene quindi spiegato che la mostra è strutturata sostanzialmente in tre parti corrispondente alla vita di Traiano, ai porti dell’Imperatore ed infine, senza alcuna apparente attinenza, a Cencelle e alle recenti scoperte archeologiche presso La Frasca.

Dai primi pannelli ci viene presentata la figura di Traiano, che sin dal periodo giovanile si distinse per una brillante carriera militare e cursus honorum, differenziandosi per qualità di energia, di dirittura che indussero l’allora Imperatore Nerva ad introdurre per la prima volta il “principato adottivo”, designandolo in tal maniera quale suo successore sotto gli auspici di Giove Ottimo Massimo. Nel rito (l'augurium) di investitura, infatti, la designazione di Nerva e più tardi la nomina da parte del Senato non conferiscono in modo alcuno l'auctoritas la cui origine non è umana bensì viene conferita da Giove.
Alla morte dell’anziano Imperatore nel 98, Traiano, acclamato dall'esercito e con l’accordo del Senato, preferì rimanere altri due anni a Colonia, in Germania, per organizzare la città e la difesa dei confini, facendo ingresso a Roma solo nell'anno 100.

Stando a Plinio il Giovane, la fonte primaria menzionata dai curatori della mostra, Traiano fece della riduzione del lusso, la frugalitas, e delle riforme a beneficio dell’Impero due elementi centrali della sua affermazione alla guida dell’Impero, legittimata sia attraverso i successi militari, in Dacia, in Anatolia e in Arabia nord-occidentale, che mediante il buon governo tanto che il Senato gli conferì il titolo onorifico di “Optimus”. L'Imperium, con alla sua guida Traiano, raggiunse la sua massima estensione di sempre.

A dimostrazione dell’interiorizzazione da parte dell’Optimus Princeps delle virtù dell’etica romana, quali la sapientia, la pietas, la fides e la gravitas, divenne emblematico l’episodio della vedova a cui era stata ucciso il figlio e alla quale l'Imperatore, rimandando la sua partenza per la campagna militare in Dacia, dinnanzi all'appello della donna scelse di fare subito giustizia senza attendere il suo ritorno. << Tratto tutti come vorrei che l'Imperatore trattasse me, se fossi un privato cittadino >> disse una volta al suo segretario. 

La seconda parte della mostra è dedicata ai porti fatti costruire da Traiano con un approfondimento su quello di Civitavecchia grazie a una straordinaria riproduzione in 3D sponsorizzata dall’Autorità portuale, di fatto l’unico elemento significativo della mostra. Quello che si nota nel filmato e nei pannelli realizzati dai curatori della mostra è il continuo elogio della politica edilizia dell’imperatore romano e delle infrastrutture portuali fatte costruire in Italia centrale, quasi fosse solamente una questione di ingegneria civile o militare o di estetica. La monumentalità delle costruzioni essendo in realtà un riflesso della forma dei caratteri profondi della civiltà romana, manifestazione della chiarezza e della semplicità che contraddistinsero quello che era lo stile romano.

Contrariamente a quanto ci si poteva aspettare in una mostra di questo rango, è mancata qualsiasi statua o raffigurazione dell’Imperatore. Una grande perdita considerando che, contrariamente ai greci, i romani rappresentavano le persone mantenendosi fedeli al loro aspetto fisico, occasione mancata per scorgere la nobile compostezza romana nel volto dell’Imperatore Traiano.


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4 ottobre 2017

4 ottobre | San Francesco d'Assisi, confessore e patrono d'Italia



Celebriamo oggi un Santo, che fu copia ammirabile di Cristo Gesù, che il Sommo Pontefice Leone XIII chiama il più bello dei santi, che Papa Pio XI ci presenta come il santo che pare aver meglio compreso il Vangelo e conformata la vita al divino modello.

San Francesco infatti è un altro Cristo. Ha cercato Cristo, lo ha seguito, lo ha amato, lo ha dato agli altri, Cristo Gesù è tutta la sua vita. Non ci fermiamo sulle tradizioni graziose che vogliono che Francesco sia nato in una stalla, come Gesù, e su un poco di paglia; noi lo vediamo, giovane, arrestarsi improvvisamente in mezzo ai suoi sogni di piaceri e di feste, mentre pensa ad imprese cavalleresche, perché il Cristo di S. Damiano gli parla: "Francesco, che cosa vale di più? Servire il padrone o il servitore?". Francesco è affascinato da queste parole, comincia una vita nuova, apre il Vangelo e vi cerca Cristo cui consacrarsi interamente.


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